Cos’è il franchising e come aprirne uno

Il franchising, nel suo significato più preciso, è un modello di collaborazione commerciale nato negli Stati Uniti e diffusosi rapidamente anche in Europa, in particolare in Francia e successivamente in Italia, dove ha trovato terreno fertile a partire dagli anni ’70. Si tratta di un accordo contrattuale tra due soggetti giuridicamente ed economicamente indipendenti: il franchisor, proprietario di un marchio e di un modello di business strutturato, e il franchisee, ovvero l’imprenditore che decide di aprire un’attività in franchising adottando quel modello.
Chi sceglie di aprire un franchising riceve in licenza d’uso il nome commerciale, i marchi, il know-how e le strategie operative del franchisor, impegnandosi a rispettarne le procedure e l’identità aziendale. Questo rapporto si fonda su principi essenziali come la buona fede, la lealtà e la riservatezza, nell’interesse di entrambe le parti e dei consumatori finali.
Aprire un negozio in franchising rappresenta, per molti imprenditori, un’opportunità concreta di entrare nel mercato partendo da una posizione di vantaggio: un brand già affermato, una formula di successo già testata, assistenza nella gestione e nelle attività di marketing. Al tempo stesso, per il franchisor, ogni nuova apertura consente di espandere la propria rete senza dover sostenere direttamente i costi di avvio.
La crescente presenza di negozi in franchising in Italia dimostra come questa formula sia oggi una delle vie preferite per l’autoimprenditorialità. Nei paragrafi che seguono vedremo nel dettaglio come aprire un franchising, quali sono i passaggi principali e cosa valutare prima di scegliere questa strada.
Perché aprire un franchising?
Aprire un franchising può convenire:
- per ridurre il rischio d’impresa e di fallimento, il franchisor ha già testato in passato il business concept sul mercato e molti difetti o problemi sono stati risolti.
- per sfruttare tutti i benefici derivanti da un’economia di scala, tutti i franchisee se uniti possono acquistare a condizioni migliori rispetto ad azioni mosse individualmente.
- per avere un importante supporto pubblicitario e di promozione direttamente dall’azienda madre.
- per acquisire un bagaglio di competenze e un know-how già collaudato.
- per avere maggiori probabilità di successo con prodotti e servizi già testati sul mercato.
- per usufruire sempre di un’assistenza nella gestione amministrative e di management con corsi di aggiornamento e una formazione puntuale.
- per aumentare la presenza del proprio business concept sul territorio, con l’aiuto di altri imprenditori franchisee.
Come aprire un franchising?
Quando si decide di avviare un franchising, la decisione su cosa aprire è cruciale per il successo dell’impresa. Diversi settori offrono, infatti, opportunità di franchising, ognuna con caratteristiche uniche. Inutile dire che il primo elemento essenziale sono le proprie passioni e competenze; quindi, la ricerca di un settore che rispecchi le proprie inclinazioni, perché solo in questo modo si può avere la certezza di lavorare in un contesto soddisfacente e stimolante.
Al di là di questo punto, si può poi ragionare sulle singole possibilità commerciali e imprenditoriali.
Aprire un franchising di distribuzione
Un’opzione comune, per esempio, è il franchising di distribuzione, adatto per coloro che desiderano gestire un negozio al dettaglio. Settori come arredo, cosmetici, abbigliamento e attrezzature sportive offrono numerose formule di successo con cui affiliarsi, tanto da essere ormai letteralmente dominati da brand che adoperano questa formula.
Aprire un franchising di servizi
Se invece si è più orientati verso prestazioni di natura professionale, il franchising di servizi può essere la scelta ideale. Questo include infatti attività come intermediazione immobiliare, ristorazione, agenzie di viaggi, istituti di formazione, servizi nel settore della bellezza e centri sportivi.
Aprire un franchising industriale
Per chi ha una vocazione imprenditoriale più orientata all’industria, infine, il franchising industriale potrebbe essere la risposta giusta. In questo caso, la concessione di licenze per la produzione e commercializzazione di prodotti basati sul know-how del franchisor può rappresentare un’opportunità di successo. Oltre a essere partner commerciali, il franchisor e il franchisee sono imprenditori d’industria; il primo concede al secondo la licenza del brevetto di fabbricazione e i marchi, trasmette tutta la tecnologia, il know-how e le tecniche di vendita al franchisee, insieme a una costante assistenza tecnica, mentre quest’ultimo produce e commercializza il prodotto nella propria unità secondo i criteri del franchisor. Un esempio classico? Coca-Cola.
Il processo di apertura di un Franchising
Per giungere all’apertura di un’attività in Franchising è necessario che vi sia un accordo pieno tra le parti – franchisor e franchisee – che stabiliscono modalità di funzionamento dell’accordo, durata del contratto e ogni altro vincolo o diritto riservato ai soggetti che vi partecipano. Molti franchisor, per esempio, chiedono precise garanzie sul luogo di apertura dell’attività, sul bacino di utenza, oltre a imporre regole di comportamento volte a tutelare l’immagine della casa madre. Scopriamo di più.
Franchisor, l’azienda madre
L’affiliante, l’iniziatore dell’attività, il custode dell’anima dell’impresa, o molto più semplicemente, il franchisor. Colui che prima di avviare una rete di franchising deve aver precedentemente inaugurato con successo un concetto di business nel mercato pertinente al suo settore, per minimo un anno e almeno in una unità pilota. Il franchisor possiede i diritti legali per l’uso del nome, del marchio e qualsiasi altra identificazione del prodotto, del servizio o della tecnologia che vuole disporre in franchisee. Ha l’obbligo di riconoscere il franchisee come imprenditore indipendente e mai in nessun modo come un suo dipendente; a quest’ultimo deve fornire tutte le informazioni di politica commerciale e di vendita on line, una formazione iniziale e una continua assistenza di natura commerciale e tecnica, in modo che possa aprire un franchising in tutta sicurezza. Inoltre, il franchisor deve incoraggiare i suoi franchisee a trasmettergli feedback sull’attività, investire in mezzi finanziari e di personale per promuovere il marchio e la sua innovazione nel futuro.
Ecco i più comuni errori del franchisor: per riconoscerli (ed evitarli) nelle azioni di tutti i giorni.
- Non seguire con attenzione lo sviluppo della propria rete.
- Non curare la promozione della rete sul territorio, senza investire i ritorni della pubblicità nella comunicazione del marchio.
- Non curare l’informazione e lo scambio di opinioni con la propria rete, il rischio è quello dell’isolamento e dell’uscita dal marketing di posizione.
- Non affidarsi a un buon sistema cassa negozio.
- Non formare permanentemente i franchisee.
- Abbassare la guardia sul controllo della rete, il rischio è rappresentato dal sorgere dei pluri-franchisee.
- Abbassare la guardia sul controllo del concept, il rischio è la manifestazione di deviazioni gravi nell’utilizzo della business idea.
- Consentire pratiche gestionali non corrette e nefaste per i franchisee, il rischio sono i futuri problemi a tutta la rete.
- Cadere nella tentazione del proprio tornaconto, dando priorità assoluta alla centrale di acquisto, il rischio di far fallire tutta la rete è alto perché si tradiscono gli scopi della franchisee.
Franchisee, l’azienda figlia
L’altra parte del cielo del franchisor: l’affiliato, ovvero l’imprenditore associato alla rete in franchising. Prima di diventare tale con un contratto, questo imprenditore deve valutare i vantaggi economici dell’affiliazione e prendere coscienza delle proprie potenzialità, anche attraverso un’attenta e preventiva valutazione del franchisor.
Stai pensando di diventare franchisee? Ecco cosa devi sapere e richiedere al franchisor prima di fare qualsiasi cosa.
- Ragione sociale e forma societaria.
- Anno di fondazione del franchisor e di avvio della rete.
- Numero totale di punti di vendita diretti e numero totale dei punti in franchising, in Italia e all’estero.
- Assicurarsi che il franchisor abbia già sperimentato sul mercato la propria formula commerciale.
- Ipotesi di superficie media del punto di vendita.
- Collocazione ottimale del punto vendita per una migliore previsione dei costi di affitto.
- Numero di addetti necessario alla conduzione dell’attività.
- Identificare il bacino di utenza per la sopravvivenza dell’unità, con l’obiettivo di dimensionare l’area in cui l’affiliato svolge la sua attività, evitando il rischio letale di improduttività.
Quanto costa aprire un franchising?
Scegliendo la formula del Franchising, si è tenuti a sostenere in linea di massima le stesse spese previste per una qualsiasi altra attività imprenditoriale, fatti salvi alcuni costi che il contratto può lasciare in capo all’azienda franchisor (per esempio gli allestimenti del negozio o le materie prime).
In generale, aprire un franchising comporta:
- costi di start-up;
- affitto del locale;
- spese pubblicitarie;
- pagamenti diretti o indiretti all’azienda madre, come entry fee e royalties mensili.
Di conseguenza è sempre fondamentale effettuare un’analisi preventiva per capire se l’investimento è valido, evitando gli errori più comuni legati a una mancanza di attenzione allo sviluppo della rete o alla scarsa cura della promozione sul territorio.
Cosa paga il Franchisee?
Le spese che deve sostenere il franchisee sono diverse e di differente natura. Analizziamole nel dettaglio.
- Spesa di Entry Fee: si tratta della quota che chi decide di avviare l’attività paga all’azienda madre, per avere la possibilità di utilizzo del marchio e di ricezione di know how e assistenza.
- Royalties: sono spese fisse o variabili, che il franchisee deve retrocedere al franchisor con cadenza mensile. Quando si tratta di spese variabili solitamente vengono calcolate con una percentuale sul fatturato.
- Spese di avvio e mantenimento: si tratta delle spese di affitto di un locale, della sua sistemazione per accogliere il negozio, e delle spese mensili che rientrano nella gestione del locale stesso (utenze come energia elettrica, acqua, tasse sui rifiuti, etc.). Da considerare, in questo ambito, anche le spese relative alla creazione di un nuovo soggetto giuridico (l’azienda franchisee).
Quanto si può guadagnare con un negozio in Franchising?
Anche per le attività in franchising il guadagno può dipendere da tantissimi fattori: sebbene con questa formula si possa contare sull’appoggio di un’azienda forte alle spalle, rischi e opportunità sono sempre molto variabili. Al di là dell’ovvio rischio imprenditoriale, le percentuali di guadagno possono comunque dipendere anche da specifici aspetti di immagine e contrattuali.
Il prestigio del brand, per esempio, può essere determinante per avvicinare i clienti all’attività, mentre prezzi al pubblico e percentuali sulle vendite sono in genere stabiliti all’interno del contratto e possono pesare sensibilmente sul reale guadagno del franchisee. Decisiva, però, è anche la proattività del franchisee stesso, che oltre a contare sul supporto del franchisor deve essere abile a operare sul proprio mercato di riferimento in autonomia aumentando vendite e fatturati.
Franchising che funzionano: alcuni esempi
Il mondo del franchising è ricco di esempi di successo che dimostrano la validità di questa formula imprenditoriale. Un brand che ha fatto la storia del franchising è, per esempio, McDonald’s, diventato un’icona globale grazie al suo modello di ristorazione veloce. La costante uniformità del menù, unita a un’efficace strategia di marketing, ha reso il franchising McDonald’s un esempio di come la coerenza e l’affidabilità possano contribuire al successo.
Sul mercato italiano troviamo poi tanti altri brand ormai iconici: pensiamo a Jean Louis David nel settore della bellezza e dell’hairstyling, oppure ai tanti marchi di abbigliamento distribuiti esclusivamente seguendo questa formula commerciale, da OVS, un brand che ha conquistato il mercato italiano con la sua proposta di moda accessibile e di tendenza e una presenza capillare sul territorio, a Primigi per ciò che riguarda l’abbigliamento per bambini, passando per le calzature Geox e gli articoli per la casa Kasanova. Insomma, nomi che oggi dominano la scena e che vantano centinaia di punti vendita in Italia e non solo.
Quali sono gli obblighi di Franchisor e Franchisee
Essendo quello di Franchising un contratto di collaborazione tra due diversi soggetti imprenditoriali prevede, in automatico, dei diritti e degli obblighi reciproci.
Gli obblighi del franchisor:
- obbligo di informativa precontrattuale: l’art 4 della legge 129/2004 impone ai Franchisor di consegnare al Franchisee l’informativa precontrattuale, ovvero la copia completa del contratto da sottoscrivere, almeno 30 giorni prima della data di sottoscrizione dell’affiliazione;
- obbligo di trasmissione dei segni distintivi: tutti i diritti di proprietà industriale o intellettuale del marchio legato al Franchisor devono essere trasferiti tramite licenza al Franchisee;
- obbligo di trasmissione del Know-How: il Franchisor è obbligato a trasmettere al Franchisee il know-how aziendale per consentire un’adeguata preparazione dell’offerta commerciale;
- obbligo di assistenza: obbligo per il Franchisor di effettuare assistenza tecnica e commerciale al Franchisee.
Gli obblighi del franchisee:
- obbligo di Location Clause: il Franchisee non può spostare la sede, se indicata dal contratto, senza consenso del Franchisor;
- obbligo di riservatezza: il Franchisee e i collaboratori dello stesso, anche dopo la conclusione del contratto, sono tenuti a mantenere la massima riservatezza riguardo ai contenuti del contratto di Franchising, al know-how ricevuto e alle informazioni commerciali del Franchisor;
- obbligo di conformazione alle procedure del Franchisor: per garantire l’uniformità commerciale in termini di vendita di prodotti e servizi;
- obbligo di corresponsione delle Royalties: obbligo di versare il canone mensile previsto dal contratto di Franchising;
- obbligo (o Patto) di Non concorrenza: divieto di promuovere o vendere beni e servizi in concorrenza con quello del Franchisor. Spesso il divieto viene esteso anche dopo lo scioglimento del contratto di Franchising.
- obbligo di acquisto esclusivo: il Franchisee può rifornirsi di materiale da rivendere esclusivamente dal Franchisor.
Iniziare bene con un gestionale: il futuro è in Cloud
Per avere successo con un franchising appena aperto, è fondamentale implementare un sistema gestionale efficace. Questo strumento permette di monitorare le vendite, gestire l’inventario e analizzare le performance del negozio in tempo reale, garantendo decisioni informate e tempestive.
Inoltre, utilizzare un gestionale per negozio dedicato rappresenta la risposta migliore per questo settore, perché consente al franchisor di innescare un indirizzo di business coerente e a prova di distanza tra i vari punti vendita; consente di ottimizzare i processi operativi, migliorando l’efficienza e riducendo i costi. Con un gestionale per franchising come Cassa in Cloud – dedicato al mondo della ristorazione – o Cassa in Cloud Retail, non serve fare grandi investimenti per il futuro perché è perfettamente scalabile: la tecnologia (e l’investimento) sono sempre commisurati alle esigenze e alla dimensione corrente del business, questo permette di liberare le risorse e fornisce le garanzie adeguate per pianificare la crescita.
In più, la gestione centralizzata in Cloud di un numero illimitato di casse su tutti i punti vendita, aiuta a mantenere uniformità tra sedi, evitando disallineamenti tra punti vendita e riducendo attività ripetitive.
La gestione del Franchising in Cloud permette in remoto di:
- aggiornare e creare listini, creando un unico listino centrale e applicando modifiche in aggregato, così da sincronizzare le stesse informazioni su tutte le casse con un solo click
- controllare l’operato dello staff alle casse
- analizzare report e l’andamento delle vendite
- controllare le giacenze di magazzino
Le informazioni sono disponibili solo al personale autorizzato: ciascun franchisee avrà accesso solo ai dati pertinenti ai propri punti vendita/area di competenza, mentre supervisori e manager potranno avere accesso a tutti i dati, aggregati e di dettaglio, in maniera accurata e in tempo reale. Scopri cosa ne pensa chi lo sua già.