I crediti d’imposta per i nuovi investimenti degli hotel – Parte I

  • Home
  • Magazine
  • I crediti d’imposta per i nuovi investimenti degli hotel – Parte I
I crediti d’imposta per i nuovi investimenti degli hotel – Parte I
16/01/2020 | Leonardo Pietrobon - Dottore Commercialista | gestione-hotel| pms| finanziamenti

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali per il settore turistico ricettivo: cosa prevede Legge di Bilancio 2020?

a cura di Leonardo Pietrobon - Dottore Commercialista

Tra le varie disposizioni normative contenute nella L. 160/2019 – c.d. Legge di Bilancio 2020 – il Legislatore ai commi da 184 a 197 dell’articolo 1 introduce la possibilità di maturare un credito d’imposta per i nuovi investimenti in beni strumentali. Norma agevolativa che, al ricorrere di specifiche condizioni, riguarda anche le imprese operanti nel settore turistico ricettivo.

In particolare, la citata disposizione normativa – “crediti d’imposta per nuovi investimenti” – sostituisce integralmente le disposizioni normative inerenti:

  • il c.d. “super ammortamento”;
  • e il c.d. “iper ammortamento”, sia in merito ai beni materiali (Industria 4.0) e sia per quanto riguarda i beni immateriali (Industria 4.0).

Sotto il profilo soggettivo, si fa presente che la norma agevolativa, di cui ai commi da 184 a 197 dell’articolo 1 della L. 160/2019, trova applicazione a favore di imprese e professionisti che, dall’1.1.2020 al 31.12.2020, effettuano investimenti in beni strumentali. Più in particolare, la citata disposizione agevolativa trova applicazione a favore dei citati soggetti (meglio individuati nei successivi paragrafi) che dall’1.1.2020:

  • fino al 31.12.2020
  • ovvero fino al 30.06.2021, a condizione che entro il 31.12.2020 sia accettato un ordine di acquisto e pagati acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione;

effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture ubicate in Italia.

Il primo elemento che emerge è di natura temporale, in quanto la disposizione normativa in commento trova applicazione solo per gli investimenti effettuati nel corso dell’anno 2020. Unica conclusione alla quale si può giungere, salvo ulteriori proroghe successive.

Ancora sotto il profilo soggettivo, il comma 186 stabilisce che possono accedere alla norma agevolativa in commento tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente:

  • dalla forma giuridica;
  • dal settore economico di appartenenza;
  • dalla dimensione;
  • e dal regime fiscale di determinazione del reddito.

Tale formulazione premette di affermare che sotto il profilo soggettivo, di natura generale, non sussistono particolari preclusioni.

La stessa disposizione normativa, invece, esclude dal beneficio:

  • le imprese in stato di crisi, e più precisamente: imprese in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale ovvero altra procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare, dal D.Lgs. 14/2019 o da altre leggi speciali o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni;
  • le imprese destinatarie di sanzioni interdittive derivanti dalla violazione delle norme sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (di cui all'articolo 9, comma 2, D.Lgs. 231/2001).

Tuttavia, le condizioni di accesso più stringenti sono quelle inerenti:

  1. l’obbligo di rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore
  2. e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

In conclusione, i due importanti blocchi sono proprio rappresentati dai sopra citati fattori che, come dal comma 186, non prevedono alcuna tipologia di deroga o esenzione.

Sotto il profilo oggettivo, invece, rispetto alle previgenti norme agevolative non si ravvisano particolari novità, se non per quanto riguarda le immobilizzazioni immateriali Industria 4.0.

In particolare, l’agevolazione in commento riguarda:

  1. gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, ossia i beni ex super ammortizzabili;
  2. gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi Industria 4.0, ossia i beni ex iper ammortizzabili;
  3. gli investimenti in beni immateriali strumentali nuovi di cui alla Tabella B, Finanziaria 2017 (comprese le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo di tali ultimi beni, mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza).

Continuano ad essere esclusi gli investimenti quali:

  • veicoli e altri mezzi di trasporto, sia che vengano utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’impresa (la cui deducibilità è integrale), sia che vengano usati con finalità non esclusivamente imprenditoriali;
  • beni per i quali il D.M. 31 dicembre 1988 prevede coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5% (ammortamento più lungo di 15 esercizi);
  • fabbricati e le costruzioni;
  • beni di cui all'allegato 3 annesso alla Legge di stabilità 2016 (L. 208/2015). L'allegato 3 citato riguarda, a titolo di esempio, le condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali naturali o dagli stabilimenti balneari e termali; le condotte utilizzate dalle industrie di produzione e distribuzione di gas naturale; il materiale rotabile, ferroviario e tramviario; gli aerei completi di equipaggiamento;
  • i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti, in concessione e a tariffa, nei settori dell'energia, dell'acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

È proprio con riferimento ai beni esclusi che le imprese operanti nel settore turistico ricettivo devono prestare attenzione, soprattutto per le seguenti motivazioni:

  1. individuare i beni con coefficiente di ammortamento superiore al 6,5%;
  2. individuare i beni di cui all’allegato 3 della L. n. 208/2015.

A tal proposito si riportano di seguito i coefficienti di ammortamento per le imprese alberghiere:

Edifici

3%

Costruzioni leggere (tettoie, baracche, ecc.)

10%

Mobili e arredamento

10%

Biancheria

40%

Attrezzatura (stoviglie, posate, attrezzatura da cucina, ecc.)

25%

Impianti generici (riscaldamento, condizionamento)

8%

Impianti specifici (igienici, cucina, frigorifero, ascensori, montacarichi, impianti telefonici, citofoni, campanelli e simili)

12%

Macchine d’ufficio elettromeccaniche ed elettroniche compresi i computers e i sistemi telefonici elettronici

20%

Autoveicoli da trasporto (autoveicoli pesanti in genere, carrelli elevatori, mezzi di trasporto interno, ecc.)

20%

Autovetture, motoveicoli e simili

25%

 

In conclusione, a prescindere dagli immobili, dalle costruzioni leggere e dei veicoli, già escluse per la tipologia di bene, i medesimi beni, ad eccezione dei veicoli, sarebbero comunque esclusi per effetto del coefficiente di ammortamento non superiore al 6,5%.

 

 

Richiesta Informazioni

* campi obbligatori


TeamSystem Hospitality

Scopri TeamSystem Hospitality

Il software gestionale che aiuta l'albergatore ad incrementare vendite e marginalità.

Per offrirti il miglior servizio possibile TeamSystem utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.