Bonus assunzioni giovani 2026: quali sono e come funzionano

09.12.2025 - Tempo di lettura: 7'
Bonus assunzioni giovani 2026: quali sono e come funzionano

Sono diverse le misure previste per favorire l’occupazione nel 2026, tutte da rendere però operative.

Con il Decreto Coesione è stata introdotta un’agevolazione per giovani under 35, nel caso di assunzioni nel periodo compreso tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025.

Si tratta di uno sgravio del 100% dei contributi dovuti dal datore di lavoro, per i 24 mesi successivi all’assunzione e fino all’importo mensile di 500 euro.

La proroga di questa misura al 2026 era stata inserita nel testo originario nel Decreto Milleproroghe 2026 (D.L. 200/2025) e poi eliminata.

Tra fine dicembre e inizio gennaio diverse fonti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali hanno fatto sapere che questa proroga sarà disposta nell’iter di conversione in legge del decreto oppure sarà prevista in un’altra misura ad hoc.

Parallelamente, dal 1° gennaio 2026 si potrà fruire di una nuova ed analoga agevolazione prevista dalla Legge di Bilancio.

In particolare, il comma 153 dell’articolo 1 della Legge 199/2025 (Legge di Bilancio per il 2026)  prevede che Al fine di incrementare l’occupazione giovanile stabile, di favorire le pari opportunità nel mercato del lavoro per le lavoratrici svantaggiate, di sostenere lo sviluppo occupazionale della Zona economica speciale per il Mezzogiorno – ZES unica e di contribuire alla riduzione dei divari territoriali, è autorizzata la spesa di:

  • 154 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 400 milioni di euro per l’anno 2027;
  • 271 milioni di euro per l’anno 2028.

Il funzionamento del nuovo bonus assunzioni, a differenza di quanto previsto per le tre misure agevolative disciplinate dagli art. 22, 23 e 24 del cd. Decreto Coesione (DL 60/2024, convertito dalla L. 95/2024 ), non è specificato nei dettagli.

Per questo motivo, il successivo comma 154 prevede che verrà emanato un apposito decreto ministeriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che renderà operative queste misure.

Le agevolazioni sono cumulabili con la super deduzione fino al 130% per il nuovo personale assunto, una delle prime novità messe in campo con la riforma fiscale. La misura prevede particolari condizioni di favore se le assunzioni riguardano giovani lavoratori.

Il decreto Coesione prevede anche un incentivo all’autoimprenditorialità per i giovani under 35, attuato recentemente dall’INPS con la circolare numero 148 del 28 novembre 2025.

Il bonus assunzione giovani under 35 per il quale si attende la proroga al 2026

Tra le misure che prevedono agevolazioni per l’assunzione dei giovani c’è quella prevista dal Decreto Coesione, il DL n. 60/2024.

Tale incentivo, come specificato in apertura, sarà verosimilmente oggetto di proroga in quanto il Ministero ha ancora delle risorse finanziarie disponibili non utilizzate nel biennio 2024-2025.

Il bonus per l’assunzione di giovani, in particolare, è disciplinato dall’articolo 22 del Decreto Coesione. Tra le regole e le condizioni per l’accesso all’agevolazione c’è un requisito legato all’età: il soggetto non deve aver compiuto 35 anni alla data di assunzione.

Oltre al rispetto del requisito anagrafico è prevista un’altra condizione. Il lavoratore non deve essere mai stato occupato a tempo indeterminato. La nuova assunzione dovrà avvenire con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. L’agevolazione spetta anche in caso di trasformazione di un contratto già in corso a tempo determinato.

L’incentivo è riconosciuto anche per assunzioni successive, se il primo datore di lavoro non ne fruisce interamente per interruzione anticipata del rapporto. Sono escluse dall’agevolazione le aziende che, nei sei mesi precedenti l’assunzione, abbiano effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi, nella medesima unità produttiva.

L’obiettivo della misura è l’incremento occupazionale stabile di giovani. Il nuovo incentivo è stato applicato alle assunzioni dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2025.

Si attende nelle prossime settimane un provvedimento che lo proroghi a tutto il 2026, utilizzando le risorse non spese nel biennio 2024-2025 (la misura effettivamente è stata resa operativa solo a metà 2025 quindi di fatto le aziende “non hanno avuto il tempo di spendere queste risorse”).

Ad ogni modo, si tratta di uno sgravio dei contributi previdenziali del 100%, con esclusione di premi e contributi INAIL, fino all’importo massimo mensile di 500 euro per i 24 mesi successivi all’assunzione.

Per i datori di lavoro privati che assumono lavoratori in una sede o unità produttiva situata nelle Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, l’importo massimo mensile sale a 650 euro.

Il nuovo bonus per le assunzioni di giovani è compatibile con la maxi deduzione fino al 120% o al 130%, introdotta dal decreto legislativo n. 216/2023.

La maxi-deduzione per chi assume

Alle prime due misure presentate, destinate in modo esclusivo all’incremento dell’occupazione stabile di giovani, se ne aggiunge un’altra che non è specificamente messa a punto per favorire le assunzioni di giovani lavoratori, ma prevede dei vantaggi di natura fiscale con riferimento a nuove assunzioni a tempo indeterminato, se soddisfatte determinate condizioni.

Si tratta della maxi deduzione fino al 130% per il nuovo personale assunto, una delle prime novità messe in campo con la riforma fiscale.

La misura riconosciuta, in via generale, è pari al 120%.

Tuttavia, può arrivare al 130% per i rapporti di lavoro attivati con persone in condizioni di svantaggio.

In sintesi, le categorie sono le seguenti:

  • lavoratrici e lavoratori molto svantaggiati;
  • persone con disabilità o che rientrano in categorie svantaggiate;
  • giovani ammessi agli incentivi all’occupazione giovanile;
  • donne di qualsiasi età con almeno due figli minori o prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi residenti in determinati territori;
  • donne vittime di violenza;
  • lavoratori o lavoratrici con sede di lavoro situata in regioni che nel 2018 presentavano un prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75% della media EU27 o comunque compreso tra il 75% e il 90%, e un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale;
  • ex percettori del reddito di cittadinanza senza i requisiti per l’accesso all’Assegno di inclusione.

Tra tali categorie rientra anche quella dei giovani che rispettano i criteri per l’accesso agli incentivi per l’aumento dell’occupazione giovanile.

Le agevolazioni sono tra loro cumulabili e i datori di lavoro potranno quindi beneficiare di un doppio vantaggio, quello legato allo sgravio contributivo e quello relativo alla deduzione.

Per il calcolo si devono seguire le istruzioni previste dall’articolo 5 del decreto attuativo. Ai fini della deduzione il costo del personale deve essere maggiorato del 20%. Un ulteriore aumento del 10% è previsto in caso di nuove assunzioni che rientrano nelle categorie svantaggiate, tra le quali i giovani.

Relativamente ai requisiti di accesso, è previsto che l’agevolazione spetti se:

  • “… il numero dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato alla fine del periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 è superiore al numero di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato mediamente occupato nel periodo d’imposta precedente”;
  • “… alla fine del periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023, il numero dei lavoratori dipendenti, inclusi quelli a tempo determinato, è inferiore o pari al numero degli stessi lavoratori mediamente occupati nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023”.

I beneficiari dell’incentivo sono i seguenti:

  • società per azioni e in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, società cooperative e società di mutua assicurazione, società europee e società cooperative europee residenti nel territorio dello Stato;
  • enti pubblici e privati diversi dalle società, trust, residenti nel territorio dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
  • enti pubblici e privati diversi dalle società, trust che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale, organismi di investimento collettivo del risparmio, residenti nel territorio dello Stato;
  • società ed enti di ogni tipo, compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato;
  • imprese individuali, società di persone ed equiparate ai sensi dell’articolo 5 del citato TUIR titolari di reddito d’impresa;
  • esercenti arti e professioni, anche in forma associata, che determinano il reddito di lavoro autonomo ai sensi dell’articolo 54 del suddetto TUIR.

In relazione alle prime tre categorie citate, le agevolazioni sono accessibili anche per le relative stabili organizzazioni presenti in Italia.

Viene, invece, escluso l’accesso alla super deduzione nel caso di:

  • nuove attività;
  • imprese in liquidazione ordinaria o assoggettate a liquidazione giudiziale e ad altri istituti liquidatori relativi alla crisi di impresa.

Le agevolazioni per giovani imprenditori

Il Decreto Coesione, oltre al bonus per le assunzioni di giovani under 35, introduce anche un bonus per favorire l’autoimprenditorialità nell’ambito dei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione digitale ed ecologica.

Il bonus è stato attuato attraverso la circolare INPS numero 148/2025, pubblicata il 28 novembre 2025.

I giovani imprenditori under 35 possono beneficiare di un contributo da 500 euro mensili, per un massimo di 3 anni, per periodi fino al 31 dicembre 2028.

Come si legge all’articolo 21, comma 3, del decreto, l’agevolazione sarà concessa dall’INPS su domanda degli interessati, cioè gli imprenditori e le imprenditrici che avviano un’attività nelle modalità definite dallo stesso articolo 21.

Il contributo sarà erogato dallo stesso Istituto, che anticiperà le somme per il numero di mesi di svolgimento dell’attività imprenditoriale. Il pagamento avverrà annualmente e in forma anticipata.

A livello fiscale, la somma ricevuta dai giovani imprenditori non concorre alla formazione di reddito.

Chi ha già avviato un’attività, fino al 28 novembre scorso, ha circa un mese di tempo per inoltrare la domanda all’INPS e ottenere l’incentivo economico, recuperando gli importi spettanti a partire dal 15 maggio 2025, data di pubblicazione del decreto attuativo.

In altre parole, per i più tempestivi nell’apertura dell’attività il ritardo attuativo si traduce in una penalità.

Al netto delle somme che potranno essere recuperate, i neo imprenditori e le neo imprenditrici dovranno presentare la domanda per ottenere il bonus entro la scadenza del 28 dicembre 2025.

Sarà possibile seguire tre diverse strade per presentare la richiesta:

  • direttamente dal portale istituzionale accedendo con la propria identità digitale (SPID di almeno livello 2, CIE 3.0, CNS o eIDAS): il servizio online è disponibile nell’area “Sostegni, Sussidi e Indennità” con il nome di “Incentivo Decreto Coesione”;
  • tramite gli Istituti di patronato;
  • tramite il servizio di Contact Center Multicanale, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente) oppure al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).

Nella richiesta andranno comunicate le seguenti informazioni:

  • dati identificativi dell’impresa, con indicazione della data di costituzione della stessa, di quella di invio all’Ufficio del Registro delle imprese della Comunicazione Unica per la nascita delle imprese:
  • l’appartenenza alle categorie di attività ammesse al contributo;
  • i dati anagrafici e lo stato occupazionale del soggetto richiedente posseduti alla data di avvio dell’attività imprenditoriale.

Una volta inoltrata la richiesta, l’INPS provvederà a tutte le verifiche necessarie prima di dare il via libera all’erogazione del bonus previsto per i giovani imprenditori.

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