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Nemici/Amici: “Studi controparti, fronte comune per una comunicazione efficace”

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Nemici/Amici: “Studi controparti, fronte comune per una comunicazione efficace”
22/06/2020 | a cura di Amalia Di Carlo | gestione-studio

In genere gli studi legali sono avvezzi a guardarsi a distanza come controparti di un’operazione. Ma entrando nel campo della comunicazione, se questo pensiero venisse stravolto e si considerasse la controparte come un alleato, al fine di pianificare una strategia mediatica più efficace e completa, il risultato potrebbe essere sorprendente.

Quando si conclude un’operazione, nel momento in cui le parti appongono l’ultima firma che definisce il termine della consulenza legale o fiscale, proprio in quel momento scatta la corsa degli advisor a conquistare la miglior posizione nelle riprese mediatiche. Tutti fanno pressione per essere citati nel titolo ed essere menzionati per primi, oltre a richiedere di allegare, e fare in modo che sia pubblicata, la propria foto.
Ma non sempre tutto scorre liscio e alle volte accordarsi sul testo e sulle modalità di invio del comunicato stampa può essere equiparabile a una vera e propria negoziazione, che in alcuni casi, non termina con un accordo, e di conseguenza accade che si concluda con l’invio di due o più testi indirizzati alle testate, con il medesimo contenuto, scritto da diversi punti di vista e protagonisti differenti. Ecco, questo proprio sarebbe il caso non accadesse, mai!

Ma mettendo da parte l’individualismo e coinvolgendo tutti gli advisor dell’operazione, si può ottenere la miglior modalità per la stesura e l’emissione del comunicato stampa.

Collaborazione

Impariamo a cambiare prospettiva e a collaborare con tutte le parti coinvolte.

La chiave di volta per una comunicazione a regola d’arte potrebbe essere quella di coinvolgere tutti i consulenti dell’operazione: avvocati, advisor tributari, fiscali, notai, eventualmente ingegneri e architetti-per operazioni di real estate-o ancora grafici/ consulenti in marchi e brevetti- nelle assistenze di proprietà intellettuale etc etc.
Coinvolgere tutti, infatti, significherebbe poter raggiungere testate di diversi settori e ampliare la ripresa mediatica.
A questo proposito potrebbe essere una grande opportunità quella di far interloquire gli uffici stampa di ognuno per far sì che, a seconda delle proprie competenze, si possano occupare dell’emissione del press release a una serie di testate, ciascuno con i propri contatti.

Tieni il tempo

In genere, sarà per scaramanzia o per scongiurare qualsiasi possibilità di far trapelare la notizia prima del tempo concordato col cliente, gli advisor non pensano al comunicato stampa se non al termine del closing, ma a volte, gli scambi e le approvazioni necessarie sono talmente numerosi che richiedono giorni prima dell’ok alla versione definitiva. Arrivati a questo punto, il rischio, spesso, è che la notizia sia ormai “vecchia” e che anche le testate che si occupano di avvocati e commercialisti abbiano già informato i propri lettori sull’operazione e sui relativi consulenti, appresi tramite altre fonti. È evidente quanto a quel punto il comunicato stampa sia quasi inutile.
Per cui muovetevi per tempo! L’ideale sarebbe quindi concordare col cliente e sulla base del comunicato stampa da lui inviato, nel caso lo faccia, un testo poco prima della chiusura del deal/assistenza e accordarsi con le controparti, in modo che al termine della stessa, e solo dopo l’emissione del cliente, si possa procedere con l’invio alle testate tempestivamente.

Regole non scritte

Esistono poi delle regole non scritte, una sorta di netiquette, si potrebbe dire tramandate da un ufficio stampa all’altro, sulle modalità di scrittura dei comunicati congiunti.
Per esempio, nelle operazioni di M&A in genere a occuparsi dell’emissione del comunicato stampa, è lo studio che assiste l’acquirente; o ancora, mai e in nessun caso deve essere emesso un comunicato stampa prima della chiusura dell’operazione e senza il benestare del cliente.
Alcune di queste regole, se concordate con gli altri consulenti, possono essere stravolte e allora può capitare, per esempio, che a mandare il comunicato possa essere lo studio legale che ha assistito il venditore, o l’advisor fiscale.
A queste dovrebbero, inoltre, essere affiancate le regole del buon senso e del rispetto reciproco, che non sempre, tuttavia, vengono applicate.

Capita, a volte, che studi presi della frenesia della comunicazione, facciano in fretta e furia il comunicato stampa, e si “dimentichino” di coinvolgere i colleghi di controparte; o ancora, accade che ancor prima del closing, qualche studio faccia trapelare la notizia per accaparrarsi il “posto al sole” nella home page del giornale.
Ecco diciamo che se fossimo in un campo di calcio, questi sarebbero comportamenti da cartellino rosso.
E allora puntiamo tutto sul fair play, mettendo da parte gli individualismi e facendo gioco di squadra ne trarrete tutti maggior beneficio!

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