Ogni cosa a suo tempo. L’orologio della comunicazione

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Ogni cosa a suo tempo. L’orologio della comunicazione
17/11/2020 | a cura di Amalia di Carlo | organizzazione-studio| gestione-team-di-lavoro

Mai come in questo periodo stiamo riflettendo sull’importanza del tempo. Del non sprecarlo, non anticiparlo, non avere fretta, non andare a rilento. Anche nella comunicazione il tempo è importante, anzi fondamentale.

Mai come in questo periodo stiamo riflettendo sull’importanza del tempo. Del non sprecarlo, non anticiparlo, non avere fretta, non andare a rilento. Anche nella comunicazione il tempo è importante, anzi fondamentale. E calcolare male i tempi, può voler dire bruciare una notizia, o, al contrario, farla diventare vecchia.

Ogni notizia ha il suo tempo e una cronologia che deve essere rispettata. Lo dico spesso, ma pianificare aiuta a stabilire le priorità, dettare il ritmo, e la consecutio più appropriata per stabilire la sequenza delle azioni.

La gatta frettolosa…

Alle volte la brama di uscire con una notizia fa commettere errori, facilmente evitabili. Capita spesso, specie dopo l’avvento dei social network, che alcuni professionisti modifichino alla velocità della luce il loro stato professionale su Linkedin, prima ancora che lo studio di accoglienza ne abbia dato adeguata comunicazione, non solo ai media, ma anche internamente allo studio. A volte, con questo, causando veri e propri incidenti diplomatici. Per cui, diciamo che il “Galateo della Comunicazione”, prevede di concordare con lo studio la tempistica con la quale intervenire alla modifica del proprio profilo per evitare di “bruciare la notizia”.  E sempre sui social, capita venga rimbalzata la notizia della chiusura di un’operazione.

Ecco, in questo caso, per esempio, avere fretta può comportare persino la perdita di un cliente. Se succede, per esempio, che il comunicato venga emesso senza l’accordo con il cliente e il suo beneplacito. Per questo è bene anticipare i tempi, pianificare, preparare con anticipo i testi, sottoporli al cliente, attendere il placet, coinvolgere tutte le parti, condividere il testo e con tutte le revisioni e i benestare del caso, procedere all’invio alle testate.

Chi tardi arriva….

Al contempo però, impiegare troppo tempo, e arrivare lunghi, rischia di far diventare la notizia “vecchia”, per cui di scarso interesse per la testata. Capite bene che se l’azienda che ha effettuato l’operazione emette il suo comunicato e il professionista che l’ha assistita manda il suo press release sette giorni dopo, l’interesse per l’annuncio di quell’operazione, in questo frattempo, si è spento, e lo spazio che verrà destinato alla ripresa della notizia, sarà minimo. Come anche mandare un comunicato su un evento svoltosi giorni e giorni prima, o ancora comunicare un cambiamento strutturale alle testate dopo averlo annunciato su tutti i social. Il tempismo sull’invio delle comunicazioni deve essere ponderato. In genere, poi, inviare una nota stampa il venerdì pomeriggio, non è mai la scelta migliore! O ancora mandare un comunicato stampa il pomeriggio del 24 dicembre! A quel punto, se si può, meglio anticipare o avere la pazienza di aspettare.

A tempo di social

Tornando sui social network. Anche postare richiede il rispetto di determinate tempistiche, se si vuole ottenere un discreto successo dei post. Per esempio su Linkedin, che resta il social più diffuso per comunicazioni inerenti al mondo professionale, le fasce orarie suggerite per rilanciare un messaggio sono dalle 7 alle 9 del mattino e dalle 17 alle 19 del pomeriggio. Mentre i giorni suggeriti sono il martedì il mercoledì e il giovedì.

Sulla frequenza, gli esperti raccomandano di non esagerare postando tutti i giorni, ma neppure di latitare per settimane intere o mesi. Ma, come dicevano gli aristotelici: “in medio stat virtus”, per cui due o tre post a settimana sarebbero la giusta misura per essere presenti, seguiti, ma non petulanti.

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