Come aprire una pescheria: guida completa per avviare l’attività

Aprire una pescheria conviene? È la domanda che si sta ponendo qualsiasi imprenditore – o aspirante tale – che desidera inserirsi nel settore e avviare la propria attività.
Indubbiamente, aprire una pescheria può generare interessanti guadagni, soprattutto quando posizionata in luoghi strategici. Prima di intraprendere questo percorso è però necessario informarsi su quali siano i permessi, i requisiti e i costi, nonché quali siano gli step essenziali per assicurarsi il successo.
In questa guida, proponiamo una serie di consigli su come aprire una pescheria e come gestirla al meglio.
Cosa serve per aprire una pescheria
Per rispondere alla domanda se aprire una pescheria conviene, è fondamentale prima di tutto porsi alcuni quesiti essenziali, gli stessi che ogni imprenditore dovrebbe considerare quando valuta l’avvio di una nuova attività:
- qual è il mio target di clientela?
- quali sono i miei punti di forza rispetto alla concorrenza?
- quanto capitale iniziale ho a disposizione?
- quali sono i costi fissi e variabili da sostenere?
- in quanto tempo prevedo di raggiungere il punto di pareggio?
- dove posso aprire per massimizzare visibilità e accesso alla clientela?
A partire da queste riflessioni, il primo passo concreto da compiere è la stesura di un business plan. Si tratta di un documento strategico che descrive in dettaglio l’idea imprenditoriale, i costi, le previsioni economiche e gli obiettivi a medio-lungo termine. Redigerlo è essenziale per chiarire la fattibilità del progetto, attirare eventuali finanziatori e ridurre il rischio di errori.
Un altro aspetto centrale è la scelta della location: meglio puntare su zone ad alto passaggio, come mercati rionali, vie commerciali o quartieri densamente popolati. Analizzare la concorrenza, la visibilità del punto vendita e la facilità di accesso (anche per i fornitori) può fare la differenza tra un’attività mediocre e una di successo.
I requisiti per aprire una pescheria
Ma che licenza serve per aprire una pescheria? Per avviare un’attività di vendita di prodotti ittici è necessario rispettare alcuni requisiti fondamentali. Innanzitutto, bisogna essere maggiorenni (almeno 18 anni) e possedere i requisiti morali richiesti per l’esercizio di un’attività commerciale.
Tra i requisiti più importanti c’è l’abilitazione SAB (Somministrazione di Alimenti e Bevande), necessaria soprattutto se si intende aprire una pescheria con friggitoria o somministrare prodotti pronti al consumo. Insieme a questa, è obbligatorio l’attestato HACCP, che certifica la conoscenza delle norme igienico-sanitarie per la manipolazione e conservazione degli alimenti.
Questi adempimenti sono ancora più importanti infatti quando, oltre alla vendita di pesce fresco, si vogliono offrire preparazioni cotte o pronte da mangiare. In tal caso, la pescheria assume anche le caratteristiche di un’attività di somministrazione alimentare, con controlli e responsabilità maggiori.
I documenti per aprire una pescheria: l’iter burocratico
Per quanto possa sembrare impegnativo, noioso e a tratti complicato, chi desidera aprire una pescheria deve essere consapevole dell’iter burocratico da seguire e dei documenti necessari per poter avviare l’attività in regola. In particolare, bisognerà accertarsi di seguire tutti questi step:
- iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente, per costituire legalmente la propria attività;
- apertura della partita IVA tramite presentazione della domanda all’Agenzia delle Entrate;
- registrazione presso INPS e INAIL, sia per il titolare che per eventuali dipendenti, ai fini previdenziali e assicurativi;
- richiesta di agibilità dei locali in cui si svolgerà l’attività e ottenimento del nulla osta sanitario;
- presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo sportello SUAP del Comune di riferimento;
- possesso dell’attestato HACCP, obbligatorio per chi manipola alimenti, da conseguire tramite corso riconosciuto dalla ASL.
Se, oltre alla vendita di pesce fresco, si intende affiancare un’attività di friggitoria o bistrot, saranno necessari ulteriori adempimenti burocratici. In particolare, bisognerà verificare che il locale rispetti tutti i requisiti strutturali e igienico-sanitari previsti per la ristorazione. Inoltre, potrebbe essere richiesta un’autorizzazione per l’impianto di cottura e per la canalizzazione dei fumi, in base al regolamento comunale.
Quanto costa aprire una pescheria
Una delle domande fondamentali che ci si pone quando si intende aprire una pescheria è: quanto costa davvero avviare questa attività? La risposta non è semplice, perché la spesa iniziale può variare sensibilmente in base a diversi fattori: dimensione del locale, ubicazione, tipologia di pescheria (tradizionale, con friggitoria, bistrot), numero di dipendenti, arredi e attrezzature.
In linea generale, bisogna distinguere tra costi iniziali e costi di gestione, a loro volta suddivisibili in costi fissi e costi variabili.
Per quanto riguarda i costi iniziali, tra le principali voci possiamo includere:
- attrezzature professionali, come banchi frigo espositivi, celle frigorifere, bilance elettroniche, lavelli in acciaio inox, abbattitori, affettatrici per pesce, impianti di aspirazione (nel caso di friggitoria);
- allestimento del locale, che comprende arredamento, insegne, impianto elettrico, illuminazione, zona accoglienza clienti e – se previsto – spazio per la ristorazione;
- costi burocratici e consulenze, come apertura della partita IVA, iscrizione alla Camera di Commercio, pratiche per SCIA, certificazioni sanitarie, eventuale supporto da parte di commercialisti o consulenti HACCP.
In più, possiamo individuare i costi fissi:
- affitto o acquisto del locale, variabile a seconda della zona e della metratura;
- utenze (energia elettrica, acqua, gas), spesso elevate per attività con celle frigo e cucine;
- personale, soprattutto se si opta per una pescheria con somministrazione, che richiede cuochi, camerieri o addetti alla friggitoria.
E aggiungere i costi variabili:
- acquisto delle materie prime (pesce fresco, olio, ingredienti vari);
- manutenzione attrezzature, scarti e perdite, imprevisti operativi.
Va considerato che, in caso di pescheria con friggitoria o bistrot, i costi aumentano in modo significativo: serve più spazio, più attrezzature, più personale e un investimento costante in materie prime di qualità. Una stima più precisa, però, potrà essere fatta solo sulla base di un business plan ben strutturato.
Un aspetto da non sottovalutare riguarda i costi per la promozione e il marketing, fondamentali per far conoscere la pescheria e attrarre clienti, soprattutto nelle fasi iniziali. Tra sito web, gestione dei social, campagne pubblicitarie locali o online, materiale promozionale e inaugurazione, è consigliabile prevedere un budget dedicato. Anche con risorse contenute, un piano di comunicazione ben fatto può fare la differenza e contribuire a costruire una clientela fidelizzata nel tempo.
Come gestire una pescheria di successo
Anche quando si superano ostacoli come iter burocratico e costi, aprire una pescheria non equivale ad assicurare il successo alla propria attività. Ciò che è fondamentale è essere in grado di gestire al meglio l’operatività quotidiana per potersi assicurare un’organizzazione impeccabile e un controllo a 360 gradi sull’attività.
È per questo motivo che TeamSystem ha ideato Cassa in Cloud, il gestionale per il settore food & beverage che consente di curare ogni aspetto della propria attività, da un punto cassa multifunzione, passando per la gestione del magazzino, fino alle campagne fedeltà che permettono, attraverso una raccolta punti, di fidelizzare la clientela.
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