Consulenti del Lavoro: regole e opportunità dell’AI negli studi

I Consulenti del Lavoro alle prese con l’Intelligenza Artificiale: regole operative e opportunità per rendere più agevole la gestione delle proprie attività
L’Intelligenza Artificiale è ormai entrata a pieno regime nella quotidianità di cittadini, imprese e anche professionisti.
Le opportunità dell’uso di algoritmi intelligenti per la gestione delle proprie attività sono evidenti e, se governati con cura, i sistemi IA diventano una via di semplificazione di lavori di routine.
Così è anche per i Consulenti del Lavoro, che possono utilizzare l’IA per automatizzare le procedure di stesura di documenti, lettere e contratti, così come verificare la corretta elaborazione delle paghe.
L’uso dell’AI va però calibrato con cura, anche alla luce delle regole introdotte dalla legge n. 132/2025 e in vigore dallo scorso mese di ottobre.
Consulenti del Lavoro, l’AI come supporto ma non sostituta del lavoro umano: le regole della legge 132/2025
Partire dalle regole per l’adozione in studio di strumenti di Intelligenza Artificiale è il primo passo utile per valutarne le opportunità.
In tal senso è bene evidenziare che l’articolo 13 della legge n. 132/2025 prevede limiti così come adempimenti informativi specifici nei confronti dei propri clienti.
Sul primo punto, per quel che riguarda l’uso dell’IA nell’ambito delle professioni intellettuale è stabilito che questa potrà essere utilizzata esclusivamente per attività strumentali e di supporto, lasciando in ogni caso prevalente il lavoro intellettuale.
Ai sensi dell’art. 2232 c.c., l’unico garante giuridico resta il Consulente. Se l’IA commette un errore di calcolo o normativo, la responsabilità civile e disciplinare ricade interamente sul professionista. La valutazione critica e la decisione finale non sono derogabili: è il Consulente a fornire il giudizio.
Due quindi i criteri generali che guidano l’adozione di sistemi intelligenti nell’attività di consulenza:
- strumentalità e subalternità rispetto alla prestazione professionale;
- centralità della persona: è il professionista il responsabile dell’esecuzione dell’incarico ricevuto.
Uso dell’AI: informativa ai clienti
L’AI è quindi per legge un’assistente, e non una sostituta, del lavoro umano. La sua adozione deve inoltre essere trasparente. Cosa significa nella pratica?
La norma prevede l’obbligo di indicare al cliente l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nell’ambito dell’attività professionale. Dal 10 ottobre 2025 è scattato l’obbligo di fornire adeguata informativa alla clientela, in forma scritta e in modo chiaro e completo.
L’informativa, che aggiorna i mandati professionali, dovrà:
- informare sulla possibilità per il professionista di avvalersi di sistemi di Intelligenza Artificiale a supporto della propria attività;
- garantire che l’uso dell’IA avverrà esclusivamente per lo svolgimento di attività strumentali e di supporto all’attività professionale, la quale resta contraddistinta dalla prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione d’opera;
- utilizzare un linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo per informare sui sistemi di Intelligenza Artificiale utilizzati.
L’obbligo di informativa non va però inteso come un mero adempimento formale, bensì come una garanzia di trasparenza nei confronti del cliente, a tutela del rapporto e dell’affidabilità della propria attività di consulenza.
Oltre all’informativa professionale, resta fondamentale verificare la conformità dei sistemi IA alla normativa sulla tutela dei dati personali, evitando l’immissione di dati sensibili in piattaforme non protette.
Le indicazioni del Consiglio Nazionale
Sui criteri da seguire per un uso appropriato dei sistemi IA nello studio, alcune utili indicazioni per punti sono state fornite dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro.
Nello specifico, con l’informativa pubblicata il 6 ottobre 2026 le raccomandazioni agli iscritti sono le seguenti
- utilizzare l’intelligenza artificiale esclusivamente come strumento di supporto;
- garantire trasparenza informativa nei confronti dei clienti, redigendo comunicazioni chiare e tracciabili;
- mantenere il pieno controllo dei processi decisionali, riservando al lavoro intellettuale e alla responsabilità personale il ruolo centrale;
- aggiornarsi costantemente sulle evoluzioni normative e tecnologiche, adottando protocolli interni coerenti con i principi di trasparenza, sicurezza, correttezza e affidabilità.
Le opportunità dell’AI per i Consulenti del Lavoro: automazione e controllo
Delineata la cornice degli obblighi, quali sono nel concreto le opportunità dell’IA e le aree in cui può essere integrata?
Il primo aspetto da valutare riguarda la gestione dei documenti. L’uso di algoritmi intelligenti può rendere più agevole organizzare e utilizzare gli archivi in proprio possesso relativamente a informazioni legali, circolari interne così come casistiche pratiche pregresse. L’IA può permettere, ad esempio, di effettuare disamine veloci e semplificate di normativa, prassi e casi pratici partendo dalla documentazione già in possesso dello studio.
Oltre all’assistenza nelle attività di studio e analisi, l’IA può diventare un valido supporto nelle attività di amministrazione del personale, grazie all’automazione di calcoli complessi (ad esempio per le detrazioni, i conguagli e il TFR), ma anche per la verifica della corretta elaborazione di paghe e cedolini.
Gli algoritmi intelligenti consentono inoltre di velocizzare la redazione e il controllo di documenti legali, quali contratti, lettere di sollecito o risoluzioni. Nell’ambito della contrattualistica, è ad esempio possibile richiedere un confronto rispetto ai criteri generali previsti dai CCNL di riferimento.
Sul fronte normativa, è possibile utilizzare gli strumenti di AI per rendere più immediata l’analisi di testi di legge, circolari e note dei diversi Enti.
Questi sono solo alcuni degli esempi di come è possibile trasformare l’Intelligenza Artificiale in un’assistente del proprio lavoro. Resta fermo però quanto già detto: nessun algoritmo può sostituire il lavoro intellettuale umano.