Chiuso per ferie: gli adempimenti da controllare prima della pausa

È tempo di ferie, ma prima di mettere in pausa ristoranti e bar è necessario avere ben chiara la lista degli adempimenti da verificare prima di prendersi un momento di pausa: le istruzioni per bar e ristoranti
Affiggere il cartello chiuso per ferie per comunicare ai clienti il periodo di stop dell’attività è solo l’ultimo punto della check list da esaminare prima di godersi un momento di pausa.
È tempo di chiusure anche per alcuni bar e ristoranti che operano in aree meno turistiche del territorio ed è utile avere ben chiara una lista di impegni da verificare prima di chiudere le porte dei locali.
Dalla tabella di marcia delle scadenze alla gestione della cassa, bisgona avere un quadro chiaro di tutte le procedure da concludere con tempestività o da affrontare al rientro.
Scadenze fiscali da controllare prima di chiudere per ferie
Chiaramente la check list non è uguale per tutti, ma ci sono sicuramente dei punti fermi da cui partire prima di mettere tutto in stand by.
In linea generale, è necessario controllare in anticipo il calendario di scadenze fiscali e contributive.
Se è vero che ad agosto, ad esempio, tutto rallenta, è anche vero che gli impegni legati alla gestione delle attività non vanno mai in vacanza del tutto.
Dai versamenti IVA fino ad arrivare a IRPEF e contributi, anche in base al periodo di sospensione delle attività, può essere utile pianificare i pagamenti prima o dopo le ferie, anche affidandosi eventualmente al proprio intermediario di fiducia per procedere nel migliore dei modi.
Il controllo sul calendario deve essere ancora più certosino da parte di chi chiude bar e ristoranti dopo la sospensione di agosto, valida fino al giorno 20. Tutti i termini che ricadono nelle prime settimane del mese slittano. Ma poi la tabella di marcia riprende regolarmente.
Grazie alle disposizioni del decreto fiscale n. 193/2016, inoltre, anche gli avvisi bonari e l’invio di informazioni e documenti richiesti a seguito di controlli restano congelati fino al 4 settembre.
Negli altri periodi dell’anno, invece, anche se le attività sono in pausa, la clessidra fiscale e contributiva scorre inesorabilmente ed è necessario anticipare eventualmente pagamenti o comunicazioni.
Ristoranti e bar chiusi per ferie: non solo scadenze fiscali
Prima delle ferie, però, sotto osservazione non c’è solo l’agenda ufficiale, ma ci sono anche le scadenze che interessano specificamente l’attività che possono essere legate, ad esempio, ai rapporti con i fornitori o al pagamento di eventuali lavoratrici o lavoratori dipendenti.
Particolare attenzione, poi, merita la gestione della cassa, anche quando resta ferma.
Prima di tutto, con il nuovo obbligo di collegamento tra POS e registratore telematico, bisogna tenere l’Agenzia delle Entrate sempre informata sui dispositivi in uso che operano in tandem con la cassa.
Non basta aver effettuato il primo collegamento per essere pienamente in regola: per evitare anomalie nel flusso di dati che arriva all’Amministrazione finanziaria, è sempre utile comunicare, ad esempio, anche l’eventuale dismissione dei sistemi utilizzati per incassare i pagamenti.
In una parola, il quadro a disposizione delle Entrate deve essere sempre fedele e aggiornato.
Inoltre, non bisogna dimenticare che anche in caso di attivazioni di nuovi POS fisici o virtuali è necessario procedere con un nuovo collegamento al Registratore Telematico entro precise scadenze.
Si ha tempo dal sesto all’ultimo giorno del secondo mese successivo all’attivazione. Ad esempio, le novità di maggio devono essere comunicate entro la fine di luglio.
Chiuso per ferie: quando è necessario mettere fuori servizio il Registratore Telematico
Infine, in vista della chiusura per ferie, ristoratori ed esercenti devono valutare di mettere in pausa il Registratore Telematico. Sebbene non vi sia un obbligo normativo, è fortemente consigliato comunicare all’Agenzia delle Entrate l’inattività dell’attività per evitare segnalazioni su eventuali anomalie nei flussi di dati.
Impostare l’RT su “fuori servizio” (codice 608: “Magazzino/Periodo di inattività”) permette all’Amministrazione finanziaria di giustificare l’assenza di trasmissione dei corrispettivi, evitando che il periodo di chiusura venga erroneamente interpretato come un malfunzionamento o un’anomalia.
Non sempre, però, è necessario dare questo messaggio: la segnalazione di “fuori servizio” è prevista in caso di chiusura o inattività superiore ai 12 giorni. Per pause brevi (es. una settimana), non è necessario intervenire.
Il cambio di stato può essere effettuato direttamente tramite le funzioni del proprio Registratore Telematico, oppure attraverso i servizi online dell’Agenzia delle Entrate (anche tramite un intermediario abilitato). Al momento della riapertura, il dispositivo tornerà automaticamente “in servizio” alla prima trasmissione utile.
Seguire questa procedura, pur facoltativa, agevola una comunicazione più fluida con l’Amministrazione finanziaria, garantendo trasparenza durante i periodi di pausa dell’attività
Tutti i controlli da effettuare prima di chiudere per ferie rispondono a un’unica esigenza: prevenire è meglio che intervenire durante o dopo il periodo di pausa.