Check in online, la posizione del Consiglio di Stato sull’identificazione degli ospiti

Il Consiglio di Stato con la Sentenza del 21 novembre 2025 ha ribadito l’esigenza di rispettare le norme sulla sicurezza per il check in degli ospiti delle strutture ricettive, ma ha aperto uno spiraglio sulle procedure online
Il Consiglio di Stato intervenendo nella diatriba sulle procedure di check in online, con la pronuncia del 22 novembre 2025, ha confermato che l’identificazione degli ospiti nelle strutture ricettive deve avvenire obbligatoriamente de visu, ovvero di persona, per questioni di sicurezza ma apre uno spiraglio sulla possibilità di agire in videocollegamento.
La posizione accoglie l’appello del Ministero dell’Interno e rivede quanto stabilito in precedenza dal TAR del Lazio, che aveva annullato la circolare del Dipartimento di Pubblica Sicurezza datata novembre 2024 sull’utilizzo delle key box.
Alla vigilia del Giubileo e con il boom degli affitti brevi, il Viminale aveva ribadito l’obbligo per tutti i gestori di verificare l’identità degli ospiti con un controllo di persona sui documenti esibiti.
Check in online, resta necessaria l’identificazione degli ospiti
Per i giudici del Consiglio di Stato non c’è dubbio: la sicurezza pubblica non può essere accantonata per fare spazio alla semplificazione digitale, ma le procedure possono tenere il passo con i tempi.
Il riferimento normativo chiave è l‘articolo 109 del TULPS (il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) che impone un controllo rigoroso sugli ospiti di tutte le strutture ricettive, non solo degli alberghi.
I gestori devono identificare le persone che alloggiano tramite la carta d’identità, il passaporto o altri tipi di documenti equivalenti.
E il check in da remoto che si è diffuso negli ultimi tempi non risulta adeguato a soddisfare questa regola.
“Tali procedure (…) non possono ritenersi satisfattive degli adempimenti di pubblica sicurezza”, aveva sottolineato il Ministero dell’Interno nel documento finito sotto la lente di ingrandimento.
Check in online: non si esclude il videocollegamento per l’identificazione degli ospiti
Confermate le regole standard, il Consiglio di Stato apre le porte alla possibilità di seguire vie più semplici e digitali per rispettare gli obblighi.
Nulla vieta ai gestori, infatti, di procedere all’identificazione tramite appositi dispositivi di videocollegamento posti all’ingresso della struttura.
I sistemi per essere conformi alla normativa dovrebbero essere utili a verificare, “hic et nunc, l’effettiva corrispondenza tra ospite e titolare del documento di identità, esibito o trasmesso con altro canale telematico all’atto dell’accesso alla struttura (es. spioncino digitale o QR code che faccia un fermo immagine)”.
D’altronde, sottolinea la Sentenza di novembre 2025, la circolare del Viminale non tocca questi aspetti, ma non li esclude.
Sotto la lente del Ministero dell’interno ci sono le procedure più drastiche di check in remoto con la semplice acquisizione dei documenti di identità degli ospiti senza alcun controllo visivo da parte dei gestori.
È in questo modo che le regole dell’articolo 109 del Testo Unico della Pubblica Sicurezza non vengono rispettate.