Asta di beneficenza: cos’è e come organizzarne una

04.03.2026 - Tempo di lettura: 5'
Asta di beneficenza: cos’è e come organizzarne una

La raccolta fondi è un’attività di grande importanza all’interno del Terzo settore, e può assumere, come è noto, diverse forme. A sottolineare il rilievo delle iniziative tese ad attrarre fonti per finanziare le attività di interesse generale, c’è peraltro il fatto che questo istituto viene disciplinato in uno dei primi articoli del Codice del Terzo Settore, ovvero al numero 7. Qui viene affermato che la raccolta fondi del Terzo Settore può essere organizzata in forma occasionale o continuativa, anche attraverso la sollecitazione del pubblico, nonché eventualmente con la cessione di beni o di servizi. E ancora, la normativa prevede che gli ETS possano impiegare a questo scopo sia beni propri che di terzi. All’interno di questo scenario, riconosciuto dal punto di vista giuridico per la prima volta proprio con la recente Riforma del Terzo Settore, prende posto anche l’organizzazione di aste di beneficenza, anche dette aste solidali. Ma cosa è necessario sapere per avviare la raccolta fondi di un ETS con un’asta di beneficenza? Quali sono gli adempimenti necessari, e come individuare gli oggetti da mettere al centro dell’evento? Ecco una guida per gli Enti del Terzo Settore che si trovano a organizzare un’asta di beneficenza per la prima volta.

Cos’è un’asta di beneficenza

Per prima cosa, diamo una definizione di asta di beneficenza: con questo termine si indica un evento promosso e organizzato da un ente non profit, basato sulla messa a disposizione di beni materiali, così da raccogliere fondi per finanziare e sostenere le proprie attività di interesse generale. Peculiarità delle aste solidali è il fatto di permettere la raccolta di cifre anche molto alte in tempi molto brevi, attraverso la battitura di oggetti di grande richiamo. Al centro dell’organizzazione di un’asta solidale, dunque, ci sono tipicamente beni difficilmente reperibili sul mercato o persino unici, spaziando dalle opere d’arte ai cimeli autografati da personaggi famosi.

Per loro natura, le aste di beneficenza possono essere organizzate con profitto da qualsiasi tipo di associazione ed ETS, anche di piccole dimensioni, che si rivolgono a pubblici grandi o ristretti. Anzi, è stato fatto notare che spesso le aste solidali che si rivolgono a realtà ben circoscritte finiscono per essere efficaci quanto o più degli eventi che coinvolgono invece un numero più ampio di persone.

Vediamo ora più nello specifico i vantaggi per l’ente del Terzo Settore che organizza un’asta solidale in modo efficace.

Organizzare asta solidale: i vantaggi per l’ETS

Ecco i principali benefici delle aste di beneficenza per gli enti del Terzo Settore:

  • come anticipato, un’asta solidale ben organizzata, che può contare su un pubblico correttamente selezionato in base agli oggetti proposti (su questo punto si tornerà nei prossimi paragrafi) permette di raccogliere cifre importanti in tempi relativamente brevi;
  • l’asta rappresenta un evento per sua natura competitivo, durante il quale diversi appassionati e collezionisti competono per l’appunto per aggiudicarsi dei beni specifici: questo aspetto può risultare centrale per aumentare le entrate;
  • altro vantaggio per l’ETS che organizza un’asta di beneficenza è il suo valore solidale, il quale può stimolare non solo la presenza di persone desiderose di mettere a disposizione i propri soldi, ma anche il rialzo delle offerte;
  • non va trascurata l’opportunità offerta dalle aste di beneficenza di trasformare in capitale spendibile degli oggetti di valore posseduti dall’ente o a esso donati. Pensiamo a opere d’arte, a cimeli del passato, a pezzi unici, a rarità, tutti beni che per mezzo di un’asta solidale possono essere trasformati in denaro da spendere per finanziare i progetti dell’ente no profit.

Al pari o talvolta più di altre modalità di raccolta fondi, quindi, anche l’asta di beneficenza presenta molti vantaggi per l’ETS, e in particolar modo per l’ente non profit con un chiaro obiettivo solidale e con beni di prestigio a disposizione.

Quali sono le basi dalle quali partire per programmare in modo efficace un’asta solidale?

 Come fare un’asta di beneficenza​: le basi

Organizzare un’asta di beneficenza non è facile come si potrebbe pensare. Si tratta infatti di uno strumento estremamente utile per raccogliere fondi, ma allo stesso tempo con un buon grado di difficoltà a livello organizzativo per quanto riguarda la strategia, la promozione e la gestione dell’evento stesso.

A livello strategico – oltre ad agire per tempo, iniziando quindi a pianificare l’asta solidale con grande anticipo – è necessario prima di tutto chiarire l’obiettivo dell’asta stessa: non si parla genericamente dell’attrazione di soldi, quanto invece del risultato che si intende ottenere con i soldi raccolti. Questo passaggio è fondamentale per impostare una cifra target da raggiungere, nonché – ancora di più – per comunicare questo obiettivo al pubblico, così da coinvolgerlo maggiormente e aumentare sia il livello di partecipazione che le successive offerte durante l’asta di beneficenza.

Sempre in fase di sviluppo dell’idea iniziale, è bene stimare al meglio i diversi costi che si dovranno sostenere per organizzare un evento di questo tipo, per non parlare della ricerca di volontari, della individuazione delle strumentazioni, e via dicendo.

La scelta degli oggetti

Un aspetto fondamentale dell’organizzazione di un’asta di beneficenza è rappresentato dalla scelta degli oggetti che saranno al centro della raccolta fondi. Questo elemento è cruciale per una lunga serie di motivi: in base alla tipologia di beni messi all’asta varierà in modo importante la somma che sarà possibile raccogliere, ma muterà anche il tipo di pubblico da attirare. Nel caso di oggetti del tutto peculiari o di alto valore sarà infatti necessario promuovere l’asta di beneficenza presso dei collezionisti, o presso persone con un interesse specifico per quella categoria di oggetti (opere d’arte, oppure prime edizioni, cimeli, e così via).

Prezzi base, valore dei rilanci e via dicendo

Nel momento in cui si desidera organizzare un’asta di beneficenza strutturata, con oggetti di alto valore, è bene impostare in modo preciso e strategico una lunga serie di elementi. Si pensi al prezzo base d’asta per ogni singolo lotto, che non deve essere né troppo basso né troppo alto, per non compromettere l’asta stessa; si dovrà poi impostare il valore minimo dei rilanci, per mantenere la competizione al livello desiderato. Per tutti questi motivi è da considerare la collaborazione di un battitore d’aste, o altrimenti una consulenza.

Asta di beneficenza: cosa dice la normativa​, autorizzazioni e adempimenti

Rientrando a pieno titolo tra le modalità di raccolta fondi per gli enti del Terzo Settore – come stabilito dall’articolo 7 del Codice – le aste di beneficenza sono permesse, a patto ovviamente di essere finalizzate al supporto delle attività istituzionali dell’ente stesso. Anche per questo motivo risulta fondamentale individuare e comunicare l’obiettivo dell’asta solidale, con piena trasparenza sul successivo impiego dei fondi raccolti.

Ogni passaggio dell’asta – luogo, data, orario, lotti, modalità di offerta e di aggiudicazione – deve essere messo nero su bianco su un regolamento da rendere pubblico; e ancora, ogni lotto dovrebbe essere corredato da una scheda che ne illustri le caratteristiche fisiche.

Anche per l’organizzazione di un’asta di beneficenza, come peraltro per ogni attività di raccolta fondi, risulta vantaggioso poter contare su un software gestionale come Terzo Settore in Cloud: per le comunicazioni al proprio pubblico di riferimento, per la gestione dei volontari, per incassare le somme per ogni lotto, per gestire la contabilità e per tante altre attività, questo strumento permette di ridurre le tempistiche, difficoltà ed errori.

Terzo Settore in Cloud
Il software per la gestione degli enti del terzo settore e delle Associazioni no profit.

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