L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una guida per definire le liti pendenti per associazioni e società sportive dilettantistiche

Nella guida sono illustrate le regole da seguire per beneficiare della particolare tipologia di definizione agevolata riservata alle società e associazioni sportive dilettantistiche.

Chi può accedere
L’articolo 7 del decreto legge n. 119/2018 prevede una particolare tipologia di definizione agevolata delle liti pendenti, della quale possono fruire solo le società e le associazioni sportive dilettantistiche (indicate nell’articolo 90 della legge n. 289/2002) in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI.
Per accedere alla definizione, inoltre, è necessario che dette società e associazioni risultavano iscritte nel registro del CONI alla data del 31 dicembre 2017.

Per quali atti
Le controversie definibili sono quelle riguardanti avvisi di accertamento in materia di Ires, Irap e Iva riferite a periodi d’imposta in cui la società o l’associazione risultava iscritta nel registro del CONI.
Inoltre, è necessario che l’ammontare delle sole imposte in contestazione, relativamente a ciascun periodo d’imposta per il quale è stato emesso avviso di accertamento, o è pendente reclamo o ricorso, non sia superiore a 30.000 euro per ciascuna imposta (Ires o Irap) contestata.
Il limite di 30.000 euro è riferito solo a ciascuna delle imposte Ires o Irap. Per le liti concernenti avvisi di accertamento che recuperano l’Iva, è possibile avvalersi della definizione anche per somme superiori.
È possibile sanare le sole liti pendenti, al 24 ottobre 2018, innanzi alle commissioni tributarie.

Come e quando pagare
Il pagamento delle somme dovute per la definizione, da effettuare utilizzando il modello F24, può avvenire:

  • in un’unica soluzione
  • a rate trimestrali di pari importo, in un numero massimo di 20, solo se la somma da versare è superiore a 1.000 euro. Come specificato nelle istruzioni per la compilazione della domanda, questo limite si riferisce all’importo netto dovuto.

Non è ammesso il pagamento tramite la compensazione.
Il termine per il pagamento dell’importo netto dovuto o della prima rata scade il 31 maggio 2019.
Le rate successive alla prima scadono il 31 agosto, il 30 novembre, il 28 febbraio e il 31 maggio di ciascun anno a partire dal 2019. Per esse sono dovuti gli interessi legali a decorrere dal 1°giugno 2019 e fino alla data del versamento.
Per le somme da versare suggeriamo di far riferimento a quanto riportato nella guida e farsi supportare dal proprio commercialista.

Quando e come si presenta la domanda
La definizione si perfeziona con il pagamento, entro il 31 maggio 2019, dell’intera somma da versare (importo netto dovuto) o della prima rata, e con la presentazione della domanda entro lo stesso termine.
Per accedere alla procedura di regolarizzazione è necessario presentare telematicamente la domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti all’Agenzia delle Entrate.
Se non ci sono importi da versare, la definizione si perfeziona con la sola presentazione della domanda online.

Potete trovare la guida a questo link.

Fonte: Agenzia delle Entrate, Definizione Agevolata delle Controversie Tributarie cliccando qui