RED III edifici: le 5 domande da porsi prima di un progetto

Prima di modellare l’edificio, dimensionare gli impianti o verificare le quote FER, è fondamentale inquadrare correttamente la pratica. In questo articolo analizziamo le cinque domande che ogni progettista dovrebbe porsi per capire quali obblighi si applicano realmente al proprio intervento.
Perché partire dalle domande giuste?
Con l’entrata in vigore della RED III il percorso progettuale è diventato più articolato. Non è sufficiente conoscere le percentuali di copertura da fonti rinnovabili o i requisiti minimi da rispettare: occorre innanzitutto comprendere quale normativa si applica al caso specifico.
Due edifici apparentemente identici possono infatti essere soggetti a obblighi differenti in funzione della Regione, della data del titolo edilizio, della tipologia di intervento o della presenza di particolari condizioni che consentono modalità alternative di rispetto dei requisiti.
Per questo motivo, prima di iniziare la modellazione energetica, è utile rispondere a cinque domande fondamentali a raccogliere una serie di informazioni che guideranno tutte le scelte successive.
1. Dove si trova l’edificio?
Può sembrare una domanda banale, ma è il primo elemento da verificare.
La RED III è stata recepita a livello nazionale, ma la disciplina applicabile dipende anche dall’eventuale normativa regionale.
Alcune Regioni hanno infatti recepito anticipatamente determinate disposizioni, altre hanno mantenuto procedure proprie o introdotto requisiti specifici.
Prima di iniziare il progetto è quindi opportuno verificare:
- se si applica esclusivamente la normativa nazionale;
- se la Regione ha emanato propri provvedimenti;
- se sono previste disposizioni transitorie;
- se esistono verifiche aggiuntive rispetto al quadro nazionale.
Questa verifica consente di individuare fin da subito il corretto riferimento normativo ed evitare di applicare prescrizioni non pertinenti.
La scelta della normativa di riferimento costituisce uno dei primi passaggi nella configurazione del progetto e determina le verifiche che il software renderà disponibili.

Verifiche FER per tipologia di intervento e ambito territoriale
In TERMOLOG
La scelta della normativa di riferimento costituisce uno dei primi passaggi nella configurazione del progetto e determina le verifiche che il software renderà disponibili.

TERMOLOG – Impostando il comune viene settata la normativa di riferimento corretta
2. Qual è la data del titolo edilizio?
La data del titolo edilizio non rappresenta un semplice dato amministrativo.
In molti casi determina quale disciplina normativa debba essere applicata e consente di distinguere tra pratiche soggette alle disposizioni precedenti e pratiche che ricadono nei nuovi obblighi introdotti dalla RED III.
Occorre inoltre verificare se:
- sono presenti varianti;
- le varianti possono modificare il quadro normativo applicabile;
- sono previsti periodi transitori.
È buona pratica chiarire questo aspetto prima di iniziare qualsiasi modellazione energetica.
3. Che tipo di intervento sto progettando?
La classificazione dell’intervento rappresenta uno dei passaggi più importanti dell’intero iter progettuale.
Da essa dipendono infatti:
- i requisiti energetici da rispettare;
- le verifiche richieste dalla normativa;
- gli obblighi sulle fonti rinnovabili;
- la documentazione da predisporre.
È quindi fondamentale distinguere correttamente tra nuova costruzione, ampliamento, recupero di volume, ristrutturazione importante di primo o secondo livello, riqualificazione energetica, ristrutturazione dell’impianto termio e semplice sostituzione del generatore.
Una classificazione errata può portare ad applicare verifiche non dovute oppure a trascurare obblighi previsti dalla normativa.
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In TERMOLOG
Una volta selezionato il livello di intervento, il software imposta automaticamente il quadro delle verifiche previsto dalla normativa applicabile, riducendo il rischio di errori nella fase iniziale del progetto.

TERMOLOG consente di impostare il livello di intervento corretto per ciascuna pratica
4. L’impianto è davvero coinvolto?
Quando si parla di RED III, la prima reazione è spesso quella di concentrarsi sull’impianto.
In realtà è importante chiedersi se l’intervento coinvolga realmente il sistema impiantistico nei termini previsti dalla normativa.
Ad esempio:
- si tratta della sola sostituzione del generatore?
- viene modificata la distribuzione?
- cambia il sistema di emissione?
- è prevista una ristrutturazione dell’impianto termico?
- l’intervento riguarda esclusivamente l’involucro?
La risposta a queste domande può influenzare gli obblighi applicabili e le verifiche da eseguire.
Solo dopo aver chiarito il reale coinvolgimento dell’impianto è possibile valutare correttamente le quote FER e le eventuali tecnologie da adottare.

Quando l’intervento riguarda l’impianto
5. Ho valutato tutte le soluzioni progettuali?
La RED III non richiede semplicemente di verificare il rispetto delle quote di energia da fonti rinnovabili.
Prima ancora, richiede al progettista di valutare le principali soluzioni tecnologiche applicabili al caso specifico.
La scelta finale dovrà quindi essere il risultato di un percorso tecnico motivato, non di un automatismo.
Tra le principali tecnologie che è opportuno prendere in considerazione rientrano, ad esempio:
| Tecnologia | Aspetti da valutare |
| Pompa di calore | Compatibilità con l’edificio e con l’impianto esistente |
| Sistema ibrido | Possibilità di integrazione con il generatore esistente |
| Fotovoltaico | Disponibilità della copertura e producibilità attesa |
| Solare termico | Copertura dei fabbisogni di ACS e spazio disponibile |
| Biomassa | Compatibilità con il contesto e con la normativa locale |
| Teleriscaldamento efficiente | Disponibilità della rete e requisiti previsti dalla normativa |
Negli ultimi tavoli tecnici dedicati ai chiarimenti applicativi della RED III è emersa infatti la necessità di definire un elenco minimo di tecnologie da valutare e di individuare criteri oggettivi che consentano di escluderne alcune quando non risultino concretamente applicabili.
E se una tecnologia non è applicabile?
Non sempre tutte le soluzioni risultano realizzabili.
Può accadere, ad esempio, che l’installazione di un impianto fotovoltaico sia impedita dalla conformazione della copertura, dalla presenza di vincoli paesaggistici o dall’indisponibilità delle parti comuni.
In altri casi possono emergere problematiche strutturali, prescrizioni antincendio, limiti acustici, insufficienza degli spazi tecnici o la necessità di importanti opere accessorie.
L’orientamento emerso nei tavoli tecnici è quello di verificare prima l’eventuale impossibilità tecnica e solo successivamente, in assenza di impedimenti oggettivi, affrontare il tema della convenienza economica.
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La relazione di impossibilità tecnica
Quando una o più tecnologie vengono escluse, è opportuno che il progettista motivi in modo chiaro le ragioni della scelta.
Una relazione di impossibilità tecnica dovrebbe documentare almeno:
- le tecnologie prese in esame;
- la tecnologia o le tecnologie escluse;
- la motivazione tecnica dell’esclusione;
- gli elementi oggettivi a supporto (vincoli, elaborati grafici, fotografie, relazioni specialistiche, documentazione dell’amministratore, ecc.);
- il riferimento normativo che consente l’esclusione.
In questo modo la scelta progettuale diventa trasparente, verificabile e coerente con il percorso seguito.
L’evoluzione della normativa evidenzia la crescente importanza non solo del calcolo energetico, ma anche della documentazione tecnica che motiva le scelte progettuali. La gestione integrata della pratica e dei documenti consentirà di affiancare alle verifiche energetiche anche gli elementi utili a giustificare eventuali esclusioni o modalità alternative di rispetto degli obblighi.le.
Conclusioni
La RED III non introduce soltanto nuovi obblighi sulle fonti rinnovabili: richiede un approccio progettuale più consapevole e strutturato.
Prima di aprire il software e iniziare la modellazione energetica, dedicare alcuni minuti all’inquadramento della pratica consente di individuare correttamente il quadro normativo, evitare errori di impostazione e affrontare le verifiche con maggiore sicurezza.
Le cinque domande viste in questo articolo rappresentano un metodo semplice ma efficace per impostare qualsiasi progetto.