Cash flow, budget di tesoreria e DSCR: nuove sfide per Imprese e Commercialisti

04.11.2020 - Tempo di lettura: 5'
Cash flow, budget di tesoreria e DSCR: nuove sfide per Imprese e Commercialisti

Del nuovo Codice della Crisi di Impresa e dell’Insolvenza è difficile non aver sentito parlare almeno una volta. L’entrata in vigore della nuova normativa è stata posticipata a settembre 2021, ma il blocco delle attività produttive avvenuto a marzo e le nuove chiusure suggeriscono già da ora l’adozione di misure volte a monitorare la salute delle imprese.

E strategie preventive studiate ad hoc in funzione dei flussi di cassa previsti. Due cardini sui quali si impernia tutta la nuova normativa.

Il nuovo codice si fonda sull’introduzione di un sistema di allerta volto a individuare precocemente i segnali di crisi. L’attenzione è posta in particolare sulla capacità di generare o assorbire i flussi di cassa (cash flow). È ormai infatti ampiamente riconosciuto che le imprese falliscono per cassa, e non per competenza, e la sola analisi patrimoniale non è in grado di rilevare le problematiche di conversione delle attività nella liquidità necessaria a coprire gli impegni inderogabili. Alle imprese è richiesto pertanto di monitorare a cadenza trimestrale la propria condizione di liquidità prospettica su un orizzonte temporale di 6 mesi al fine di adottare per tempo strategie di risanamento qualora emergessero segnali difficoltà.

A tal fine, tra gli strumenti che le imprese hanno per valutare l’andamento previsionale della liquidità i più efficaci risultano:

  • Il cash flow o rendiconto finanziario
  • Il budget di tesoreria
  • Il calcolo del DSCR

Il rendiconto finanziario

Il rendiconto finanziario è il documento che riepiloga e classifica i flussi di cassa indicando quali situazioni aziendali li hanno determinati. In altre parole, serve a comprendere quanto “cash” è entrato e uscito dai conti correnti, e quali sono i fattori che hanno determinato le variazioni del saldo di cassa di due esercizi consecutivi.

La redazione del rendiconto finanziario ha rappresentato per anni un’informativa volontaria e solo a partire dal 2016 è divenuto obbligatorio per i bilanci OIC-compliance redatti in forma ordinaria. Ad oggi rappresenta un documento assolutamente imprescindibile in quanto indica la disponibilità di denaro dell’azienda stessa, e soprattutto mostra quanto questa disponibilità fluttua nel tempo.

La redazione del rendiconto finanziario può avvenire attraverso due modalità:

  • il Metodo Diretto, in cui è necessario tener traccia di tutti i movimenti su incassi e uscite, classificandoli successivamente per la loro natura;
  • il Metodo Indiretto, che parte dall’Utile Netto (via via rettificato eliminando tutto ciò che ha natura non monetaria) fino a giungere alla determinazione precisa di incassi ed esborso.

La redazione del rendiconto finanziario attraverso il metodo diretto può risultare piuttosto complicata. La maggior parte delle imprese infatti non dispone di una struttura organizzativa della tesoreria tale da conciliare i movimenti registrati sugli estratti conti bancari con le voci di bilancio. Il metodo indiretto consente invece di redigere il rendiconto finanziario a partire dal Conto Economico e dallo Stato Patrimoniale.

Con Check Up Impresa è possibile ottenerlo automaticamente scaricando i bilanci direttamente dalla Camere di commercio, dai gestionali TeamSystem o caricandoli manualmente in formato excel o xbrl.

Il budget di tesoreria

Il budget di tesoreria fornisce una stima dei flussi finanziari futuri in entrata e uscita su un orizzonte temporale di pochi mesi. Il CNDCEC suggerisce un orizzonte temporale di 6 mesi.
Un approccio possibile per la redazione di un budget di tesoreria a sei mesi è quello di suddividere le entrate ed uscite future per natura, ossia:

  • Disponibilità di cassa inziali
  • Entrate e uscite operative dei 6 mesi successivi
  • Entrate e uscite da disinvestimenti/investimenti dei 6 mesi successivi
  • Entrate e uscite finanziarie dei 6 mesi successivi
  • Altre entrate ed uscite dei 6 mesi successivi

Il DSCR: cos’è e come si calcola

Tra gli strumenti di monitoraggio individuati dal documento in bozza emesso dal CNDCEC “Crisi d’impresa – Gli indici dell’allerta del 20 ottobre 2019, la verifica della sostenibilità finanziaria nel breve periodo viene valutata attraverso il DSCR.

Il Debt Service Coverage Ratio (DSCR) è un indice che evidenzia la non sostenibilità del debito nei sei mesi successivi o nel periodo di riferimento attraverso i flussi finanziari liberi al servizio dello stesso. A differenza del leverage, il DSCR misura la capacità dell’impresa di ripagare i debiti finanziari non in maniera teorica, ma in relazione ai flussi di cassa previsti nell’orizzonte temporale considerato (che, come suggerito dal CNDCEC, corrisponde a sei mesi).
Vediamo come si può calcolare il DSCR.

Primo approccio: il DSCR deriva da un budget di tesoreria

Un budget di tesoreria redatto dall’impresa, che rappresenta le entrate e le uscite di disponibilità liquide attese nei successivi sei mesi. Si ottiene rapportando le risorse finanziarie al servizio dei debiti finanziari alle uscite per rimborso dei debiti finanziati.

La formula, in termini aritmetici, è la seguente:

Numeratore = Giacenze iniziali di cassa + entrate di liquidità previste nei prossimi 6 mesi uscite di liquidità previste nei prossimi 6 mesi, ad eccezione dei rimborsi dei debiti finanziari posti al denominatore
/
Denominatore = Pagamenti per il rimborso dei debiti finanziari [la quota capitale, relativa a debiti verso banche e altri finanziatori, contrattualmente da rimborsare nel periodo] dei sei mesi successivi

Secondo approccio: il calcolo del DSCR come rapporto tra i flussi di cassa

Si tratta dei flussi di cassa complessivi liberi al servizio del debito attesi nei sei mesi successivi ed i flussi necessari per rimborsare il debito non operativo che scade negli stessi sei mesi.

La formula, in termini aritmetici, è la seguente:

Numeratore = Flussi finanziari derivanti dall’attività operativa – Flussi derivanti dal ciclo degli investimenti + Disponibilità liquide iniziali + Le linee di credito disponibili che possono essere usate nell’orizzonte temporale di riferimento
/
Denominatore = Pagamenti previsti, per capitale ed interessi, del Debito finanziario
+ Debito fiscale comprensivo di sanzioni ed interessi, non corrente e cioè debito il cui versamento non è stato effettuato alle scadenze di legge (e pertanto è o scaduto ovvero oggetto di rateazioni), il cui pagamento, anche in virtù di rateazioni e dilazioni accordate, scade nei successivi sei mesi
+ Debito contributivo, comprensivo di sanzioni ed interessi, non corrente e cioè debito il cui versamento non è stato effettuato alle scadenze di legge (e pertanto è o scaduto ovvero oggetto di rateazioni), il cui pagamento, anche in virtù di rateazioni e dilazioni accordate, scade nei successivi sei mesi
+ Debito nei confronti dei fornitori e degli altri creditori il cui ritardo di pagamento supera i limiti della fisiologia. Nel caso di debito derivante da piani di rientro accordati dai fornitori/creditori, rileva la parte di essi, comprensiva dei relativi interessi, che scade nei sei mesi

Il risultato deve essere superiore ad 1, in caso quanto in caso contrario il cash flow operativo generato non è in grado di soddisfare gli impieghi finanziari a servizio del debito nel periodo considerato, evidenziando situazioni di tensione finanziaria con possibili difficoltà nel rimborso del debito.

Il monitoraggio di cash flow, budget di tesoreria e DSCR rappresenta una leva importante per il controllo del business. Dopotutto, il fatturato è vanità, il profitto è salute, la cassa è realtà!

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