Sostenibilità e studi legali

Sostenibilità e studi legali
27/09/2021 | a cura di Mario Alberto Catarozzo – Coach, Formatore, Consulente – CEO di MYPlace Communications | gestione-studio
La pandemia, come sappiamo, ha avuto un effetto acceleratore su tante novità già in atto ben prima della primavera del 2000. Tra queste si pone la sostenibilità nei suoi vari aspetti, che oltre al settore industriale ha interessato anche il settore professionale. Gli studi legali, soprattutto di più ampie dimensioni e con respiro internazionale, hanno così cominciato ad interessarsi al tema della sostenibilità sia per motivi sostanziali, sia per ragioni di immagine e marketing.

Quando si parla di sostenibilità a cosa ci si riferisce? Cosa sta accadendo nel mondo legale in tema di azioni rivolte ad applicare i principi della sostenibilità? Cercheremo di rispondere a queste domande e di dare un quadro aggiornato per chi ancora non ha intrapreso questa strada.

SOSTENIBILITÀ: PARTIAMO DALLA DEFINIZIONE

La parola sostenibilità evoca il concetto di possibile da gestire, quindi di tollerabile. Con “sostenibilità” in generale si intende qualunque cambiamento e azione che non modifica in modo traumatico l’equilibrio preesistente. Per esempio, è sostenibile un cambiamento personale se questo cambiamento non crea traumi o rompe equilibri generando sofferenza; a livello di organizzazione di studio, per esempio, è sostenibile un cambiamento se non mette in crisi la struttura creando ansie e difficoltà che inficiano la qualità di vita delle persone; in ambito sociale, una novità è sostenibile se non crea scompensi e disagi alla popolazione di tal livello da creare crisi; a livello ambientale è sostenibile una attività o un modello di crescita se non turba l’ecosistema distruggendolo. Per questa ragione si dice che il tipo di crescita economica delle società occidentali non sono sostenibili a lungo tantomeno a livello ambientale, in quanto per far  crescere il PIL stiamo distruggendo l’ecosistema naturale del pianeta in modo irreversibile.

A fronte di questo concetto si pone il concetto di “responsabilità” sociale, ambientale, economica; si intende il doversi far carico delle conseguenze che un certo modo di agire presenta.

QUANTI TIPI DI SOSTENIBILITÀ

Dagli esempi sopra riportati emerge che esistono diverse accezioni con cui la parola sostenibilità viene utilizzata oggi. A seconda dell’ambito a cui viene accostata si riferisce alla necessità di tutelare l’ambiente (sostenibilità ambientale), di tutelare la qualità di vita delle persone all’interno di una organizzazione (sostenibilità del lavoro), di tutelare gli equilibri finanziari di una organizzazione (sostenibilità economica), di tutelare la società dalle conseguenze di un’attività (sostenibilità sociale).

In questa sede approfondiremo il concetto di sviluppo sostenibile che ingloba in sé i tre concetti principali della sostenibilità: economica, sociale, ambientale.

LA SOSTENIBILITÀ NEL SETTORE LEGALE

Cosa stanno facendo gli studi legali e, più in generale, gli studi professionali, in tema di lavoro flessibile (smart working) per i propri dipendenti e collaboratori? Questa “semplice” domanda contiene in sé problematiche ben più ampie a cui anche gli studi professionali stanno cercando di dare risposta in modo innovativo ed equilibrato. Infatti, nel periodo post pandemico che stiamo affrontando i professionisti e i dipendenti degli studi hanno scoperto, come in altri settori, che è possibile organizzare diversamente il lavoro; è possibile, infatti, poter lavorare in mobilità (smart workers) e poter lavorare da location diverse rispetto allo studio; è possibile poter incontrare i clienti senza doversi spostare fisicamente, per esempio utilizzando piattaforme di videoconference; è possibile partecipare a corsi formativi a distanza e persino le udienze possono svolgersi da remoto. Questo modo di lavorare smart, flessibile, appunto, ha migliorato spesso le vite delle persone, gli equilibri tra lavoro e tempo libero, lavoro e famiglia, lavoro e fatica per raggiungere il posto di lavoro. Si è scoperto che si può lavorare bene anche se si è fisicamente distanti, ma c’è la giusta mentalità per fare squadra, il giusto senso di appartenenza (corporate identity); le persone hanno capito che per raggiungere buone performance bisogna lavorare bene e non per forza lavorare tanto. Ora gli Studi legali, e non solo, sono alle prese con un cambio di mentalità e di cultura dei propri collaboratori e dipendenti e si rende necessario innovare l’organizzazione di Studio con luoghi di lavoro (location) tempi di lavoro e modalità, per rendere più sostenibile il lavoro e migliorare la qualità di vita dei lavoratori. La sostenibilità viene quindi affrontata su diverse sollecitazioni: i dipendenti e professionisti, che reclamano oggi la modalità di lavoro flessibile; il mercato, che offre alle nuove leve e mette nel “pacchetto” di ingaggio di nuovi collaboratori anche lo smart working come plus; i clienti che sono più attenti a valutare non solo nei propri consulenti le competenze tecnico-giuridiche, ma anche la corrispondenza con i propri valori aziendali, quali la tutela dei giovani e piani di crescita, la tutela della maternità, la tutela della gender diversity, il rispetto dell’ambiente e le attività pro bono e di social responsability che gli studi mettono in atto.

In sostanza, oggi uno studio professionale si trova a dover fare scelte organizzative non solo in funzione dell’organizzazione del business, della qualità delle prestazioni e della competitività “tecnica” sul mercato, ma deve anche fare attenzione ad altri fattori un tempo completamente ignorati e che costruiscono nel loro insieme parte del brand dello Studio. Per brand intendiamo l’immagine, la reputazione e quindi il posizionamento sul mercato.

COSA GUARDANO LE AZIENDE NEI LORO CONSULENTI

Le aziende multinazionali, internazionali, ma anche le grandi aziende italiane sono sempre più sensibili ai temi della sostenibilità sopra descritti e così come cercano loro stesse di adempiere alle nuove istanze sociali, economiche, ambientali e di lavoro, allo stesso modo ricercano nei propri interlocutori la stessa coerenza di valori e di stile. Pertanto, anche lo Studio legale se ambisce a lavorare con grandi aziende deve diventare sensibile ai temi della sostenibilità e perseguire politiche di lavoro interne allo studio che rendano sostenibile la qualità di vita dei collaboratori; devono presta attenzione all’impatto ambientale che la propria attività comporta, partendo dal “plastic free”, quindi dall’eliminazione della plastica là dove possibile, sostituita da bottiglie di vetro per le sale riunioni, da dotazioni ai collaboratori di borracce termiche alla riduzione dei documenti cartacei con i processi di digitalizzazione, alle azioni tese a restituire al sistema sociale parte del proprio benessere (pro bono e iniziative sociali, culturali, ambientali).

LO STUDIO LEGALE SOSTENIBILE

Un nuovo concetto, che si allargherà man mano anche agli studi boutique, è che lo Studio deve avere un suo stile, un suo credo, quindi dei valori guida chiari, che dall’esterno lo possano identificare e che possano rappresentare un quid pluris rispetto ad altri. Ricordiamoci che le persone scelgono un consulente come l’avvocato su base fiduciaria e la fiducia è un’emozione e come tale si compone di diversi elementi, tra cui lo stile, l’immagine, i valori e non solo la bravura e la preparazione (che, come sappiamo, il cliente non è neppure in grado di valutare tecnicamente, ma che ricostruisce su base nuovamente emotiva).

La sostenibilità dello Studio riguarda dunque sia aspetti interni organizzativi, sia aspetti esterni di impatto sull’ambiente e sulla società. La comunicazione in tutto questo gioca un ruolo fondamentale, perché saper comunicare e fare marketing vuol dire saper valorizzare e saper far arrivare ai destinatari i contenuti che vogliamo, in modo che la nostra immagine ne esca potenziata. Tutto questo ambito sta assumendo un valore ogni giorno maggiore e non può essere ignorato da uno studio professionale se vuole rimanere competitivo e al passo con i tempi.

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