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Blockchain: tutti ne parlano ma che cos’è veramente?

23.08.2018 - Tempo di lettura: 3'
Blockchain: tutti ne parlano ma che cos’è veramente?

Cosa è la Blockchain in parole semplici?

Partiamo da una prima definizione di base:

“Consentendo la distribuzione delle informazioni digitali ma non la copia, la tecnologia blockchain ha creato la spina dorsale di un nuovo tipo di Internet.”

Questa frase spiega in poche parole qual è l’importanza di questa tecnologia e il suo scopo.

In rete troviamo tantissimi articoli che cercano di spiegare cosa sono le blockchain e quasi sempre si cade nel paradosso di assimilare questa tecnologia alle valute digitali (meglio dire cryptocurrency). Questo è formalmente un errore che vorrei subito chiarire: le blockchain sono la tecnologia che assicura la correttezza delle informazioni, sia esse valute digitali, documenti, o qualsiasi altra informazione digitale.

E’ ovvio che una tecnologia del genere ben si adatta ad essere utilizzata per la garanzia delle transazioni economiche, o come nel primo caso in cui è stata usata, alla validazione di valute virtuali (bitcoin).

Come per molte delle tecnologie odierne, non serve tanto sapere come funziona, piuttosto interessa l’effetto (quanti sanno come funziona la tecnologia dei touchpad e quanti invece la usano e basta?).

Ciò nonostante ritengo sia più utile capire anche per sommi capi come funziona così da poterne poi vedere le possibili applicazioni, punti di forza e debolezze.

Come funziona la Blockchain?

La blockchain è un sistema di condivisione delle informazioni decentralizzato, costituito da nodi, ciascuno dei quali deve validare l’informazione prima che questa sia inserita nella catena delle informazioni, cioè resa pubblica.

Partiamo dall’inizio: viene creata una informazione digitale (valore, immagine, documento, etc). Questa viene trasmessa ad un sistema P2P (peer to peer, cioè ad un insieme di nodi). Questi (tutti) la validano assegnandoli una chiave con un algoritmo comune. Ciascuno dei nodi valida l’informazione. Questo fa si che quel blocco di informazione sia univoco, sicuro ed immutabile. Infatti l’unico modo perché questo sia in qualche maniera modificato è quello che tutti i nodi diano una nuova validazione all’informazione.

Ora è chiaro che non stiamo parlando di pochi nodi, ma di un numero estremamente elevato (pensate a tutti i pc del mondo!). Un malintenzionato che volesse modificare l’informazione, dovrebbe essere in grado di modificare l’informazione su tutti i nodi o meglio forzarne la validazione su tutti i nodi, cosa che richiederebbe una potenza di calcolo talmente elevata da non essere attualmente possibile (si stima che servirebbe 6000 volte la potenza di calcolo di tutti i supercomputer  più potenti attualmente presenti sul mercato). In questa maniera l’informazione inviata alla rete, è garantita essere quella originale.

Attenzione, questo non vuol dire che l’informazione sia corretta, giusta o sbagliata: il sistema garantisce l’immutabilità dell’informazione, non il suo contenuto!

Così facendo si ottiene un secondo beneficio: se l’informazione una volta inserita in rete non è più modificabile e garantita per quella originariamente inviata, è anche possibile tenerne traccia: una transazione economica inserita sbagliata, rimarrà tale e quindi è possibile risalire all’errore e sistemarlo (con un’altra transazione)!

Ma cosa succede all’informazione una volta che questa è stata validata dai nodi?

Semplicemente viene scritta come blocco nella catena che compone il libro mastro.

Il libro mastro è per altro distribuito ed univoco, quindi si ottiene un secondo beneficio di un sistema distribuito: l’informazione non è localizzata in un sol posto, ma è salvaguardata dai nodi stessi, quindi recuperabile sempre: non è soggetta ad essere corrotta o persa.

Il risultato della blockchain è quindi quello di permettere un nuovo livello di sicurezza nella distribuzione delle informazioni aprendo la strada alla possibilità di garantire uno scambio sicuro di informazioni sensibili senza correre il rischio che queste vengano modificate dopo il loro invio in rete. I possibili sviluppi sono innumerevoli e solo il futuro ne darà la dimensione.

In ultimo vorrei però fare una considerazione del tutto personale. Leggendo alcuni commenti (alcuni dei quali tutt’altro che velati) emerge come molti temano questo sistema distribuito, dove nella realtà dei fatti ogni informazione è “passata” ad un nodo: molti ritengono che questo possa portare ad una mancanza della privacy delle informazioni e solo parzialmente concordo. Infatti essendo necessaria la validazione da parte dei nodi, è anche necessario che questi ricevano l’informazione.

Chi garantisce la segretezza e riservatezza delle informazioni?

Questo però è un problema che tutti gli iscritti ai servizi online (siano social media o banali servizi di posta elettronica) affrontano (o ignorano) ogni giorno. Le blockchain almeno garantiscono che quello che mettiamo in rete sia effettivamente quello che abbiamo inviato.

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