Come aprire un affittacamere: procedure e requisiti

Aprire un affittacamere può rivelarsi un’interessante opportunità imprenditoriale e una valida fonte di guadagno, soprattutto in un Paese come l’Italia, dove il turismo continua a rappresentare un settore trainante. Prima di intraprendere questo percorso, è però fondamentale conoscere a fondo gli aspetti legali e fiscali, senza trascurare gli adempimenti burocratici e le strategie necessarie per avviare un’attività ricettiva solida e redditizia. Uno degli errori più comuni è confondere l’affittacamere con il bed and breakfast. Sebbene si tratti di strutture simili, le differenze tra le due formule sono sostanziali e incidono tanto sulla gestione quanto sulla normativa di riferimento. Inoltre, contrariamente a quanto si possa pensare, non sempre è obbligatorio aprire la partita IVA per gestire un affittacamere: molto dipende dalla forma scelta e dalla continuità dell’attività.
Questa guida è pensata per chi desidera capire davvero come aprire un affittacamere e ottenere indicazioni chiare per avviare un progetto imprenditoriale di successo.
Cos’è un affittacamere
Prima di addentrarci nei passaggi necessari per aprire un affittacamere, è fondamentale capire di cosa si tratta davvero e quali sono i limiti e le possibilità previsti dalla normativa.
Un affittacamere è una struttura ricettiva che mette a disposizione degli ospiti un numero limitato di camere, generalmente fino a 6 camere (in base alla normativa regionale), distribuite in uno o due appartamenti all’interno dello stesso edificio. Il servizio principale offerto è il pernottamento, al quale si possono affiancare, a discrezione del gestore, altri servizi accessori come la pulizia giornaliera, la colazione o il cambio biancheria.
Si tratta di una formula che, rispetto a un’attività alberghiera vera e propria, comporta costi iniziali più contenuti e una gestione più snella, pur offrendo buone prospettive di redditività, soprattutto se collocata in zone ad alta affluenza turistica.
Affittacamere e B&B: quali sono le differenze
Comprendere fino in fondo cosa distingue un affittacamere dalle altre strutture è il primo passo per fare scelte consapevoli e avviare un’attività che sia sostenibile e ben posizionata sul mercato.
Proprio per questo motivo, è essenziale conoscere la differenza tra un affittacamere e un B&B. Anche se in molti pensano che si tratti dello stesso tipo di attività, va detto che queste due formule presentano differenze sostanziali.
- Natura dell’attività: il B&B è generalmente un’attività saltuaria e a conduzione familiare. L’affittacamere, invece, ha natura prevalentemente professionale e può essere gestito anche da società.
- Residenza del titolare: per aprire un B&B, nella maggior parte dei casi è richiesto che la residenza o il domicilio del gestore coincidano con il luogo dell’attività. Questo vincolo non si applica invece agli affittacamere (salvo specifiche disposizioni regionali).
- Apertura annuale: i B&B devono osservare un periodo di chiusura obbligatoria ogni anno, mentre gli affittacamere possono operare ininterrottamente per tutto l’anno.
- Prima colazione: nei B&B la colazione è solitamente inclusa e prevista. Negli affittacamere, invece, non è obbligatoria e può essere sostituita (o affiancata) da altri servizi accessori.
- Servizi aggiuntivi: l’affittacamere può offrire servizi più ampi (come lavanderia, reception, pulizie frequenti), configurandosi come una struttura potenzialmente più attrezzata rispetto a un classico B&B.
Come aprire un affittacamere: l’iter burocratico
Avviare un affittacamere richiede attenzione non solo alla gestione dell’attività, ma anche agli aspetti formali e normativi.
Prima di iniziare a ospitare clienti, è infatti fondamentale conoscere e seguire con precisione l’iter burocratico previsto dalla legge. Ogni passaggio è essenziale per operare in regola ed evitare sanzioni. In particolare, sono necessari alcuni step.
- Apertura della partita IVA: obbligatoria nel caso in cui l’attività venga svolta in modo professionale e continuativo. Il codice Ateco di riferimento è 55.20.51: “Affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence”.
- Invio della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): da presentare al Comune in cui ha sede l’immobile. Questo documento attesta l’inizio dell’attività e deve essere accompagnato da una serie di allegati, tra cui planimetrie e certificazioni igienico-sanitarie.
- Invio delle schedine alloggiati: obbligatorio per ogni ospite che soggiorna nella struttura per un periodo inferiore ai 30 giorni, attraverso il portale della Questura. Per soggiorni più lunghi, si applicano le norme sulla locazione e va registrato un contratto presso l’Agenzia delle Entrate.
- Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio: necessaria per le attività esercitate in forma imprenditoriale.
Come aprire un affittacamere senza partita IVA
In alcuni casi è possibile aprire un affittacamere senza dover necessariamente aprire la partita IVA. Questo è possibile solo quando l’attività viene svolta in modo occasionale, senza carattere imprenditoriale e senza l’offerta di servizi aggiuntivi tipici delle strutture professionali.
Ad esempio, chi affitta un numero limitato di stanze o unità abitative, in modo non continuativo e senza servizi come colazione, pulizie giornaliere o reception, può operare come attività occasionale.
In linea generale, i requisiti per aprire un affittacamere senza partita IVA includono:
- la natura occasionale dell’attività;
- la residenza o il domicilio del proprietario nell’immobile adibito ad affittacamere.
Diversamente, se l’attività è svolta in modo continuativo, con apertura annuale e offerta di servizi strutturati, allora assume un carattere professionale: in questo caso, la partita IVA è obbligatoria, così come l’iscrizione al Registro delle Imprese e gli adempimenti contributivi.
In definitiva, l’apertura della partita IVA dipende dalla natura e dall’organizzazione dell’attività: occasionalità e semplicità permettono una gestione più snella, almeno nelle fasi iniziali.
Quanto costa aprire un affittacamere
Aprire un affittacamere comporta sicuramente costi più contenuti rispetto all’avvio di un hotel, soprattutto se si possiede già un immobile idoneo e ben posizionato.
Ciò non significa che si tratti di un’attività a costo zero. Le spese da affrontare possono variare in modo significativo a seconda della zona, delle condizioni dell’immobile e del livello di servizi che si intende offrire.
In generale, è utile distinguere tra costi fissi e costi variabili. I primi includono adempimenti burocratici e consulenze professionali, mentre i secondi riguardano gli investimenti necessari per adeguare e gestire la struttura nel tempo. Ad esempio, chi parte da un appartamento già arredato e in buono stato sosterrà spese nettamente inferiori rispetto a chi deve eseguire lavori di ristrutturazione o acquistare tutti gli arredi da zero.
Tra i costi che vanno considerati, possiamo includere:
- spese per l’apertura della partita IVA e per la consulenza di un commercialista;
- diritti di segreteria e spese legate alla presentazione della SCIA;
- eventuali lavori di ristrutturazione e adeguamento dell’immobile;
- acquisto di arredi, biancheria e attrezzature;
- utenze (luce, acqua, gas, internet);
- costi di manutenzione ordinaria;
- software per la gestione delle prenotazioni e pubblicità online.
Come gestire un affittacamere di successo
Aprire un affittacamere non equivale ad avviare un’attività di successo. Questo perché, pur avendo fatto i conti con gli adempimenti burocratici e aver sostenuto i costi iniziali, è fondamentale assicurarsi anche una corretta gestione dell’operatività quotidiana.
È per questo motivo che sono sempre più le strutture ricettive che decidono di implementare software gestionali pensati appositamente per hotel, B&B, case vacanze e affittacamere. L’utilizzo di questi software, però, non è sempre semplice e immediato.
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- gli ospiti possono effettuare il self check-in e check-out autonomamente tramite smartphone;
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- è possibile ricevere prenotazioni dirette attraverso il Booking Engine sul sito web;
- la sincronizzazione automatica con portali come Booking e Airbnb avviene tramite il Channel Manager;
- il sistema ottimizza automaticamente i prezzi per massimizzare i ricavi grazie al Revenue Management;
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- i pagamenti digitali permettono di accettare carte, wallet e QR code in modo semplice e sicuro;
- l’app per housekeeping organizza e aggiorna in tempo reale lo stato delle pulizie delle camere.
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