Rating aziendale: cos’è e come migliorare quello della tua impresa

Autore: Redazione
 - Ultimo aggiornamento: 10.07.2026
Tempo di lettura: 7'
Rating aziendale: cos’è e come migliorare quello della tua impresa

Il rating finanziario misura la capacità di un’impresa di rimborsare i propri debiti. Per questo motivo, monitorare con continuità i propri indicatori economici, patrimoniali e finanziari non rappresenta un’attività straordinaria, ma una componente essenziale della gestione aziendale. Le banche calcolano infatti costantemente il rating delle imprese clienti, combinando dati di bilancio e informazioni qualitative sul settore, sulla governance e sulla storia creditizia.

Un punteggio elevato può favorire l’accesso al credito e a condizioni più vantaggiose, mentre un rating basso può limitare le opportunità di finanziamento. Oltre agli istituti bancari, anche le agenzie di rating elaborano valutazioni sulla base di informazioni quantitative e qualitative, offrendo una fotografia dell’affidabilità finanziaria dell’impresa.

Per diminuire i costi del credito bancario, rafforzare la propria reputazione sul mercato e agevolare l’accesso a strumenti alternativi di finanziamento, è importante conoscere e presidiare i fattori che influenzano il rating. Ma cos’è concretamente questo indicatore? Come viene calcolato e quali azioni può intraprendere un’impresa per migliorarlo e sostenere la propria crescita?

Indice

  1. Cos’è il rating del credito aziendale e perché è importante per le imprese?
  2. Il rating aziendale: come valutare la solidità dell’impresa
  3. Come il rating influenza l’accesso al credito bancario?
  4. Strategie per migliorare il rating aziendale
  5. Domande frequenti

Cos’è il rating del credito aziendale e perché è importante per le imprese?

Prima di spiegare cos’è il rating aziendale, è bene chiarire perché si tratta di un elemento così prezioso per un’impresa: con un rating elevato è possibile accedere a migliori condizioni di finanziamento, laddove invece un punteggio basso può limitare fortemente le opportunità di crescita della medesima azienda, oltre che porla in cattiva luce con clienti e fornitori.

A questo punto, è possibile definire il rating delle aziende come uno strumento di analisi di merito di credito affidabile, al punto da permettere delle solide previsioni sulle oscillazioni dell’impresa; è dunque giusto guardare a un rating imprese alto come a una prova di affidabilità nei confronti di soggetti terzi.

Il rating ha valore legale e viene assegnato da agenzie di rating riconosciute, secondo metodologie proprietarie e in conformità con quanto previsto dal Regolamento (CE) n. 1060/2009. Questo regolamento, unitamente all’autorità preposta, l’ESMA, disciplina le attività delle agenzie di rating del credito, a tutela della trasparenza e dell’indipendenza delle valutazioni.

Le principali agenzie, le cosiddette Big Three, operano anche in Italia e focalizzano la loro attenzione sulle imprese quotate oltre che sul rating dei Paesi; il mercato comprende anche agenzie italiane accreditate, e con focus specifico sulle imprese del nostro territorio, tra cui Modefinance.

Le differenze tra i modelli di calcolo usati restano comunque significative. Il caso classico di impiego del rating è quello fatto da un istituto bancario in procinto di valutare un prestito a un’azienda: il calcolo potrà essere eseguito dalla banca stessa o da un’agenzia di rating indipendente. In base al risultato, si valuteranno condizioni, importo e durata del finanziamento. Il report relativo alla quota di mercato (market share ESMA) offre un utile quadro d’insieme sulle agenzie attive in Europa, con dati anche sullo scenario italiano.

Il rating aziendale: come valutare la solidità dell’impresa

Vediamo ora, a livello generale, come viene effettuato il calcolo del rating aziendale. Si tratta di un’operazione molto complessa, che prevede sia analisi quantitative, a partire dai bilanci, sia analisi qualitative, prendendo in considerazione il mercato in cui opera l’impresa, la sua evoluzione storica e via dicendo.

Sono tanti e diversi i fattori che concorrono a comporre il rating finale: non stupisce quindi che le più avanzate agenzie di rating, come per esempio Modefinance, abbiano sviluppato complesse metodologie proprietarie che utilizzano algoritmi di AI. A questo punto vale dunque la pena vedere quali sono le tecniche a disposizione dell’impresa per migliorare il proprio rating del credito e mantenerlo alto.

Come il rating influenza l’accesso al credito bancario?

Il rating è uno dei parametri principali che le banche usano per decidere se concedere un finanziamento e a quali condizioni. In base alle normative di Basilea, gli istituti calibrano le proprie riserve di capitale sul rischio di ciascun debitore: il rating influisce direttamente sul calcolo della probabilità di default e determina spread, plafond e durata dei finanziamenti.

Un rating basso può far scattare la classificazione come credito deteriorato, con le conseguenze che ne derivano sull’accesso al mercato bancario. Monitorare i propri indicatori finanziari non è quindi un’attività straordinaria: è gestione ordinaria.

Strategie per migliorare il rating aziendale

Come muoversi per mantenere alto il rating di un’impresa? Prima di tutto è bene disporre di uno strumento di controllo efficace come TeamSystem Check Up Impresa, che permette alle aziende di monitorare e gestire efficacemente la loro salute finanziaria, diventando un alleato ideale nella strategia per mantenere o migliorare il loro rating aziendale.

È poi necessario conoscere i principali fattori che influenzano positivamente o negativamente la definizione del rating del credito da parte degli istituti di credito e delle agenzie specializzate, e muoversi successivamente di conseguenza. Si parla dunque di:

  • Evitare gli sconfinamenti: se degli sconfinamenti temporanei riguardanti l’utilizzo dei crediti concessi non costituiscono fattori gravi, degli sconfinamenti continuativi, e quindi superiori ai 90 giorni consecutivi oppure al di sopra dei 180 giorni complessivi, possono essere molto penalizzanti per l’impresa al momento della valutazione del suo merito creditizio;
  • Non saltare nessuna rata: tra i fattori più importanti per avere un rating aziendale alto c’è la regolarità nel pagamento delle rate dei prestiti. È bene quindi evitare di saltare i rimborsi, per non avere a che fare con delle segnalazioni presso la Centrale dei Rischi;
  • Movimentare i conti correnti: tra i comportamenti consigliati per mantenere un rating aziendale di buon livello c’è anche quello di evitare di avere dei conti correnti con saldi negativi per lunghi periodi. Dei prestiti a medio-lungo termine possono essere in questo caso una buona soluzione;
  • Distribuire equamente i crediti a rischio: nel caso di crediti che si riconoscono fin da subito come rischiosi, il consiglio è quello di distribuirli omogeneamente tra i diversi istituti di credito, in modo da assicurarsi dei buoni mandamentali;
  • Valutare con attenzione clienti e fornitori: mantenere una catena del valore equilibrata e finanziariamente solida aiuta a ridurre il rischio di insolvenze, ritardi negli incassi e dipendenze eccessive da singoli partner commerciali. Una gestione attenta delle relazioni con clienti e fornitori contribuisce a rafforzare la stabilità finanziaria dell’impresa e il suo merito creditizio.

Domande frequenti sul rating aziendale

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