L’IRES premiale debutta in dichiarazione dei redditi 2026

La Legge di Bilancio 2026 non ha confermato l’IRES premiale, che tuttavia prosegue il suo cammino con il debutto in dichiarazione dei redditi per l’anno 2025. Le prime istruzioni dall’Agenzia delle Entrate
L’IRES premiale si ferma al periodo d’imposta 2025. La Legge di Bilancio 2026 non ha prorogato la riduzione dell’aliquota in caso di nuove assunzioni e investimenti qualificati, segnando lo stop alla misura.
Se in prima battuta era stato annunciato l’intento di una riproposizione della norma, introdotta nel solco dell’attuazione della riforma fiscale, la Manovra 2026 segna un passo indietro sul fronte delle misure agevolative per società e imprese.
Un addio che si affianca però a un debutto operativo: l’IRES ridotta dal 24 al 20 per cento trova spazio nella dichiarazione dei redditi 2026, con le prime istruzioni in bozza fornite dall’Agenzia delle Entrate.
IRES premiale senza proroga al 2026
L’idea iniziale trapelata nel corso dell’iter di messa a punto della Manovra era di prorogare l’IRES premiale per un triennio, dal 2026 al 2028, per un duplice motivo.
Da un lato considerando che l’agevolazione introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 per sopperire all’abolizione dell’ACE (Aiuto alla Crescita Economica), ha necessitato di una lunga gestazione e solo in estate sono state diffuse le disposizioni attuative da parte del Ministero dell’Economia.
Dall’altro, tenuto conto che la previsione di un’aliquota IRES ridotta in caso di investimenti e assunzioni rientra tra i principi della legge delega sulla riforma fiscale, inserendosi nel percorso più complesso per la ridefinizione delle regole del sistema tributario.
Nei lavori che hanno portato alla messa a punto della Legge di Bilancio 2026 non c’è stato però spazio per la conferma dell’agevolazione, che quindi resta perimetrata al periodo d’imposta 2025.
In favore delle imprese, sul fronte degli investimenti torna invece in campo il sistema degli iper ammortamenti. Per quel che riguarda le assunzioni resta invece operativa la maxi deduzione sul costo del lavoro del 120 e del 130 per cento.
IRES premiale, le condizioni per l’applicazione
Vale la pena specificare le regole previste per l’applicazione dell’IRES premiale, che come già detto consiste in una riduzione dell’aliquota di tassazione di quattro punti, dal 24 al 20 per cento.
I beneficiari sono le società di capitali, gli enti non commerciali residenti (sul reddito derivante dalle attività commerciali svolte) e le stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti.
L’agevolazione è destinata alle imprese che nel corso del periodo d’imposta 2025 hanno effettuato investimenti e nuove assunzioni.
La definizione dei requisiti richiede un’analisi attenta, tenuto conto del mix di condizioni da rispettare.
Nello specifico, per beneficiarne è necessario rispettare le condizioni previste dal decreto MEF dell’8 agosto, ossia:
- mantenimento e reinvestimento degli utili: accantonamento ad apposita riserva di una quota minima pari all’80 per cento degli utili dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2024. Di tale quota, almeno il 30 per cento (e comunque non meno del 24 per cento degli utili 2023 e non inferiore a 20.000 euro) deve essere destinato a investimenti in beni strumentali nuovi (anche tramite leasing) destinati a strutture produttive in Italia e rientranti negli investimenti di Transizione 4.0 o 5.0;
- incremento occupazionale: il numero medio di occupati nel 2025 non deve essere inferiore alla media del triennio 2022, 2023 e 2024. Deve esserci un aumento dell’occupazione con contratti a tempo indeterminato pari almeno all’1 per cento del numero di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. La condizione relativa all’incremento occupazionale (ULA) è verificata se il numero di unità lavorative per anno non sia diminuito rispetto alla media del triennio precedente;
In aggiunta, per l’applicazione dell’IRES premiale è necessario che l’impresa non abbia fatto ricorso alla CIG (a eccezione dell’integrazione salariale ordinaria per eventi transitori e non imputabili all’impresa) negli esercizi 2024 e 2025.
L’IRES premiale debutta in dichiarazione dei redditi 2026
Conoscere i requisiti per l’applicazione dell’IRES premiale non è solo uno sguardo sul passato, ma anche un aspetto chiave per l’applicazione effettiva della misura in dichiarazione dei redditi.
Nel modello Redditi 2026 dedicato alle società di capitali, agli enti non commerciali e al Consolidato nazionale e mondiale debutta in via ufficiale l’agevolazione. Le prime indicazioni operative sono state fornite dall’Agenzia delle Entrate con la pubblicazione delle bozze e delle istruzioni sui dichiarativi da presentare nel 2026.
Guardando a titolo esemplificativo le bozze del modello Redditi SC, il frontespizio contiene la nuova casella IRES premiale, che dovrà essere barrata per segnalare che la società dichiarante si avvale della disciplina contenuta nell’articolo 1, commi 436-444 della legge n. 207/2024.
Il Quadro RF andrà utilizzato per determinare il reddito d’impresa complessivo, mentre nel Quadro RN trova spazio un campo specifico all’interno del quale bisognerà inserire la quota di reddito imponibile che beneficia dell’aliquota IRES del 20 per cento.
Nel Quadro RX, all’interno del Rigo RX1A, sarà necessario indicare il debito d’imposta calcolato applicando la disciplina premiale.
Queste quindi le prime indicazioni operative in bozza che guideranno l’applicazione dell’agevolazione, che andrà a ridurre l’importo dell’IRES dovuta a chi, nel corso del periodo d’imposta 2025, rispetta le molteplici condizioni per beneficiarne.