Dall’iscrizione al RUNTS alla denominazione: chiarimenti sul futuro delle ONLUS

Dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali i chiarimenti sulla vita delle ONLUS dopo il 31 marzo 2026, data che segna la soppressione dell’Anagrafe Unica. Dalle richieste di iscrizioni al RUNTS, passando per il patrimonio: le regole da conoscere
Il 31 marzo scorso si è concluso uno dei passaggi cruciali del processo di riforma del Terzo Settore: la definitiva soppressione dell’Anagrafe Unica delle ONLUS prevista a partire dal 2026. La data ha segnato il termine per le procedure di iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e, quindi, per uniformarsi alle nuove regole.
Con la Nota Direttoriale n. 6665 del 28 aprile 2026, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha fatto chiarezza sul futuro degli enti che hanno presentato l’istanza di iscrizione a ridosso della scadenza o da aprile in poi.
ONLUS: via libera alle iscrizioni tardive al RUNTS
In primis, il documento chiarisce come deve essere considerata la data spartiacque del 31 marzo: è il termine ultimo per l’avvio effettivo del procedimento telematico di iscrizione.
L’ente è salvo dall’obbligo di devolvere il patrimonio maturato solo nel caso in cui l’istanza telematica sia stata inoltrata e protocollata dal sistema informativo del RUNTS entro questa scadenza.
In particolare, per gli enti dotati di personalità giuridica (o che la intendono ottenere), non conta la data dell’atto o della delibera assembleare. Se, ad esempio, un’organizzazione ha riunito la propria assemblea e ha deliberato le modifiche statutarie dinanzi al notaio prima o in data 31 marzo 2026, ma il deposito della pratica si è concretizzato nei giorni successivi, la domanda viene considerata tardiva.
Ma bisogna sottolineare che la scadenza del 31 marzo 2026 non costituisce un termine di decadenza assoluto per l’accesso al Terzo Settore: anche le domande tardive sono ammissibili.
Per le ex ONLUS resta la possibilità di iscriversi al RUNTS anche dopo tale data, a patto che abbiano i requisiti statutari richiesti dal Codice del Terzo settore.
Il termine di fine marzo è perentorio per ciò che concerne la natura di ONLUS: da aprile è venuta meno per tutti gli enti che la possedevano, con la conseguente perdita della qualifica fiscale e con l’obbligo di devolvere il patrimonio incrementale maturato dall’ente durante l’intero periodo di permanenza nel regime.
Tabella di marcia e regole sono collegate, ma viaggiano su binari paralleli: la devoluzione del patrimonio, infatti, non costituisce un requisito per l’iscrizione al RUNTS e gli uffici del RUNTS non sono tenuti a verificare la corretta condotta dell’ente in questo senso.
ONLUS e devoluzione del patrimonio: le verifiche per l’accesso al RUNTS
Chiarito questo punto, il Ministero si sofferma sull’impatto che l’obbligo di devoluzione può avere sulle condizioni di iscrizione al Registro, in particolare per gli enti che possiedono o intendono acquisire la personalità giuridica.
“Deve considerarsi la potenziale incidenza che la devoluzione del patrimonio incrementale può assumere sulla quantificazione del patrimonio minimo, normativamente prescritto e da attestare ai fini dell’iscrizione al RUNTS”, sottolinea il documento.
Secondo quanto previsto dall’articolo 22 del Codice del Terzo settore, la soglia minima è pari a 15.000 euro per le associazioni e 30.000 euro per le fondazioni.
Di conseguenza, il notaio che si occupa dell’iscrizione di un’ex ONLUS dovrà constatare che il requisito del patrimonio minimo per l’accesso al Registro non sia compromesso dalla presenza di una quota destinata alla devoluzione ad altro ente e allo stesso modo gli Uffici del RUNTS dovranno verificare la regolarità formale della richiesta e della documentazione presentata e richiedere eventualmente chiarimenti e approfondimenti.
In sintesi, tenendo conto di alcune precise regole, la vita delle ONLUS continua anche dopo il 31 marzo, a patto che l’ente cambi natura e anche denominazione: questa etichetta deve scomparire anche dall’anagrafica dei soggetti iscritti al RUNTS. Chi non si adegua sarà invitato a farlo nella prima occasione utile.