Scontrino elettronico ed errori sulle modalità di pagamento: le istruzioni da seguire

Dal 1° gennaio 2026 è in vigore l’obbligo di collegamento tra POS e registratore telematico e la precisione dello scontrino da emettere al momento dell’incasso è diventata sempre più importante.
Digitare “contanti” al posto di “carta di credito” (o viceversa) può essere un errore che rischia di far scattare delle sanzioni, anche se l’imposta versata è corretta.
E per questo motivo nella gestione della cassa di ristoranti e bar è fondamentale conoscere le regole e le istruzioni operative da seguire per correggere eventuali informazioni non corrette.
Scontrino elettronico ed errori: sanzioni oltre la tolleranza del 5 per cento
Il nuovo assetto normativo permette all’Agenzia delle Entrate di incrociare in modo puntuale i dati dei pagamenti elettronici con quelli dei corrispettivi giornalieri, agevolando i controlli sul flusso informativo che parte dalle singole attività.
Il quadro relativo agli importi incassati deve essere sempre chiaro e aggiornato. Ed è per questo che, oltre a sanzionare il mancato collegamento tra POS e cassa, la normativa prevede conseguenze anche nel caso in cui ci siano omissioni e ritardi nella trasmissione dei dati sui corrispettivi, ma anche informazioni incomplete o non veritiere.
Anche in presenza di disallineamenti dovuti all’indicazione errata del mezzo di pagamento può configurarsi una violazione per “dati incompleti o non veritieri”.
Se l’imposta è stata liquidata correttamente, si applica una sanzione di 100 euro per ciascuna trasmissione errata, fino a un limite massimo di 1.000 euro per ogni trimestre.
Con le novità introdotte dal Decreto Omnibus è stata però prevista una soglia di tolleranza del 5% per specifici disallineamenti tra pagamenti elettronici registrati e pagamenti effettivamente accettati.
Più nel dettaglio, l’articolo 33 del decreto legislativo n. 148 del 7 agosto 2026 prevede che la sanzione non si applichi quando la discrepanza tra il numero delle operazioni regolate con pagamento elettronico, registrate e memorizzate ai fini della trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri, e il numero dei pagamenti elettronici accettati non supera il 5%.
La soglia è quindi calcolata sul numero delle operazioni e non sul loro valore economico. Non si applica invece al mancato collegamento tra POS e registratore telematico, che resta una violazione autonoma.
Rispetto alle regole iniziali esiste quindi un margine di errore. In ogni caso, se ci si accorge tempestivamente di aver sbagliato è opportuno correggere il dato con tempestività.
Scontrino elettronico, come correggere gli errori sulle modalità di pagamento
Durante l’interrogazione a risposta immediata del 16 dicembre 2025, lo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fornito le istruzioni per evitare le sanzioni in caso di indicazione errata della modalità di pagamento. Un caso che può verificarsi con maggiore frequenza, ad esempio, quando lo stesso conto viene pagato da più clienti con contanti e carte o app.
Per correggere la trasmissione dei dati la strada indicata è quella dell’annullamento e della riemissione del documento commerciale.
Se, quindi, ci si accorge in tempo di aver sbagliato l’indicazione del metodo di pagamento, è necessario procedere come segue:
- rilevare tempestivamente l’errore: sia che dipenda dall’operatore sia che derivi da un cambio della modalità di pagamento da parte del cliente, deve essere gestito rapidamente;
- annullare il documento: è necessario eseguire la procedura di annullamento del documento commerciale che contiene il dato errato;
- riemettere lo scontrino: bisogna generare un nuovo documento commerciale indicando l’importo esatto e la modalità di pagamento effettivamente utilizzata.
Nei casi in cui è possibile, questa è la strada da percorrere per evitare conseguenze. La soglia di tolleranza consente di non applicare le sanzioni in presenza di disallineamenti contenuti entro il limite previsto. Tuttavia, la salvaguardia è basata su un dato percentuale relativo al numero delle operazioni e può essere complesso per l’esercente avere piena consapevolezza dell’eventuale superamento del limite fissato dalla normativa.
Di conseguenza, soprattutto in caso di sviste o errori rimediabili, è consigliabile correggere tempestivamente il dato.
Formare tutto il personale che gestisce la cassa sulle regole e sull’uso corretto e tempestivo della funzione di annullamento è sicuramente il primo passo per evitare le sanzioni.