Congruità della manodopera: cosa dice la legge

03.05.2022 - Tempo di lettura: 2'
Congruità della manodopera: cosa dice la legge

Favorire la concorrenza reale tra imprese di costruzione e tutelare i lavoratori: con questi obiettivi è stato introdotto l’obbligo di congruità della manodopera. Ne parliamo con l’Avv. Francesco Lanatà, partner di Legal Team, esperto nel settore dell’urbanistica, edilizia e Real Estate.


Come nasce l’obbligo di congruità nel mondo dell’edilizia?

La congruità è stata introdotta nel Decreto Semplificazioni del 2020 – DL n.76 del 16 luglio 2020 con l’articolo 8 comma 10-bis, e la sua efficacia è a partire dal 1° novembre del 2021 con lo scopo di essere un sistema di verifica dell’incidenza del costo della manodopera in un cantiere questo per evitare quello che viene definito come dumping contrattuale e in modo tale che le ore impiegate da un lavoratore siano dichiarate in modo congruo alla cassa edile della provincia in cui si trova il cantiere.

Questo non doveva essere già dichiarato con il meccanismo del DURC?

In teoria sì ma adesso è stato proprio stabilito l’obbligo di dichiarazione della congruità. La presunzione di valore serve a far si che le spese che le imprese sostengono per la manodopera siano per tutte coerenti, e ci possa quindi essere una concorrenza reale con un meccanismo nuovo che dovrebbe funzionare portando benefici ai lavoratori in primis ma anche alle imprese. Quello che è interessante è che questa dichiarazione di congruità non riguarda solo i contratti pubblici, ma anche quelli privati per un importo superiore ai 70mila euro, e questo elemento incide molto sulle attività in concreto di un’impresa perché da questi dati dipende l’ottenimento del DURC.

Quali sono le sanzioni previste per chi non ottiene la congruità?

Devo prima di tutto dire che per stabilire la congruità saranno utilizzare delle formule e tabelle in grado di incrociare i dati ed evidenziare quindi eventuali discrasie tra i numeri dichiarati e quelli che sarebbe giusto dichiarare. Nel caso in cui la Cassa Edile competente riscontrasse delle difformità invierà all’impresa affidataria un invito a regolarizzare la propria posizione entro 15 giorni. A questo punto è compito dell’impresa spiegare le ragioni per gli eventuali scostamenti. Se però per la Cassa Edile non fossero sufficienti i giustificativi presentati potrebbe comunque decidere di non concedere l’attestato di congruità e a quel punto l’impresa edile potrebbe non ottenere il DURC.

In certi contratti chi non ottiene il DURC potrebbe anche non avere la legittimità di richiedere il pagamento delle somme dovute per le prestazioni. È quindi davvero molto importante che un’impresa di costruzione ottemperi all’obbligo della congruità.

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