Come e quando gestire il collegamento POS – RT

Autore: Redazione
 - Ultimo aggiornamento: 27.05.2026
Tempo di lettura: 3'
Come e quando gestire il collegamento POS – RT

Dal 2026 i dati di pagamenti e scontrini elettronici viaggiano insieme: conoscere tempi e regole per il corretto collegamento tra POS e Registratore Telematico è fondamentale per la gestione delle attività

Dal 1° gennaio 2026 è entrato in vigore il nuovo obbligo di collegamento tra registratori telematici e POS, fisici e virtuali.

I dati di pagamenti e scontrini elettronici devono viaggiare insieme e questa unione si è concretizzata con le procedure di abbinamento approdate sul portale dell’Agenzia delle Entrate lo scorso marzo.

La novità entra a pieno regime nella gestione delle attività: dai ristoranti ai negozi, passando per le strutture ricettive.

Una panoramica delle regole da seguire e sui tempi da rispettare per ogni nuova attivazione o variazione.

Collegamento tra POS e Registratore Telematico: istruzioni sul nuovo obbligo

Così come modificato dalla Manovra 2025, l’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo n. 127 del 2015 prevede che lo strumento hardware o software mediante il quale sono accettati i pagamenti elettronici debba essere “sempre collegato allo strumento mediante il quale sono registrati e memorizzati, in modo puntuale, e trasmessi, in forma aggregata, i dati dei corrispettivi nonché i dati dei pagamenti elettronici giornalieri”.

La piena integrazione nasce per favorire i controlli su pagamenti e scontrini elettronici ma si presenta anche come una tutela dalle comunicazioni di irregolarità che possono sorgere da dati errati ricevuti dall’Amministrazione finanziaria.

L’obbligo si inserisce nel panorama normativo che regola la memorizzazione e la trasmissione telematica dei corrispettivi. È questo il punto di partenza per conoscere le istruzioni di riferimento.

Le novità, ad esempio, non riguardano le partite IVA che certificano i corrispettivi esclusivamente tramite le fatture, anche quando il pagamento avviene tramite carte o bancomat. E non toccano neanche i corrispettivi certificati tramite distributori automatici (le cosiddette “vending machine”), la cessione di carburante e le operazioni di ricarica dei veicoli elettrici.

Allo stesso modo non è necessario il collegamento tra POS e registratori telematici nei casi di esonero dall’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica, come ad esempio la vendita di tabacchi e generi di monopolio o le vendite a distanza.

Collegamento tra POS e Registratore Telematico: le indicazioni per le attività miste

Chi, invece, si trova a gestire attività miste è davanti a un bivio:

  • il POS utilizzato per incassare i pagamenti relativi alle operazioni di diversa natura deve comunque essere collegato alla cassa;
  • l’esigenza di connetterlo al registratore viene meno, se si sceglie di dedicare un dispositivo esclusivamente alle transazioni che non rientrano nell’obbligo di collegamento.

Esiste, poi, anche una terza ipotesi, come sottolineano le istruzioni che arrivano direttamente dall’Agenzia delle Entrate: “Se, tuttavia, l’esercente sceglie volontariamente di emettere il documento commerciale per i corrispettivi esonerati, i POS utilizzati per l’incasso elettronico devono essere collegati”.

Collegamento tra POS e Registratore Telematico: le scadenze da conoscere

Chiarite le regole da seguire perché arrivi correttamente il flusso coordinato di dati all’Agenzia delle Entrate, è necessario conoscere anche i tempi da rispettare.

Dopo la prima importante scadenza del 30 aprile scorso, data ultima per connettere tra loro tutti gli strumenti in uso fino al 31 gennaio 2026, si segue una tabella di marcia mobile.

Per le nuove attivazioni o per le variazioni, i gestori hanno a disposizione dal sesto all’ultimo giorno lavorativo del secondo mese successivo alla disponibilità del nuovo strumento utilizzato per incassare i pagamenti elettronici.

Dalla teoria alla pratica, per le attivazioni di aprile i collegamenti dovranno essere stabiliti a giugno, per quelli di maggio entro fine luglio e così via.

Conoscere regole e tempi mette al riparo dal meccanismo sanzionatorio introdotto  dalla normativa che prevede sanzioni fino a 4.000 euro e il rischio di sospensione delle attività per chi non si adegua e non rispetta i nuovi obblighi.

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