Regime Forfettario 2026: il ruolo del Commercialista tra nuove regole e opportunità

10.03.2026 - Tempo di lettura: 5'
Regime Forfettario 2026: il ruolo del Commercialista tra nuove regole e opportunità

Il regime forfettario nel 2026 subirà modifiche significative che finiranno per avere un impatto sia sui Commercialisti che sulle imprese clienti. Con nuove soglie di ricavi e limiti per i redditi da lavoro dipendente, i Professionisti si troveranno a dover affrontare un cambiamento fondamentale nella gestione fiscale delle partite IVA. In questo articolo esploreremo le principali novità in arrivo e quale sarà il ruolo dei Commercialisti nell’affiancare i propri clienti in un periodo di transizione, sfruttando le opportunità offerte da strumenti digitali e software gestionali.

Regime forfettario: come funziona

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato pensato per lavoratori autonomi che vogliono intraprendere una nuova attività o per i Professionisti e gli imprenditori che possiedono i requisiti di accesso. Una Partita Iva in regime forfettario può quindi usufruire di un sistema semplificato che ha l’obiettivo di non gravare con imposte onerose sui lavoratori autonomi senza un grande volume d’affari o sulle piccole imprese.

Tra le caratteristiche principali di un regime forfettario rientrano:

  • l’applicazione del regime di cassa per la determinazione del reddito, ovvero si considerano solo i ricavi o compensi effettivamente percepiti nel periodo d’imposta;
  • la determinazione a forfait dei costi dell’attività, a prescindere da quelli effettivamente sostenuti;
  • l’esclusione da IVA, ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale) e ritenute di acconto;
  • aliquota pari al 15% (5% nei primi 5 anni di attività nel caso di start-up).

Le condizioni fondamentali per accedere e rimanere all’interno del regime forfettario sono il rispetto di determinati limiti di fatturato e spese:

  • limite dei ricavi e dei compensi annui, che nel 2025 era fissato a 000 euro;
  • limite delle spese per personale dipendente o per lavoro accessorio, che nel 2025 era di 20.000 euro;
  • limite dei redditi di lavoro dipendente (o assimilati a quelli di lavoro dipendente) percepiti nell’anno precedente, che nel 2025 non doveva superare i 000 euro.

Regime Forfettario 2026: le novità

Se approvate dalla nuova Legge di Bilancio, le partite Iva in regime forfettario nel 2026 dovranno fare i conti con una serie di novità. La più rilevante consiste nella creazione di una specie di fascia intermedia per chi nel corso dell’anno supera la soglia degli 85.000 euro, ma rimane comunque sotto il limite di 100.000 euro: in questo caso il regime forfettario decade a partire dall’anno successivo, cioè dal 1° gennaio 2026.

Se invece si oltrepassa la soglia di 100.000 euro, la decadenza del regime forfettario avrà effetto immediato con l’obbligo di applicare il regime ordinario a partire dallo stesso momento del superamento e quindi già nel 2025. Al momento restano invece confermate tutte le aliquote e le soglie dell’anno precedente, e l’obbligo di fatturazione elettronica.

Il ruolo del Commercialista

Per verificare la possibilità di rientrare nel regime forfettario 2026, sarà necessario quindi effettuare una serie di controlli sul fatturato realizzato tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025. In questo scenario diventa fondamentale la consulenza di un Commercialista che dovrà provvedere a:

  • calcolare i ricavi e compensi incassati nel corso del 2025 e verificare che non oltrepassino il limite di 85.000 e 100.000 euro;
  • monitorare la presenza di redditi da lavoro dipendente percepiti nel 2025 e accertarsi che il loro ammontare non superi i 35.000 euro;
  • verificare che le spese per dipendenti sostenute nel 2025 non siano superiori alla soglia di 20.000 euro.

Ma i controlli di fine anno includono anche la verifica del rispetto delle cause di esclusione come:

  • lavoro autonomo svolto prevalentemente (oltre il 50% dei compensi) nei confronti del datore di lavoro (o soggetti a esso riconducibili) avuto nei due anni precedenti l’apertura della partita Iva;
  • la partecipazione in società di persone, associazioni professionali o imprese familiari o il controllo di Srl che svolgono attività economiche riconducibili a quella svolta individualmente.

La sottovalutazione dei controlli di fine anno può avere conseguenze significative come accertamenti fiscali e pesanti sanzioni amministrative. Per ridurre il rischio di incorrere in errori di gestione del regime forfettario è quindi indispensabile affidarsi a una consulenza di alto valore, che solo un Commercialista altamente specializzato è in grado di offrire. Il Regime Forfettario 2026 apre dunque nuovi scenari e opportunità, dove il digitale non è più un optional ma è un elemento chiave per migliorare la qualità del servizio.

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  • gestire automaticamente la contabilità e la fatturazione elettronica;
  • integrare dati fiscali e contabili in tempo reale;
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  • prevedere i flussi di cassa;
  • monitorare continuamente le modifiche normative;
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Nello specifico permette di:

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