Fattura elettronica non pagata: ecco cosa fare

23.06.2023 - Tempo di lettura: 7'
Fattura elettronica non pagata: ecco cosa fare

Come gestire una fattura elettronica non pagata? La fatturazione elettronica, come risaputo, è ormai diventata uno strumento imprescindibile per molte aziende. Grazie alla sua velocità e praticità, permette di gestire in modo efficace tutte le transazioni commerciali, dalla creazione della fattura fino alla ricezione del pagamento.

La sua introduzione, ovviamente, non elimina un annoso problema che le aziende possono riscontrare: il mancato pagamento. Infatti, non sempre tutte le fatture vengono pagate tempestivamente, generando non pochi problemi di liquidità per le aziende. Ecco una mini-guida con le indicazioni per gestire al meglio una fattura non pagata.

Quando una fattura si considera non pagata?

Prima di inoltrarci nella nostra mini-guida analizziamo il terreno normativo, molto scivoloso, che definisce una fattura non pagata. Spesso, si utilizza la locuzione “fattura scaduta” per identificare una fattura non pagata. Benché il campo semantico faccia intendere un’associazione tra le due locuzioni, in realtà esiste una sottile differenza tra le definizioni.

Una fattura non pagata oltre il termine previsto il pagamento (indicato in fattura) è senz’altro una fattura scaduta, ma il ragionamento inverso non è valido. Infatti, un ipotetico creditore potrebbe emettere una fattura in data 31/01/2023 con scadenza a 30 gg. Alla data del 20/03/2023, in caso di fattura non saldata, si può senz’altro parlare di “fattura scaduta”, anche se la stessa potrebbe essere stata pagata nello stesso giorno (in ritardo rispetto alla scadenza). Quindi, in poche parole, il superamento della data di scadenza non pregiudica il pagamento della fattura stessa. Tale distinzione è importante per capire quando è bene procedere con un’azione giudiziale o meno.

Monitoraggio costante dello stato delle fatture

La prima cosa da fare per gestire le fatture elettroniche non pagate è monitorare costantemente lo stato delle fatture stesse. Questo significa controllare regolarmente se le fatture emesse sono state pagate o meno e se ci sono eventuali ritardi o problemi nella consegna delle fatture. Come visto prima, una fattura potrebbe essere scaduta ma venire ugualmente saldata con qualche settimana di ritardo, magari a causa di problemi di liquidità momentanei del debitore.

Fattura non pagata: sollecito, messa in mora e diffida

Se le fatture non vengono pagate entro la data di scadenza e nemmeno nelle settimane immediatamente successive, allora il creditore può muoversi inizialmente attraverso solleciti informali, come una mail ordinaria o una telefonata. Se anche queste operazioni non portano ai risultati sperati allora si passa all’invio di comunicazioni per intimare il pagamento al cliente.

Solitamente in questi casi è bene avvalersi di un avvocato o di una società di recupero crediti per muoversi nel modo più corretto. In questo modo, si evitano ritardi ancora maggiori e si incentiva il cliente a pagare tempestivamente. Le principali azioni da attivare in queste circostanze sono la messa in mora o la diffida formale, da inviare con lettera scritta (tramite raccomandata con ricevuta di ritorno) oppure con PEC.

Fattura non pagata: il decreto ingiuntivo

Se i solleciti informali e le comunicazioni più formali non producono i risultati sperati allora è opportuno muoversi attraverso un decreto ingiuntivo. Si tratta di un atto giudiziario, previsto dal codice di procedura civile (articoli 633 e seguenti), con il quale il giudice, previa richiesta del creditore, impone al debitore il pagamento di una somma di denaro, nel nostro caso specifico il pagamento del credito legato alla fattura.

Con il decreto ingiuntivo il creditore è tenuto a fornire tutta la documentazione che attesta l’esistenza del credito. Dopo la valutazione del giudice, al debitore viene notificata un’ingiunzione, attraverso la quale ha 40 giorni di tempo per saldare il debito. Il debitore, dal canto suo, può agire in due modi: ammettere il credito esistente e impegnarsi per saldarlo oppure opporsi chiedendo l’annullamento dell’ingiunzione. In questo secondo caso la risoluzione viene risolta in tribunale.

Fattura non pagata: esecuzione forzata e pignoramento

Se anche attraverso il decreto ingiuntivo non si ottiene il saldo della fattura non pagata, allora il creditore può agire attraverso l’esecuzione forzata, quindi il pignoramento dei beni del debitore.

Tale azione, gestita dal giudice e dal tribunale, viene preceduta dal cosiddetto “atto di precetto”, ovvero una comunicazione con la quale si avvisa il debitore dell’azione imminente se il debito non viene saldato in 10 giorni.

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