Facebook e Instagram rappresentano generalmente le piattaforme più efficaci per coinvolgere la comunità, promuovere iniziative e raccontare l’impatto dell’ente. Tuttavia, la scelta dei canali dovrebbe sempre dipendere dal pubblico di riferimento e dagli obiettivi di comunicazione.
Social Media per il Terzo Settore: come le associazioni possono sfruttare Facebook e Instagram

I social media possono diventare uno degli strumenti più efficaci per far crescere un Ente del Terzo Settore, a patto che vengano utilizzati con una strategia chiara e costante. Facebook e Instagram, in particolare, permettono di aumentare la visibilità dell’associazione, coinvolgere volontari e sostenitori, raccontare l’impatto dei progetti e favorire anche le attività di raccolta fondi.
Organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici, reti associative e imprese sociali operano oggi in un contesto sempre più digitale, nel quale la comunicazione online rappresenta un elemento fondamentale per raggiungere nuovi pubblici e consolidare il rapporto con la propria comunità.
Indice
- Come costruire una presenza social per un Ente del Terzo Settore
- Social Media nel Terzo Settore: quali canali scegliere?
- Perché il calendario editoriale è fondamentale per la comunicazione degli ETS?
- Come definire lo stile della comunicazione online del Terzo Settore?
- La comunicazione interna prima di quella sui social
- FAQ – Le domande sui social media per il Terzo Settore
Come costruire una presenza social per un Ente del Terzo Settore?
Una presenza efficace sui social media non nasce dalla semplice pubblicazione di contenuti, ma da una strategia coerente con la missione, gli obiettivi e le risorse dell’ETS.
Prima ancora di aprire o gestire i canali social è importante chiedersi quali risultati si vogliono ottenere. Ad esempio:
- aumentare la notorietà dell’associazione;
- migliorare la reputazione dell’ente;
- promuovere eventi e iniziative;
- coinvolgere nuovi volontari;
- sostenere campagne di raccolta fondi;
- mantenere un dialogo costante con la comunità.
Una volta definiti gli obiettivi, il passo successivo consiste nella creazione di un piano editoriale. Non si tratta semplicemente di assegnare un tema a ogni giorno della settimana, ma di costruire una programmazione sostenibile, capace di garantire continuità nel tempo.
È utile alternare diverse tipologie di contenuti, come:
- aggiornamenti sui progetti;
- risultati raggiunti;
- testimonianze di volontari e beneficiari;
- eventi e iniziative;
- contenuti educativi e di sensibilizzazione;
- campagne di raccolta fondi.
Raccontare progetti, impatti concreti e storie autentiche permette infatti di rendere più vicina e comprensibile la causa sostenuta.
Naturalmente, ogni piattaforma richiede un linguaggio specifico. Facebook continua a essere uno spazio privilegiato per il dialogo con la comunità, la promozione di eventi e la condivisione di aggiornamenti. Instagram, invece, valorizza maggiormente immagini, Reel, Stories e video brevi, privilegiando una comunicazione più immediata e coinvolgente.
Infine, è fondamentale monitorare gli insight offerti dalle piattaforme e adattare progressivamente la strategia. Una presenza efficace sui social non si misura soltanto dal numero di follower, ma soprattutto dalla capacità di generare fiducia, coinvolgimento e partecipazione concreta.
Social Media nel Terzo Settore: quali canali scegliere?
Abbiamo parlato finora di Facebook e Instagram, ma ogni social network presenta caratteristiche differenti e intercetta pubblici diversi.
Per questo motivo il primo passo che ogni associazione dovrebbe fare è valutare attentamente su quali piattaforme investire, considerando:
- il target di riferimento;
- gli obiettivi di comunicazione;
- il tempo disponibile per la gestione;
- le competenze interne;
- il tipo di contenuti che è possibile produrre.
In linea generale:
- Facebook resta uno dei principali canali per molti ETS, soprattutto per costruire relazioni con la comunità e promuovere eventi.
- Instagram è ideale per raccontare visivamente attività, persone e progetti.
- LinkedIn risulta particolarmente utile per sviluppare partnership, rafforzare la reputazione dell’ente e comunicare con aziende e istituzioni.
- TikTok permette di raggiungere un pubblico più giovane attraverso contenuti dinamici e informali.
- YouTube rappresenta una valida scelta per associazioni che producono video di approfondimento, testimonianze o racconti delle proprie iniziative.
Perché il calendario editoriale è fondamentale per la comunicazione degli ETS?
Partiamo da un presupposto: nella comunicazione sui social, soprattutto nel caso degli ETS, la qualità conta più della quantità: meglio, infatti, una presenza costante e realistica che una pubblicazione intensa ma discontinua.
Precisato questo aspetto, il calendario editoriale risulta fondamentale per ogni attività di social media management, perché consente di trasformare una comunicazione occasionale in una presenza organizzata e coerente.
Grazie a un programma di questo tipo è infatti possibile pianificare contenuti efficaci in linea con gli obiettivi predefiniti, ma anche campagne e altre attività online, evitando sia l’improvvisazione sia i periodi di inattività.
Per costruire un buon calendario editoriale è consigliabile mantenere un equilibrio tra:
- contenuti informativi;
- racconti dell’impatto sociale;
- storie della comunità;
- aggiornamenti sulle attività;
- campagne di raccolta fondi;
- ricorrenze ed eventi.
La pianificazione può essere impostata su base mensile, lasciando comunque spazio a notizie dell’ultimo momento, eventi straordinari o opportunità di comunicazione che possono emergere durante l’anno.
Come definire lo stile della comunicazione online del Terzo Settore?
Ogni ETS dovrebbe adottare uno stile di comunicazione riconoscibile e coerente con la propria identità.
Il tono di voce sui social può essere:
- istituzionale;
- relazionale;
- informale;
- divulgativo.
Lo stile deve però essere adattato al canale utilizzato. Ad esempio, LinkedIn richiede generalmente una comunicazione più professionale e informativa rispetto a Facebook, dove è possibile instaurare un dialogo più diretto con la comunità.
Mantenere coerenza tra linguaggio, valori e contenuti contribuisce a rafforzare la credibilità dell’ente e a creare un rapporto autentico con il pubblico.
La comunicazione interna prima di quella sui social
Una strategia efficace sui social media aiuta ad attrarre nuovi sostenitori e a rafforzare la visibilità dell’ente, ma la comunicazione non si esaurisce sulle piattaforme digitali. Mantenere un rapporto costante con soci, volontari e donatori è altrettanto importante per consolidare la fiducia, favorire la partecipazione e rendere più efficiente la gestione quotidiana dell’associazione.
Per questo motivo è utile affiancare alle attività di comunicazione strumenti in grado di semplificare anche l’organizzazione interna. Terzo Settore in Cloud è il software gestionale di TeamSystem pensato per gli Enti del Terzo Settore, che consente di gestire in un’unica piattaforma soci, volontari e collaboratori, comunicazioni, quote associative, donazioni, documenti, contabilità e rendicontazione. La soluzione permette inoltre di lavorare completamente in cloud, con dati sempre accessibili e condivisi tra gli utenti autorizzati, aiutando gli enti a dedicare meno tempo alle attività amministrative e più tempo alla propria missione.
FAQ – Le domande sui social media per il Terzo Settore