Ransomware: cos’è e come difendersi

08.04.2026 - Tempo di lettura: 5'
Ransomware: cos’è e come difendersi

Con il progresso tecnologico e la crescente digitalizzazione delle attività anche le minacce informatiche negli ultimi anni hanno subito un’evoluzione, diventando sempre più sofisticati e mirati e finendo per colpire non solo grandi imprese e istituzioni, ma anche PMI, professionisti e singoli cittadini.

Tra le minacce più insidiose spiccano i ransomware, un tipo di malware progettati per bloccare l’accesso ai dati e chiedere un riscatto per ripristinarli. Il fenomeno si è intensificato sia in termini di frequenza che di gravità, con danni economici che, secondo l’ultimo report di Cybersecurity Ventures, potrebbero ammontare a 265 miliardi di dollari entro il 2031 con un nuovo attacco ogni 2 secondi.

In questa guida proveremo a comprendere meglio cosa sono i ransomware, come funzionano e soprattutto come prevenirli e difendersi efficacemente.

Cos’è un ransomware: definizione e significato

Il termine deriva dall’unione delle parole inglesi ransom (riscatto) e software, indica infatti un tipo di software malevolo (malware) che limita o impedisce l’accesso ai dati o al dispositivo della vittima, almeno fino a quando non verrà pagato un riscatto per ripristinarli.

Una volta infettato il sistema, il ransomware cripta i file rendendoli illeggibili; l’unico modo per ottenere la chiave di decrittazione che permette di riprendere il controllo dei propri sistemi, è quello di pagare il riscatto richiesto dai cybercriminali.

Il ransomware è un tipo specifico di malware, ma non tutti i malware sono ransomware. A differenza di altri malware, come i trojan, virus o spyware che puntano a danneggiare un sistema rubando informazioni in maniera silenziosa, il ransomware sequestra i dati della vittima e ha un impatto immediato e visibile: blocca l’operatività e mette la vittima sotto pressione emotiva ed economica. Lo scopo principale è l’estorsione di denaro.

Come funziona un ransomware

La prima fase di un’infezione da ransomware prevede l’infiltrazione del malware nel sistema, sfruttando tecniche come allegati infetti, link fraudolenti o vulnerabilità nei software non aggiornati. Dopo essersi installato, il ransomware cripta i file rinominandoli spesso con estensioni particolari o inserendo messaggi nei nomi stessi. Al termine dell’operazione compare una schermata o un file di testo con le sembianze di un avviso di sicurezza contenente le istruzioni per pagare il riscatto in cambio di una chiave di decrittazione per sbloccare tutti i contenuti. Le somme sono in genere abbastanza elevate; il riscatto viene richiesto in criptovalute come per esempio Bitcoin, difficili da tracciare.

I criminali informatici forniscono alle vittime tutte le indicazioni per il pagamento un attraverso canali di comunicazione anonimi (come un indirizzo e-mail su servizi cifrati o un sito sul dark web) e offrono anche spazi per la negoziazione. Il pagamento, però, non sempre garantisce il recupero dei dati.

Come si diffonde un ransomware

Le modalità di diffusione di un ransomware sono molteplici. Ecco le principali.

  • E-mail di phishing con allegati malevoli; una delle principali vie d’ingresso è il phishing, tramite e-mail che sembrano provenire da fonti affidabili (un collega, un familiare, un istituto di credito, etc.) ma che in realtà contengono file infetti.
  • Link ingannevoli e siti compromessi: anche link a siti web compromessi sfruttando le vulnerabilità del browser possono veicolare ransomware. Si tratta dei cosiddetti “drive-by download” ovvero lo scaricamento di file eseguibili all’insaputa dell’utente. In questo caso la vittima verrà indirizzata sul sito infetto (camuffati da siti attendibili originali) attraverso banner pubblicitari o pulsanti che la invitano a cliccare. A quel punto scatta il download del malware.
  • Vulnerabilità dei sistemi e software obsoleti: i ransomware sfruttano frequentemente bug e falle di sicurezza nei sistemi operativi o nei software non aggiornati. Un esempio è il celebre attacco WannaCry del 2017, che sfruttando una vulnerabilità dei sistemi Windows, colpì oltre 200 mila computer in più di 100 paesi, paralizzando ospedali, aziende e altre organizzazioni.
  • Attacchi a infrastrutture cloud o a RDP (Remote Desktop Protocol), ovvero un protocollo che consente agli utenti di connettersi e interagire con il desktop di un altro computer da remoto. Con la diffusione del lavoro da remoto, sono aumentati gli attacchi che sfruttano servizi di RDP mal configurati e non protetti o cloud non abbastanza sicuri. I computer con RDP sono infatti esposti in rete e più soggetti ad attacchi mirati ad ottenere le credenziali di accesso tramite le quali i criminali informatici potranno eseguire varie operazioni, come ad esempio l’introduzione di un ransomware.

L’impatto degli attacchi ransomware

Le conseguenze di un attacco possono avere effetti devastanti su più livelli.

  • Danni economici: oltre al costo del riscatto richiesto per ripristinare l’accesso ai propri dati e sistemi, con cifre che possono raggiungere milioni di dollari, molte organizzazioni devono far fronte anche alle spese necessarie per il riavvio dei sistemi, la pulizia del malware e la risoluzione delle vulnerabilità. Senza contare che i fermi operativi e il conseguente blocco delle attività produttive può comportare una significativa perdita di entrate e di clienti.
  • Danni reputazionali: un attacco ransomware può danneggiare seriamente l’immagine di un’organizzazione, portando a una perdita di fiducia da parte dei clienti e dei partner.
  • Conseguenze legali: la perdita di dati sensibili, come informazioni personali o dati finanziari, può avere conseguenze legali molto serie a cui vanno aggiunte costosissime multe per violazione del GDPR.

I settori più colpiti sono quelli della sanità, della pubblica amministrazione e delle PMI. In particolare, secondo il rapporto ENISA Threat Landscape for Ransomware Attacks 2022 l’industria sanitaria resta quella più esposta ad attacchi ransomware, seguita da servizi di informazione ed enti governativi. Inoltre, secondo il Rapporto Clusit 2026, in Italia il 22% degli attacchi registrati nel 2025 rientra nella categoria dei malware.

Come difendersi da un attacco ransomware

Proteggersi dalle minacce ransomware è possibile. La parola d’ordine è prevenzione attraverso l’adozione di alcune misure precauzionali che possono includere:

  • Backup regolari e testati: il backup periodico e frequente dei dati, ovvero copie funzionanti e aggiornate dei propri file, su un dispositivo o su cloud resta la strategia più efficace; in caso di attacco ransomware sarà così possibile ripristinarli.
  • Aggiornamenti software e patch di sicurezza: mantenere sistemi e applicazioni aggiornate è fondamentale. Le patch di sicurezza evitano falle e vulnerabilità che i cybercriminali possono sfruttare per accedere ai sistemi.
  • Autenticazione a più fattori: l’autenticazione multifattoriale garantisce ai soli utenti autorizzati l’accesso ai sistemi. L’MFA funziona attraverso un meccanismo che richiede non solo la password ma un’ulteriore verifica tramite l’uso di un dispositivo secondario come un codice monouso (OTP) inviato per e-mail o SMS, un’app su un dispositivo mobile, la propria impronta digitale o il riconoscimento facciale. Questo riduce significativamente il rischio che un hacker possa accedere a un account e-mail anche se ne ha ottenuto la password.
  • Formazione e sensibilizzazione: molti attacchi ransomware iniziano da un click sbagliato, sono dovuti cioè a un errore umano. È importante per questo creare una cultura della sicurezza e educare l’utente a riconoscere un attacco ransomware tramite training periodici.

Come prevenire un ransomware con gli strumenti giusti: TeamSystem Cybersecurity

Oltre alle buone pratiche, per prevenire ransomware serve un’infrastruttura difensiva moderna e completa che preveda l’adozione di software avanzati che aiutano aziende e organizzazioni a gestire la sicurezza informatica in modo semplice ed efficace, riducendo i rischi di attacchi cyber. È il caso di TeamSystem Cybersecurity, un software di sicurezza progettato e pensato su misura per Piccole e Medie imprese, Big Corporate e Studi professionali. Il software offre una protezione completa dalle minacce informatiche.
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  • analisi del dominio aziendale: il servizio permette di controllare se il dominio aziendale ha subito attacchi o se presenta vulnerabilità che potrebbero mettere a rischio clienti e attività.
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