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Cosa prevede il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

17.02.2022 - Tempo di lettura: 5'
Cosa prevede il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

PNNR è l’acronimo di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e rappresenta il documento che ogni Stato UE ha dovuto presentare per accedere ai fondi previsti dal Next Generation EU, conosciuto anche come NGEU.

Il Next Generation EU è il piano pensato dall’Unione Europea per accelerare la ripresa economica dopo la pandemia da Covid-19 e prevede un pacchetto di 750 miliardi di euro composto da prestiti e sovvenzioni da elargire agli Stati membri dell’UE.

Il PNRR italiano: cosa sapere

In data 30 aprile 2021 il testo definitivo del PNRR italiano è stato inviato in via ufficiale alla Commissione Europea, ottenendo l’approvazione definitiva il 22 giugno 2021. Al suo interno è contenuto il pacchetto dettagliato delle riforme e degli investimenti per il periodo 2021-2026.

L’iter per la definizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano è stato abbastanza articolato. Dopo la definizione del Next Generation EU, avvenuta il 21 luglio 2020 durante il Consiglio Europeo, tutti gli Stati hanno lavorato per stilare il proprio PNRR.

Il percorso italiano è iniziato nel settembre del 2020 con la proposta delle linee guida per la redazione del PNRR da parte del CIAE, il Comitato interministeriale per gli Affari Europei. Dopo l’autorizzazione delle Camere alla predisposizione del Piano una prima proposta del Consiglio dei ministri è arrivata sul tavolo parlamentare il 12 gennaio 2021. Dopo alcune osservazioni del Parlamento il Governo guidato da Mario Draghi ha lavorato ad una riscrittura del PNRR, discutendone anche con le forze politiche, le parti sociali e gli enti territoriali.

La trasmissione ufficiale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza da parte del governo Draghi al Parlamento è avvenuta il 25 aprile 2021 e pochi giorni dopo, il 30 aprile, è stata inviata alla Commissione europea. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha annunciato il 22 giugno 2021 l’approvazione del Piano.

Gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Gli obiettivi del PNRR si sviluppano in due diverse direttrici.

La prima è quella di affrontare con decisione i danni economici e sociali scatenati dalla pandemia, la seconda è quella di risolvere le annose fragilità strutturali della nostra economia. In tal senso si porrà estrema attenzione su argomenti quali la lenta crescita della produttività italiana, i divari territoriali sempre più marcati, la debole partecipazione al mondo del lavoro dell’universo femminile e la poca attenzione ai settori dell’istruzione e della ricerca.

Questi obiettivi, infine, dovranno essere raggiunti senza dimenticare i due pilastri del futuro economico e politico: la transizione ecologica e la digitalizzazione.

La struttura del PNRR italiano

All’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano sono descritti dettagliatamente i progetti per i quali la nostra nazione chiede di accedere ai fondi comunitari. Il piano presenta il modo in cui queste risorse verranno utilizzate e un calendario relativo all’impiego delle stesse.

Come ogni Stato anche l’Italia ha dovuto seguire le linee guida proposte dalla Commissione europea, sviluppando il proprio piano in tre ambiti fondamentali: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale. Nel dettaglio il PNRR di Draghi è stato suddiviso in 16 diverse componenti raggruppate poi in sei missioni:

  • 1° Missione: Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo
    Componente 1: Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nelle PA
    Componente 2: Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo
    Componente 3: Turismo e Cultura 4.0
  • 2° Missione: Rivoluzione verde e transizione ecologica
    Componente 1: Economia circolare e agricoltura sostenibile
    Componente 2: Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile
    Componente 3: Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici
    Componente 4: Tutela del territorio e della risorsa idrica
  • 3° Missione: Infrastrutture per una mobilità sostenibile
    Componente 1: Investimenti sulla rete ferroviaria
    Componente 2: Intermodalità e logistica integrata
  • 4° Missione: Istruzione e ricerca
    Componente 1: Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione, dagli asili nido alle università
    Componente 2: Dalla ricerca all’impresa
  • 5° Missione: Coesione e inclusione
    Componente 1: Politiche per il lavoro
    Componente 2: Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore
    Componente 3: Interventi speciali per la coesione territoriale
  • 6° Missione: Salute
    Componente 1: Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale
    Componente 2: Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale

Gli investimenti del PNRR

A quanto ammontano gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano? L’importo totale è di 222,1 miliardi di euro: di questi 191,5 arrivano direttamente dai finanziamenti dell’UE attraverso il programma Next Generation EU, mentre 30,6 miliardi verranno pescati dal Fondo complementare, un fondo che verrà finanziato dallo scostamento pluriennale di bilancio, come da approvazione del 15 aprile 2021 del Consiglio dei ministri.

Per quanto riguarda i 191,5 miliardi di euro che arriveranno dall’Unione Europea è utile ricordare che 68,9 miliardi sono a fondo perduto, mentre 122,6 sono prestiti.

I 222,1 miliardi di euro verranno ripartiti su 151 investimenti diversi, dedicati alle 16 componenti delle 6 Missioni.

PNRR Italia: le novità di Draghi

Rispetto alla prima bozza di PNRR il Governo Draghi ha apportato importanti modifiche:

  • sono state aumentate le risorse stanziate dal governo italiano;
  • sono state riviste le quote dedicate a ciascuna missione.

Alcune missioni sono state potenziate, mentre alte depotenziate. Ecco nel dettaglio le percentuali riviste relative all’allocazione delle risorse economiche per missione:

  • Missione Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo: verranno allocate il 21,3% delle risorse contro il 20,7% della prima bozza.
  • Missione Rivoluzione verde e transizione ecologica: verranno allocate il 29,7% delle risorse contro il 31,2% della prima bozza.
  • Missione Infrastrutture per una mobilità sostenibile: verranno allocate il 13,4% delle risorse contro il 14,3% della prima bozza.
  • Missione Istruzione e ricerca: verranno allocate il 14,4% delle risorse contro il 12,7% della prima bozza.
  • Missione Coesione e inclusione: verranno allocate il 12,6% delle risorse contro il 12,3% della prima bozza.
  • Missione Salute: verranno allocate l’8,6% delle risorse contro l’8,8% della prima bozza.

In sostanza l’intervento del Governo Draghi mantiene come caposaldo del PNRR la Missione ecologica, e potenzia gli ambiti della Digitalizzazione e dell’Istruzione e Ricerca. Molto importante anche evidenziare come nel PNRR di Draghi sono previste sostanziose riforme nella PA, nel sistema giudiziario e nelle misure di semplificazione legislativa.

Le riforme legate al PNRR

Ovviamente questo corposo intervento economico porta con sé una strategia di riforme che ha l’obiettivo di creare provvedimenti correttivi che possano dare nuova linfa al sistema italiano. Come ammonisce il nome del Piano, Ripresa e Resilienza saranno le linee guida per ricostruire l’economia italiana travolta dalla pandemia da Covid-19.

Il PNRR di Draghi prevede in totale 63 riforme, fondamentali per poter raggiungere gli obiettivi del Piano. Come ricordato da Draghi le riforme saranno suddivise in tre tipologie: riforme orizzontali, riforme abilitanti e riforme settoriali. Proviamo ad analizzarle nel dettaglio.

Riforme orizzontali del PNRR

Le riforme orizzontali hanno un interesse trasversale, ovvero riguardano indistintamente tutte le missioni del PNRR. Si tratta di riforme strutturali che hanno l’obiettivo di migliorare l’ecosistema economico italiano seguendo i principi di equità, competitività ed efficienza.

Nelle riforme orizzontali rientrano:

  • la Riforma della Pubblica Amministrazione, ideata per semplificare le procedure organizzative nella fornitura di beni e servizi ai cittadini;
  • Riforma del Sistema Giudiziario, pensata per garantire alla cittadinanza una giustizia sempre più rapida ed efficace, nell’ottica della salvaguardia della concorrenza e del rilancio economico.

Riforme abilitanti del PNRR

Nelle riforme abilitanti rientrano tutti quegli interventi necessari per fare in modo che si possa garantire l’attuazione del Piano. Si tratta quindi di riforme che hanno l’obiettivo di eliminare gli ostacoli amministrativi, procedurali e regolatori che rallentano lo sviluppo economico e degradano la qualità dei servizi che lo Stato offre ad imprese e cittadini. In questo contesto sono inseriti gli interventi per la semplificazione legislativa e la promozione della concorrenza.

Riforme settoriali del PNRR

Come si evince dal nome le riforme settoriali sono invece le misure che puntano a modificare internamente specifici settori di intervento. Come le riforme orizzontali e abilitanti questi interventi puntano a migliorare l’efficienza procedurale e regolatrice.

Come conoscere lo sviluppo del PNRR?

Se un normale cittadino vuole seguire passo per passo lo sviluppo del PNRR e comprendere come l’Italia si sta muovendo in quest’epoca di ristrutturazione economica post-Covid può liberamente accedere al sito italiadomani.gov.it.

Il sito è stato lanciato dal Governo in data 3 agosto 2021 ed è il portale ufficiale del PNNR. Al suo interno è possibile analizzare dettagliatamente tutti i contenuti del Piano, accedere a notizie specifiche, seguire il percorso di attuazione di ogni intervento e visualizzare schede di monitoraggio per ogni intervento.

Si tratta di un’opportunità unica per il cittadino per visualizzare in tempo reale come le risorse economiche ottenute dall’Unione Europea vengono distribuite sul campo, attraverso interventi e riforme che hanno l’unico obiettivo di migliorare il tessuto economico del nostro paese.

 

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