Gli strumenti dell’analisi finanziaria

12.03.2026 - Tempo di lettura: 6'
Gli strumenti dell’analisi finanziaria

Nel complesso sistema economico moderno, la gestione aziendale deve necessariamente basarsi su due attività fondamentali: la programmazione e il controllo.

Anche se il conto economico evidenzia il segno più, solo l’analisi finanziaria – attraverso strumenti specifici – è in grado di dirci se l’azienda è in grado di mantenere i propri impegni e crescere.

Gli strumenti principali dell’analisi finanziaria in azienda sono due:

  • il rendiconto finanziario;
  • il budget degli investimenti.

Spesso confusi tra loro, questi due strumenti hanno finalità totalmente differenti.

Il rendiconto finanziario consente un controllo dei flussi di cassa, in particolare tra gli esercizi precedenti e l’esercizio in corso. Assume valore fondamentale anche a livello formale, essendo un documento da inserire nel fascicolo di bilancio nel caso delle aziende obbligate a predisporre e depositare in Camera di Commercio il bilancio in forma ordinaria.

Il budget degli investimenti, invece, è uno strumento di programmazione dell’analisi finanziaria che guarda al futuro e deve essere redatto ogni qualvolta il piano degli impieghi aziendali necessiti della definizione di obiettivi intermedi e finali, contestualmente alle fasi dei relativi controlli.

Il rendiconto finanziario

Il rendiconto finanziario è il documento che illustra le variazioni, positive o negative, delle disponibilità liquide avvenute in un determinato esercizio.

In Italia, il riferimento normativo è il principio contabile nazionale OIC 10, che lo ha reso obbligatorio per tutte le società che hanno l’obbligo di redigere il bilancio in forma ordinaria.

Si rientra in questo obbligo quando la società supera, per due esercizi consecutivi, almeno due dei seguenti limiti dimensionali (i limiti indicati sono aggiornati al Decreto Legislativo numero 125/2024, valide per i bilanci relativi agli esercizi aventi inizio dallo scorso 1° gennaio 2024):

  • Totale dell’attivo dello stato patrimoniale: superiore a 500.000 euro;
  • Ricavi delle vendite e delle prestazioni: superiori a 000.000 euro;
  • Dipendenti occupati in media durante l’esercizio: superiori a 50 unità (qui il valore si misura in ULA).

Inoltre, il rendiconto finanziario è sempre obbligatorio per:

  • Società quotate in mercati regolamentati;
  • Società che adottano i principi contabili internazionali (IAS/IFRS), per le quali il rendiconto è previsto dal principio contabile internazionale IAS 7;
  • Bilancio Consolidato: le società tenute a redigere il bilancio di gruppo devono sempre includere il rendiconto finanziario consolidato.
Tipo di Bilancio Rendiconto finanziario obbligatorio? Limite Attivo Limite Ricavi Limite Dipendenti
Ordinario > 5,5 mln € > 11 mln € > 50
Abbreviato NO ≤ 5,5 mln € ≤ 11 mln € ≤ 50
Micro-imprese NO ≤ 220.000 € ≤ 440.000 € ≤ 5

Anche le aziende non obbligate dalla legge dovrebbero considerare l’opportunità di redigere questo documento.

Oltre all’obbligo civilistico, infatti, il rendiconto finanziario ha assunto un ruolo centrale con il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII).

Per rilevare tempestivamente segnali di crisi, gli amministratori devono monitorare l’adeguatezza degli assetti organizzativi e la capacità di far fronte ai debiti nei 12 mesi successivi: in questo senso il rendiconto finanziario è lo strumento tecnico principale per porre in essere questa analisi.

Le tre aree della cassa

Il rendiconto finanziario consente di analizzare i flussi di cassa in tre categorie fondamentali:

  • flussi di cassa da attività operativa: il flusso generato dal core business (vendite, pagamenti fornitori, stipendi);
  • flussi di cassa da attività di investimento: i flussi derivanti dall’acquisto o dalla vendita di immobilizzazioni (macchinari, software, partecipazioni);
  • flussi di cassa da attività di finanziamento: i flussi legati all’ottenimento o alla restituzione di capitali (mutui, aumenti di capitale, pagamento dividendi).

Qual è il senso di distinguere questi tre flussi? La motivazione principale sta nel fatto che un’azienda può avere un utile alto ma, paradossalmente, fallire per mancanza di liquidità.

Il rendiconto finanziario serve proprio a evitare situazioni limite come queste e, in casi di fisiologia dell’attività d’impresa, a prevedere e avere sempre e comunque sotto controllo i presumibili futuri sviluppi dei flussi di cassa.

Il budget degli investimenti

Mentre il rendiconto finanziario guarda a ciò che è successo o sta succedendo, il budget degli investimenti (“Capital Budget”) è uno strumento dell’analisi finanziaria che guarda al futuro.

È il documento di programmazione che definisce quali risorse finanziarie l’azienda intende impiegare nel medio-lungo periodo per acquisire i beni strumentali, materiali o immateriali, che saranno necessari per svolgere la futura attività.

Con l’evoluzione tecnologica e i nuovi obblighi ESG, il budget degli investimenti serve a pianificare:

  • la sostituzione e/o la manutenzione di macchinari obsoleti;
  • l’espansione e/o l’apertura di nuove linee di produzione o mercati;
  • le attività di ricerca e sviluppo per la transizione digitale e green.

Per valutare se un investimento meriti di entrare nel budget, si utilizzano solitamente diversi indicatori.

Tra i più diffusi ci sono il valore attuale netto dell’investimento, noto anche come VAN, e il tasso interno di rendimento, noto anche come TIR.

L’utilizzo congiunto di rendiconto finanziario e budget degli investimenti

Questi due strumenti sono facce della stessa medaglia.

Il budget degli investimenti effettivamente alimenta il rendiconto finanziario attraverso la sezione attività di investimento.

Per esempio, se il budget prevede l’acquisto di un nuovo impianto da 1 milione di euro durante quest’anno, il responsabile finanziario deve guardare al rendiconto previsionale per capire se la gestione operativa genererà abbastanza cassa per pagare oppure se occorrerà ricorrere a un finanziamento esterno.

Attraverso il rendiconto Finanziario è possibile monitorare lo stato di salute attuale economico finanziaria dell’impresa; col budget degli investimenti, invece, si riesce ad avere un quadro completo sul futuro.

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