Si può ridurre l’impatto ambientale del proprio centro fitness?

Palestra e piscina senza plastica

Come diminuire i consumi di plastica in palestra?

La Plastica: uno dei materiali di uso comune più diffusi. Basta guardarsi intorno per trovare esempi di impiego della plastica: bottigliette d’acqua, vaschette per alimenti, vasi per fiori…tutto rigorosamente in plastica. Siamo circondati dalla plastica.
Spesso si tratta inoltre di artefatti monouso, che vengono gettati, nella migliore delle ipotesi, nelle campane di raccolta della plastica terminata la loro vita utile.
La motivazione dell’impiego massivo della plastica, è semplice: questo materiale, versatile e facilmente lavorabile, garantisce robustezza a basso costo e ciò lo rende adatto ad essere sfruttato in numerosi contesti. Dall’industria alimentare a quella dei giocattoli, nell’imballaggio e nel packaging, dai carrelli del supermercato, ai profili delle poltrone del cinema, alle coppette in gelateria, alle tessere di accesso in palestra: in ogni ambiente troviamo plastica.

Quanta plastica viene consumata al giorno nel tuo centro fitness?

Ciò che fino a non molto tempo fa non è stato considerato è l’impatto che essa ha sull’ambiente.
Oggi è cosa nota come questo materiale ad alto consumo sia poco ecosostenibile e finalmente le cose si stanno smuovendo verso una riduzione del suo utilizzo in favore della salvaguardia dell’ambiente.
Intanto la plastica consiste in un derivato del petrolio, che, come sappiamo, è una risorsa non solo inquinante ma anche non rinnovabile.
Inoltre l’accumulo di plastica nell’ambiente causa problemi sotto vari aspetti:

      • La plastica rilascia sostanze chimiche nocive nel terreno, le quali penetrano in profondità raggiungendo le falde acquifere e quindi inquinando l’acqua.
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      • La plastica dispersa nei mari e negli oceani diventa pericolosa per la fauna marina che inevitabilmente finisce per inghiottire i rifiuti plastici e/o vi rimane impigliata con conseguenze spesso mortali.
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Cosa fai per limitare l’uso della plastica?

Secondo il rapporto di Lega Ambiente “Beach Litter 2018”, nell’ispezione di circa 400mila metri quadri di spiagge italiane, sono stati trovati una media di 968 rifiuti ogni 100 metri, l’81% dei quali è plastica.
Una media di 5 rifiuti ogni passo che facciamo in spiaggia.
E i rifiuti in spiaggia sono appena il 15% di quelli presenti nell’ecosistema marino.
Eliminare totalmente la plastica sarebbe una visione utopica, però limitarne l’uso è una scelta responsabile e rispettosa dell’ambiente.
Alcuni colossi, come Nestlè o Coca-cola, hanno già dichiarato apertamente la loro intenzione di ridurre la plastica del loro packaging.

Ma cosa c’entra tutto questo con il mondo del fitness?

Ognuno è tenuto a fare la propria parte per salvaguardare il nostro pianeta.
Anche nell’ambito wellness e fitness la plastica trova un vasto impiego, ma è possibile seguire alcuni consigli per limitarne l’impatto ambientale:

  • Una buona norma di condotta è riciclare! Tutto ciò che può essere riciclato è un rifiuto in meno che si disperde nell’ambiente. Per diffondere questa abitudine è opportuno posizionare dei cestini per la raccolta differenziata ben visibili e segnalati, in modo che sia chiaro a tutti dove buttare i propri rifiuti.

 

  • La differenziata deve essere fatta in modo coerente; i cestini devono essere posizionati in ogni ambiente con la stessa logica (stesso ordine, stesso colore ecc): nell’area relax vicino ai distributori, negli spogliatoi, negli uffici… Sia lo staff che gli utenti devono essere invitati, attraverso l’uso degli appositi contenitori, a effettuare la raccolta differenziazione dei rifiuti.

 

  • Non è possibile obbligare gli utenti a non utilizzare le bottigliette d’acqua usa e getta, è però possibile promuovere l’uso delle borracce. Se poi si tratta di borracce brandizzate con il logo e i colori del centro, che portano anche pubblicità gratuita al di fuori degli ambienti della palestra, ancora meglio!

 

  • Le tessere. Ponete attenzione alle tessere che acquistate per il controllo accessi dei vostri clienti e richiedete ai vostri fornitori tessere ecosostenibili.
    Le aziende ecofriendly propongono tra la loro fornitura anche tessere in eco PVC completamente biodegradabili. Questo tipo di tessere sono realizzate con l’aggiunta di additivi coadiuvanti della biodegradabilità che accelerano la decomposizione, senza compromettere né la qualità di stampa né la durata stessa del badge. Il loro compostaggio richiede dai 36 ai 48 mesi e non produce nè metano nè azotati. Durante la sua lavorazione, il BIO-PVC, ha un basso impatto ambientale in termini di emissione di CO2 e richiede un consumo di energia e di petrolio inferiore rispetto alla plastica.

 

  • Altro modo per non impattare sull’ambiente con lo smaltimento delle tessere di accesso: utilizzare come supporto lo smartphone. Molti software consentono di gestire il controllo accessi tramite app su smartphone, grazie alla elaborazione di un QRcode letto in fase di accesso.

 

  • Dotate i bagni di dispenser di doccia-schiuma e otterrete un duplice vantaggio: da un lato il cliente apprezzerà il fatto di non doversi preoccupare di portare il proprio da casa, dall’altro andiamo a ridurre la diffusione e il relativo smaltimento dei flaconi vuoti

 

  • Se nel centro è presente un distributore per bevande calde come caffè o thè, rifornitevi di bicchierini e palette biodegradabili e compostabili

Per la palestra e piscina si tratta di piccoli passi, ma se tutti iniziamo a muoverci con questi piccoli passi possiamo davvero fare la differenza nella difesa del nostro pianeta.
Be ecofriendly.

FONTE: //www.legambiente.it/indagine-beach-litter/

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