Finanza agevolata per PMI: cos’è l’analisi di prefattibilità?

10.03.2026 - Tempo di lettura: 7'
Finanza agevolata per PMI: cos’è l’analisi di prefattibilità?

Nelle piccole e medie imprese è sempre più importante riuscire a gestire internamente almeno una parte delle attività prodromiche alla raccolta di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.

In molti casi, creare una business unit dedicata alla finanza agevolata diventa cruciale per diversi motivi:

  • dotarsi di strumenti operativi interni per attuare le strategie di definizione dei finanziamenti più convenienti per realizzare i progetti di investimento potenzialmente di interesse aziendale;
  • ottimizzare il rapporto con il commercialista e tutti gli altri professionisti che supportano l’azienda nell’ottenimento di strumenti di finanza agevolata;
  • cogliere le opportunità offerte da particolari momenti favorevoli: si pensi al primo semestre del 2026, periodo straordinario per la grande entità di risorse pubbliche disponibili e all’interno del quale si inserisce l’ultima fase del PNRR.

Ma quali sono le attività che un’azienda potrebbe decidere di internalizzare?

In linea generale, addetti ai lavori e dottrina economico aziendale di riferimento sono concordi nel ritenere che un’azienda di piccole e medie dimensioni e con una struttura amministrativa adeguata debba almeno poter realizzare internamente l’analisi di prefattibilità.

Si tratta di quell’insieme di operazioni che consentono di valutare i seguenti elementi, comuni sostanzialmente a qualsiasi strumento di finanza agevolata:

  • ammissibilità soggettiva;
  • ammissibilità oggettiva;
  • valutazione economico finanziaria;
  • valutazione tecnica.

Valutazione di ammissibilità soggettiva nelle analisi di prefattibilità per la finanza agevolata

La prima attività delle analisi di prefattibilità per la finanza agevolata nelle PMI è relativa all’ammissibilità soggettiva, che sostanzialmente consiste nell’analizzare i bandi e gli avvisi pubblici che prevedono contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati potenzialmente di interesse per l’azienda al fine di verificare se l’azienda stessa è titolare di tutti i requisiti soggettivi per poter partecipare.

In caso di esito positivo della verifica l’analisi andrà avanti sul secondo step ovvero l’ammissibilità tecnica; in caso negativo l’azienda rinuncerà a quella singola iniziativa.

In termini operativi, l’ammissibilità soggettiva è un’attività che richiede tre tipologie di analisi:

  • la verifica generale del possesso dei requisiti soggettivi previsti dal bando, si pensi ai requisiti dimensionali (ricavi, attivo di bilancio, numero di dipendenti) o a quelli giuridici (codice Ateco, previsioni statutarie, ecc.);
  • la verifica della localizzazione ovvero l’analisi della corrispondenza tra l’area geografica prevista dal bando come requisito e quella cui effettivamente fa riferimento l’azienda. Di solito questa verifica si fa verificando se in visura camerale ovvero nel certificato di attribuzione della partita IVA la sede legale e/o la sede operativa risultano ubicate presso l’area geografica prevista dal bando;
  • la verifica del regime de minimis sia nel caso di singola impresa che nel caso di gruppo o impresa unica.

Valutazione di ammissibilità tecnica nelle analisi di prefattibilità per la finanza agevolata

Qualora l’analisi di ammissibilità soggettiva dovesse aver avuto successo si passa al secondo step.

La seconda attività delle analisi di prefattibilità per la finanza agevolata nelle PMI è rappresentata dall’ammissibilità tecnica, che sostanzialmente consiste nel verificare che il tipo di investimento o spesa prevista dallo strumento di finanza agevolata sia effettivamente riconducibile alle spese ritenute come ammissibili dal bando.

Qui è molto importante avvalersi di professionisti specializzati che possano supportare le figure interne all’azienda in questa analisi. Di solito, si tratta di figure specializzate in materie giuridiche e che con continuità si occupano di analisi per la finanza agevolata.

Immaginiamo di avere di fronte un’azienda che deve porre in essere attività di ricerca, innovazione e sviluppo: come dovrà comportarsi durante questa fase?

La verifica tecnica comporta che gli investimenti e le spese siano considerate correttamente e che, nell’esempio considerato, si abbiano chiare le definizioni di:

  • attività di ricerca, che a sua volta può distinguersi in ricerca di base, ricerca applicata e sviluppo sperimentale;
  • innovazione tecnologica;
  • sviluppo.

I tre termini non sono sinonimi anche se potrebbero sembrare tali a prima vista.

Per esempio, secondo il Manuale di Frascati (lo standard internazionale dell’OCSE per la classificazione della ricerca), l’attività di ricerca si divide in:

  1. Ricerca di base (o ricerca fondamentale): lavori teorici o sperimentali intrapresi principalmente per acquisire nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e fatti osservabili, senza scopi pratici immediati;
  2. Ricerca applicata: ricerca originale intrapresa per acquisire nuove conoscenze, ma diretta principalmente verso uno scopo o un obiettivo pratico specifico:
  3. Sviluppo sperimentale: lavori sistematici basati sulle conoscenze acquisite attraverso la ricerca e l’esperienza pratica, volti alla produzione di nuovi materiali, prodotti o dispositivi, o al miglioramento di quelli esistenti.

Valutazione economico finanziaria nelle analisi di prefattibilità per la finanza agevolata

Se le verifiche di ammissibilità soggettiva e tecnica sono andate a buon fine occorre passare alle valutazioni economico finanziarie.

Attraverso queste valutazioni l’azienda procede con:

  • la verifica della sostenibilità economica, ovvero con la capacità del progetto di investimento, che potrebbe essere finanziato tramite uno strumento di finanza agevolata, di generare ricavi e margini sufficienti a coprire i costi operativi e giustificare l’investimento stesso;
  • la verifica della capacità finanziaria, ovvero quell’attività che consente all’azienda di comprendere se:
    • i requisiti di liquidità e solidità patrimoniale siano soddisfatti;
    • se il cash flow di breve e medio periodo sia compatibile con il rimborso di un prestito nel caso in cui lo strumento di finanza agevolata preveda un finanziamento a tasso agevolato.

Valutazioni tecniche nelle analisi di prefattibilità per la finanza agevolata

Qualora le analisi di ammissibilità soggettiva, ammissibilità tecnica e coerenza economico finanziaria siano andate a buon fine si passa alla valutazione tecnica, ultimo step delle analisi di prefattibilità nella finanza agevolata per le PMI.

La valutazione tecnica si caratterizza per la verifica delle tecnologie e delle soluzioni proposte e del fatto che siano realisticamente implementabili e coerenti con gli obiettivi del progetto.

Nella fase di verifica la valutazione tecnica deve confermare la disponibilità di:

  • fornitori, che devono essere disponibili a stipulare contratti a condizioni coerenti con quanto previsto dal progetto di investimento;
  • autorizzazioni, certificazioni e permessi, soprattutto quelle da ottenere in vista della partecipazione a una determinata iniziativa;
  • risorse umane necessarie, che spesso rappresentano una delle voci di costo più importanti che possono essere oggetto di agevolazione.
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