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La bussola della comunicazione

La bussola della comunicazione
13/04/2020 | a cura di A. Di Carlo | gestione-studio

Questo può essere l’intervallo temporale giusto per porre le fondamenta per un piano di comunicazione efficace e che rifletta il vostro studio

Mai come adesso è il momento più adatto per rimettere tutto in discussione, per valutare, analizzare, tirare le somme e proiettare le proprie energie su ciò che si vuole mettere in atto nel prossimo futuro.

Se foste il capitano di una barca a vela, intraprendereste un viaggio senza aver prima impostato la rotta? Valutato l’eventualità di una burrasca? Calcolato gli indici per sfruttare il vento in poppa? Calcolato le soste per ripristinare la stiva? La risposta è senz’altro, no. O almeno, no per tutte quelle persone che siano un minimo prudenti e vogliano intraprendere un viaggio, i cui rischi, grazie ad un’attenta pianificazione, si assottigliano.

Ebbene, lo stesso deve valere, all’interno di uno studio professionale, per la comunicazione. Ormai un professionista non può esimersi, anche se lo volesse fortemente, dal comunicare.
Deve comunicare con i clienti sulle pratiche, sulle novità, sulle occasioni, sui rischi.
Deve comunicare con i colleghi e il personale all’interno del suo studio.
Deve comunicare con altri professionisti.
Deve comunicare al mondo, e quindi a possibili nuovi clienti, la sua presenza e porre l’accento sulle proprie expertise.

Ma comunicatori non ci si improvvisa! E non si può navigare a vista. Il rischio potrebbe essere quello di schiantarsi contro una scogliera e vedere la propria imbarcazione alla deriva.

E allora che fare? La risposta è semplice: pianificare!

Tra le prime cose che i professionisti che si accingono alla costituzione di un nuovo studio pianificano, vi sono: la governance, la divisione dei profitti, le regole di gestione, quelle comportamentali, il codice etico.
Ma non sempre, anzi quasi mai, si parla di impostare le linee guida della comunicazione. La mappa che indichi la rotta da percorrere, con coordinate precise, entro le quali muoversi. Cosa che, al contrario, è ugualmente importante. E allora cerchiamo di capire quali possono essere i punti cardine per disegnare un buon piano di comunicazione.

Avere le idee chiare

Prima di iniziare a redigere il piano di comunicazione, ma in generale prima di partire con una nuova avventura professionale, sarebbe buona norma interrogarsi sul chi si è. Che studio si va a costituire, quali sono i punti di forza, le specializzazioni dei professionisti al proprio interno. Da lì iniziare a delineare la tipologia e lo stile dei messaggi che lo studio vuole mandare verso l’esterno, e quindi i temi da trattare. Intervenire su tutto, dappertutto e con tutti, non è sostenibile. Il rischio è quello di essere percepiti come dei tuttologi, qualunquisti, che intervengono senza cognizione di causa, sprecando per di più tempo ed energie. Il suggerimento è quello di individuare dei macro temi, delle aree, settori, specializzazioni, che si conoscono molto bene, e che vi rispecchiano, e intervenire su quelli, sviscerandoli e trovando nuovi angoli di lettura.

Selezionare i canali

Il canale è fondamentale per raggiungere il target al quale si vuol fare recapitare il messaggio. Per cui, è bene prediligere alcune testate, piuttosto che altre. Valutare la propria presenza sui social: si-no, quali? Predisporre o meno eventuali newsletter. Ma anche organizzare convegni, workshop, presenziare a eventi. E inoltre, come parlare al personale e colleghi interni di studio, se tramite mail, chat, siti interni. Il canale è essenziale per veicolare il messaggio, renderlo ancora più forte, e recapitarlo al giusto destinatario.

Parola d’ordine: coerenza

La comunicazione deve sempre avere come diktat principale, la coerenza. Tramite ciò che si dice, ci si presenta e non è conveniente mentire. Si viene smascherati in fretta e il crollo della reputation è inevitabile. Non vendete mai ciò che non avete in negozio, o i clienti delusi non metteranno più piede nel vostro esercizio, facendo, inoltre, un pessimo passaparola a possibili nuovi clienti.

Siate coerenti!

Non mettete in piedi progetti speciali su temi specifici, solo perché di moda. Puntate sempre su ciò che siete e conoscete bene. Seguire i trend è semplice, ma solo chi ha effettivamente le capacità emerge. Tracciate il vostro percorso congruo con le vostre expertise.

Linguaggio

Il linguaggio è la nostra carta di identità. Da un post, un intervento, un articolo, si può intuire l’essenza di una persona e per cui anche di un professionista. Tenete sempre ben a mente a chi vi rivolgete. Se delineate la platea di destinazione del messaggio, sarà più semplice adeguare il lessico. Essere più o meno tecnici, essere più o meno provocatori. Ma oltre alla platea, il linguaggio deve rispecchiare chi siete voi e lo studio del quale fate parte.

Ci vuole ritmo

La pianificazione della comunicazione deve passare anche attraverso la programmazione temporale.  Sui media per esempio se un tema è caldo, vale la pena cavalcarlo, proponendo una nuova chiave di lettura. Non aspettate mesi e mesi per farlo! Anche le newsletter e le comunicazioni rivolte all’esterno devono inseguire le novità, dandone notizia tempestiva. Siate più rapidi delle agenzie di stampa, i clienti apprezzeranno! Meritano poi un capitolo a parte i social, ma in ogni caso, dotatevi di un piano editoriale con le tempistiche. Siate costanti e non alternate momenti di sovraesposizione a periodi di silenzio. In medio stat virtus!

Quanto detto non vale solo per gli studi di nuova costituzione. Ma anche, e forse soprattutto, per gli studi che contano già al proprio attivo decenni di operato. Qualora questi ultimi non avessero ancora impostato un piano di comunicazione, non disperate. Non c’è una data di scadenza per farlo. L’importante è mettersi all’opera il prima possibile, disegnare il piano e seguire scrupolosamente la rotta così da navigare in mare aperto ancora per molti decenni, nonostante, le intemperie, il cambio di equipaggio e del capitano, fino ad approdare nella propria isola felice.

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