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Internet e web: l’avvocato che sa la differenza vince

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Internet e web: l’avvocato che sa la differenza vince
27/01/2020 | a cura di Mario Alberto Catarozzo – Business Coach, Formatore, Consulente marketing | gestione-studio

Internet non è il web e viceversa. Spesso vengono confusi o utilizzati come sinonimi i termini, ma in realtà sono due cose diverse ed è utile conoscere queste differenze, perché da lì possono partire considerazioni e azioni molto diverse. Vediamole insieme.

INTERNET

La Rete che negli ultimi 20 anni ha cambiato la cultura della società in cui viviamo si chiama Internet. È l’infrastruttura tecnologica su cui viaggiano le comunicazioni del web. In questo universo parallelo troviamo i siti internet e il mondo social. Gli indirizzi che rendono raggiungibili siti e contenuti sul web sono i link. Cos’è dunque il web e in cosa si differenzia da Internet?

WEB

L’insieme delle relazioni che si intessono sulla Rete si chiama Web. Come dire: Internet crea le strade perché le persone si possano incontrare e instaurare relazioni. Queste relazioni costituiscono il web.
Cosa ricaviamo da questa puntualizzazione? È solo un fatto di precisione nell’uso dei termini? No di certo. La ragione per cui siamo partiti da qui è che il web non è un luogo da vivere con toccata e fuga. Molti professionisti, infatti, vivono il web come una piattaforma dove farsi pubblicità, dove mettere in evidenza la propria attività per attrarre clienti. Non è questa la funzione e tantomeno la dinamica con cui il web funziona.
Consideriamo il web né più né meno di una grande piazza. Pensate chessò a Piazza della Signoria di Firenze. Immaginate di avere lo studio con le finestre che affacciano su questa piazza. Ebbene, trattare il web come se fosse una vetrina vuol dire appendere fuori dalla finestra del vostro studio un lenzuolo con indicate sopra le vostre attività, oppure la descrizione di chi siete. Lo fareste mai? Non credo proprio. E allora perché moltissimi trattano il web esattamente in questo modo?

COME GESTIRE LE RELAZIONI SUL WEB

Il web è esattamente come una piazza in cui si incontrano persone, si parla, ci si conosce, si intessono relazioni. Non è un luogo di toccata e fuga. Nascevano così i mercati di una volta: come luoghi di incontro, di scambio, di conoscenza. Per questa ragione sul web per fare business è necessario conoscere le dinamiche, l’alfabeto e i tempi. È necessario sapersi relazionare, saper portare valore alla comunità, avere uno stile e creare così un brand. Quello che un tempo era il “nome” dell’avvocato, oggi è il brand, che porta con sé valori e stile.
Per fare networking sul web non basta entrare in contatto con le persone, è necessario creare una conoscenza, creare un legame e un’abitudine. Quando si parla di virtuale in relazione al web si commette un errore. Qui di virtuale c’è ben poco, infatti. Dietro un account, una fotografia e un commento c’è una persona in carne e ossa. Più correttamente si potrebbe parlare di digitale. Infatti le relazioni che si instaurano sul web sono reali, assolutamente reali. I canali sono digitali, invece che analogici. Il che vuol dire ci sono persone che postano articoli, fanno commenti e leggono ciò che scriviamo. In questo momento esatto, mentre state leggendo queste righe, probabilmente su un computer o un tablet, state fruendo di un canale digitale, ma siete persone vere. Quindi attenzione a non commettere l’errore di pensare che solo perché non vediamo negli occhi la persona che legge e commenta un nostro articolo, pensiamo che non ci sia. Sono cambiate le piazze di una volta dove correva il passaparola, ma la sostanza è la stessa. Il nome è diventato brand e oggi si parla di brand reputation, ma non siamo lontani da quanto accadeva in passato in una piazza di paese. Solo che quella piazza oggi è molto più ampia e che le dinamiche corrono molto più veloci. Vediamo allora come il nome e il passaparola si sono evoluti con l’avvento del digitale.

BRAND IDENTITY

Ciascuno di noi ha una propria idea di chi è, dei propri punti di forza e debolezza, delle proprie caratteristiche e di quanto vale. Questa autoconsiderazione si chiama Brand Identity, cioè ciò che noi pensiamo di noi stessi. Ciò che comunichiamo parte da qui, corretto o meno che sia.

BRAND IMAGE

Non è affatto detto che ciò che pensiamo di noi arrivi tale e quale agli altri. È possibile che pensiamo di essere molto empatici, preparati e veloci nel gestire le pratiche professionali e invece all’esterno gli altri percepiscono rigidità, lentezza o altezzosità. Non ce ne accorgiamo, ma tra ciò che pensiamo noi e ciò che pensano gli altri di noi c’è molta distanza. Haimè ciò che conta nel mondo del business, per ritornare al tema di questo articolo, non è tanto l’idea che abbiamo noi di noi stessi, quanto ciò che viene percepito dall’esterno, perché sono gli altri che ci sceglieranno professionalmente e lo faranno sulla base delle proprie sensazioni e idee su di noi. Molti di noi sono fermi sulla propria opinione di sé stessi e non si guardano mai con gli occhi degli altri, mentre ciò è molto utile nel mondo del business per poter aggiustare il tiro della nostra comunicazione e dei nostri comportamenti.

BRAND REPUTATION

Diversa ancora è la reputazione on line, chiamata appunto brand reputation. Essa indica ciò che gli altri dicono di noi in pubblico e quindi la reputazione che viaggia on line e ci riguarda. Considerate che i marchi noti di prodotti sono ossessionati dal capire e intercettare sul web ciò che si dice di loro. La ragione è che le “voci” sui prodotti possono fare il successo o la disgrazia di un prodotto. Pensate anche alla “crisis management”, cioè la gestione dei momenti di crisi: un cellulare che esplode, uno scandalo, un malfunzionamento di un prodotto…
Ebbene, non siamo così lontani anche per i servizi legali. L’avvocato oggi è un imprenditore e ha una impresa, il suo studio; vende servizi professionali e ha un suo pubblico che lo conosce e lo sceglie. Deve quindi occuparsi del proprio nome (il brand), di ciò che viene percepito all’esterno (image) e di cosa si dice di lui (reputation).
Un tempo, quando le relazioni erano solo de visu, ci si preoccupava di come si era vestiti, della stretta di mano e del capello a posto. Ora c’è di più, perché si viene in contatto digitalmente con una platea praticamente infinita di persone e nei luoghi più disparati. Tali persone commentano più facilmente, interagiscono tra di loro più facilmente e cambiano consulente più facilmente. È tutto più veloce e più massivo. Ciò vale sia in negativo, ma anche in positivo. Quindi una buona strategia è saper ridurre al minimo i danni e sfruttare al massimo le potenzialità che dal web possono derivare.

COSA SAPERE

Un avvocato deve continuare a fare il suo lavoro e non è certo tenuto a diventare un esperto del web e dei social. Tuttavia questo mondo ha un alfabeto diverso e quindi è utile conoscerlo per poterlo utilizzare ed evitare un effetto boomerang.
L’avvocato deve quindi conoscere l’ABC del web, le sue dinamiche, le sue caratteristiche, per poter scegliere e potersi muovere opportunamente sfruttandone le enormi potenzialità. Sarà quindi utile affidarsi a chi il web lo conosce ben e, ma che dovrà essere guidato nelle scelte contenutistiche e avrà bisogno di avere indicazioni precise su stile, contenuti, tempi con cui l’interessato vuole comunicare il proprio nome e la propria attività perché si cresi una brand reputation voluta e non casuale.

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