Sfide per la sicurezza nell’adozione dell’AI

L’interconnessione tra macchine, sistemi e sensori, insieme alla gestione di grandi quantità di dati, invita le aziende a una nuova sfida: evolvere costantemente le proprie infrastrutture di sicurezza. Investire in soluzioni per proteggere i sistemi dalle minacce informatiche – come attacchi ransomware, virus e violazioni di dati – non è solo una necessità, ma un’opportunità per rafforzare la resilienza e l’affidabilità dei processi produttivi.
Una cybersecurity efficace, infatti, non solo salvaguarda i dati e la continuità operativa, ma consente alle imprese di operare con maggiore fiducia e rapidità. In un contesto in cui l’adozione di nuove tecnologie è accelerata, sapere di poter contare su infrastrutture sicure permette alle aziende di sperimentare e adattarsi più velocemente, riducendo tempi di risposta e blocchi operativi. Questo si traduce in una maggiore agilità, intesa come capacità di reagire con prontezza ai cambiamenti, cogliere nuove opportunità digitali e trasformare momenti critici in vantaggi competitivi.
Sicurezza informatica
L’introduzione dell’automazione industriale e dell’IIoT ha migliorato l’efficienza, ma ha anche aumentato i rischi di sicurezza informatica. L’interconnessione dei sistemi rende gli impianti e le linee di produzione vulnerabili a minacce come malware, ransomware e attacchi DDoS, che possono compromettere sia i dati che l’intera operatività.
Esempi significativi di eventualità di questo tipo includono l’attacco ransomware a Norsk Hydro nel 2019, che ha costretto l’azienda a passare a sistemi di backup manuali e ha comportato una parziale interruzione delle linee di produzione, e quello a Honda nel 2020, che ha compromesso i sistemi di produzione e causato ritardi nella produzione automobilistica. Le vulnerabilità derivano spesso da dispositivi legacy e software obsoleti, che aumentano la superficie di attacco. Per proteggersi, dunque, le aziende devono implementare politiche di Cybersecurity robuste, includendo crittografia dei dati, segmentazione delle reti e aggiornamenti continui dei dispositivi, al fine di ridurre i rischi e difendersi dalle minacce emergenti.
Per meglio inquadrare la portata del fenomeno e la conseguente necessità di adottare politiche di Cybersecurity, è utile partire dai dati. Il report annuale Managed Detection and Response (MDR) di Kaspersky per il 2024 ha evidenziato un incremento significativo degli attacchi informatici rivolti alle imprese manifatturiere. In particolare, il settore industriale si posiziona al secondo posto tra i più colpiti, condividendo il 18% degli incidenti registrati insieme alla pubblica amministrazione, e subito dopo il settore IT, che ha subito il 23% degli attacchi. Lo studio in questione sottolinea l’importanza per le imprese manifatturiere di adottare misure proattive di Cybersecurity, tra cui l’implementazione di tecnologie sofisticate, lo sviluppo di strategie di sicurezza e la formazione continua del personale, per affrontare le crescenti minacce informatiche e proteggere le proprie infrastrutture critiche.
La crescente complessità dei sistemi industriali digitalizzati rende quindi imperativo un approccio 32 di sicurezza multilivello, che integri tecnologie di ultima generazione, come l’autenticazione a più fattori e la microsegmentazione delle reti, per limitare l’accesso ai dispositivi critici e ridurre la propagazione degli attacchi. Inoltre, l’adozione di architetture “Zero Trust” – un modello di sicurezza che non dà mai per scontata l’affidabilità di un utente o di un dispositivo, nemmeno se già all’interno della rete aziendale – rappresenta oggi una delle strategie più efficaci per ridurre i rischi informatici. In pratica, ogni richiesta di accesso a dati o risorse deve essere verificata, autenticata e autorizzata, secondo il principio del “mai fidarsi, verificare sempre”.
Questo approccio si rivela particolarmente utile in ambienti industriali complessi, dove dispositivi e operatori si connettono da punti diversi e potenzialmente vulnerabili. Con Zero Trust, l’accesso ai sistemi critici è consentito solo in base a criteri ben definiti (identità, posizione, livello di autorizzazione, tipo di dispositivo), limitando così la possibilità di movimenti laterali da parte di eventuali attaccanti che riescano a penetrare nella rete. Abbinata a sistemi di rilevamento delle minacce in tempo reale, questa strategia consente di individuare tempestivamente anomalie nei flussi di dati, interrompendo potenziali attacchi prima che possano causare danni gravi. Un’efficace gestione delle vulnerabilità, attraverso l’installazione di “patch” (aggiornamenti software che correggono le vulnerabilità di sicurezza) e backup regolari, e la formazione continua del personale di cui si è ampiamente parlato in precedenza, sono strumenti irrinunciabili per garantire la resilienza delle infrastrutture e la protezione dei dati in azienda.
Privacy dei dati: proteggere le informazioni sensibili nell’era digitale
Mentre le aziende investono in soluzioni per proteggere le proprie infrastrutture, è fondamentale che queste stesse tecnologie di sicurezza siano estese alla gestione dei dati raccolti dalle nuove tecnologie come l’Intelligenza Artificiale e l’Internet of Things.
Questi sistemi, essenziali per il monitoraggio in tempo reale e la manutenzione predittiva, raccolgono enormi quantità di informazioni, dalle performance dei macchinari fino a dettagli operativi riservati. La gestione sicura di questi dati è fondamentale per proteggere la privacy e la proprietà intellettuale, nonché per mantenere l’integrità delle operazioni aziendali.
Ad esempio, i sistemi IoT, monitorando parametri come vibrazioni e temperatura, potrebbero rivelare informazioni sensibili sulla produzione o sugli schemi di lavoro, mentre i sistemi di visione artificiale, utilizzati per il controllo qualità, potrebbero raccogliere dati riservati su design e tecnologie aziendali. In questo contesto, quindi, è necessario adottare tecnologie di protezione come crittografia end-to-end, controlli d’accesso granulari e un monitoraggio costante per garantire che solo gli utenti autorizzati accedano alle informazioni sensibili.
Conclusione
Abbiamo analizzato come, con l’avvento dell’Industria 5.0, il focus si stia spostando verso una maggiore integrazione tra sistemi intelligenti e forza lavoro umana, aprendo la strada a modelli produttivi più sostenibili, flessibili e resilienti. Per affrontare questa trasformazione, le imprese dovranno adottare un approccio strutturato, capace di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità economica e responsabilità sociale.
La sicurezza informatica e la tutela dei dati resteranno centrali: sarà fondamentale dotarsi di strumenti avanzati di difesa, garantire la trasparenza nella gestione delle informazioni e rispettare i vincoli normativi. Allo stesso tempo, l’introduzione di tecnologie intelligenti richiederà investimenti mirati nell’upskilling e nel reskilling del personale, per valorizzare l’interazione uomo-macchina e massimizzare i benefici dell’automazione.
L’Intelligenza Artificiale potrà anche favorire una manifattura più sostenibile, adattando in tempo reale l’uso delle risorse alle effettive esigenze produttive e riducendo gli sprechi, grazie ad esempio alla produzione su misura. Allo stesso tempo, strumenti come la Realtà Aumentata e la Realtà Virtuale miglioreranno l’interazione uomo macchina, facilitando la formazione degli operatori e riducendo il rischio di errore umano. In conclusione, il futuro dell’Industria 5.0 nel settore manifatturiero dipenderà dalla capacità delle imprese di adattarsi a un contesto in rapida evoluzione, investendo in infrastrutture resilienti, formazione del personale e sistemi di governance tecnologica, ovvero strutture e processi che guidano e supervisionano l’introduzione e l’uso consapevole delle tecnologie digitali in azienda. A venire premiate saranno quelle che si riveleranno capaci di integrare in modo strategico e sostenibile l’AI nel proprio business model.
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