​​Ventilazione IVA dei corrispettivi: quando si applica e come gestirla nel commercio

Autore: Redazione
 - Ultimo aggiornamento: 07.05.2026
Tempo di lettura: 3'
​​Ventilazione IVA dei corrispettivi: quando si applica e come gestirla nel commercio

La ventilazione IVA dei corrispettivi è un meccanismo previsto dall’art. 24 del DPR 633/1972 che consente ai commercianti al minuto di registrare gli incassi senza determinare  l’aliquota IVA. La distinzione tra le aliquote non avviene al momento della vendita, ma in fase successiva, attraverso un calcolo proporzionale basato sugli acquisti. 

Cosa è la ventilazione IVA

La ventilazione IVA è una modalità di determinazione dell’imposta applicata ai corrispettivi nel commercio al dettaglio. Si basa su un criterio proporzionale che consente di ripartire l’IVA in funzione degli acquisti, anziché delle singole vendite. 

Quali soggetti possono usare la ventilazione IVA

Possono applicare la ventilazione IVA dei corrispettivi i commercianti al minuto che operano in specifiche categorie merceologiche individuate dalla normativa, tra cui:  

  • prodotti alimentari e dietetici; 
  • articoli tessili e di vestiario, incluse le calzature; 
  • prodotti per l’igiene personale e farmaceutici. 

L’applicazione dell’IVA ventilata richiede rispetto di specifiche condizioni. 

  • Prevalenza degli acquisti nelle categorie ammesse: se gli acquisti relativi ad altre tipologie di prodotti superano il 50% del totale, il regime non può essere applicato nell’anno successivo. 
  • Limite alle vendite con fattura: il meccanismo è pensato per attività che operano prevalentemente con corrispettivi e non con fatture. Se le vendite con emissione di fattura superano il 20% del totale dei corrispettivi, la ventilazione IVA non è applicabile nell’anno successivo. 

 Ventilazione IVA: procedimento operativo

La ventilazione IVA si basa su un calcolo effettuato al termine di ogni periodo di liquidazione (mensile o trimestrale), che determina l’imposta sulla base della composizione degli acquisti. In concreto, la percentuale di IVA applicata agli incassi dipende da come sono distribuiti gli acquisti tra le diverse aliquote. 

Il procedimento si articola nei seguenti passaggi: 

  • si considerano gli acquisti destinati alla rivendita, distinti per aliquota IVA; 
  • si calcola il peso percentuale di ciascuna aliquota sul totale degli acquisti; 
  • si applicano le percentuali ottenute al totale dei corrispettivi registrati, per determinare l’IVA dovuta. 

Per rendere il meccanismo più chiaro, si può considerare un esempio: se il 60% degli acquisti è soggetto a IVA al 10% e il 40% a IVA al 22%, le stesse proporzioni vengono applicate agli incassi. 

Il calcolo viene ripetuto a ogni liquidazione e riepilogato nella dichiarazione annuale IVA.

Ventilazione IVA e scontrino elettronico

In caso di ventilazione dei corrispettivi, lo scontrino elettronico può essere emesso senza indicare il dettaglio delle aliquote IVA per ogni singola operazione. L’imposta viene infatti determinata successivamente, in modo proporzionale, sulla base degli acquisti effettuati. 

Si tratta di una semplificazione ammessa dalla normativa, che non elimina l’obbligo di corretta determinazione dell’IVA, ma ne modifica le modalità di calcolo rispetto al metodo ordinario. 

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