Cos’è e cosa finanzia il Voucher Doppia Transizione 2026

Il Voucher Doppia Transizione 2026 è il nuovo strumento previsto per supportare le aziende mediante il finanziamento dei loro progetti di innovazione digitale e sostenibilità ambientale.
L’iniziativa è gestita e promossa da Unioncamere, attraverso la rete dei “Punti Impresa Digitale – PID delle Camere di commercio”, e rappresenta la prima edizione organizzata a livello locale ma secondo un quadro nazionale comune.
Il programma ha risorse complessive per circa 150 milioni di euro e sarà operativo nel triennio 2026-2029; queste risorse potranno essere integrate con dei rifinanziamenti accordati dalle singole regioni al sistema Unioncamere.
Per poter partecipare occorre, nell’ordine:
- compilare l’ “assessment obbligatorio”, un vero e proprio test gratuito di autovalutazione della maturità digitale messo a disposizione dai Punti Impresa Digitale e accessibile dal sito istituzionale dedicato; per accedere all’agevolazione dovrà essere completato nei tre mesi precedenti la presentazione della domanda. L’azienda lo deve considerare un adempimento importante in quanto i risultati potranno essere utilizzati per valutare la coerenza tra i fabbisogni rilevati e il progetto di investimento proposto effettivamente;
- successivamente, occorrerà accedere alla piattaforma ReStart di InfoCamere per predisporre la pratica, compilare i dati e caricare la documentazione. La precompilazione non è la presentazione ufficiale della domanda e non attribuirà alcuna priorità. L’ordine cronologico verrà determinato dal momento dell’effettivo invio, effettuato durante il periodo di apertura stabilito dalla propria Camera di commercio;
- infine, occorrerà presentare la domanda ufficiale e definitiva attraverso il sito istituzionale messo a disposizione dalla propria Camera di Commercio.
Che cos’è il Voucher Doppia Transizione 2026
Il voucher denominato “Doppia Transizione 2026” prevede un contributo a fondo perduto, concesso in regime “de minimis”, destinato a finanziare le spese sostenute dalle aziende per quanto segue:
- acquistare e implementare tecnologie digitali avanzate;
- migliorare la sostenibilità dei processi aziendali;
- acquisire consulenze specialistiche;
- formare il personale sulle nuove tecnologie;
- realizzare progetti coerenti con gli obiettivi del Piano Transizione 5.0.
I contributi a fondo perduto potranno arrivare fino al 70% delle spese sostenute e ad un importo massimo di 10.000 euro per singola azienda.
I dettagli gli importi, ivi compresi percentuali e investimenti minimi, devono però essere verificati nel bando della Camera di commercio competente rispetto alla sede nella quale l’azienda interessata svolge l’attività.
Questo aspetto è fondamentale.
Non si avrà un’applicazione omogenea in tutta Italia. Il finanziamento delle risorse e il quadro normativo generale sono nazionali, mentre ciascuna Camera di commercio aderente stabilisce autonomamente gli aspetti operativi.
A questo proposito, tra le condizioni essenziali che l’azienda dovrà verificare nel bando pubblicato dalla Camera di Commercio competente, spiccano i termini di apertura e chiusura e l’elenco fornitori cui fare riferimento.
In ordine al primo punto, ovvero alla tempistica di presentazione, già alcune Camere di Commercio hanno iniziato a pubblicare i bandi nel mese di luglio, altre non lo hanno ancora fatto e lo faranno presumibilmente a partire da settembre.
I soggetti beneficiari del Voucher Doppia Transizione 2026 ed i relativi requisiti soggettivi ed oggettivi
Questi contributi a fondo perduto potranno essere richiesti da micro, piccole e medie imprese, a prescindere dal settore economico di riferimento.
È necessario, in particolare, che queste imprese rispettino i seguenti requisiti:
- essere attive e regolarmente iscritte al Registro delle imprese;
- avere la sede legale o un’unità locale nella circoscrizione della Camera di commercio alla quale viene presentata la domanda;
- essere in regola con il pagamento del diritto annuale camerale;
- essere in regola con il DURC;
- rispettare le condizioni previste dal regime “de minimis”;
- non trovarsi nelle ulteriori (eventuali e da definire nello specifico) cause esclusione indicate dal bando territoriale di riferimento.
Le partite IVA in regime forfettario non iscritte al Registro delle imprese, invece, non potranno beneficiare.
In generale, non sono previsti tra i soggetti beneficiari tutti i titolari di partita IVA che non sono iscritti al Registro delle Imprese, ivi compresi i professionisti iscritti agli albi e gli autonomi.
I progetti finanziabili grazie al Voucher Doppia Transizione
Al centro del progetto del Voucher Doppia Transizione ci sono le tecnologie abilitanti, ovvero quelle soluzioni in grado
“di incidere concretamente sull’organizzazione, sulla produttività, sulla sicurezza e sulla sostenibilità dell’impresa”
Di seguito alcuni esempi pratici, forniti per orientare le aziende che hanno in programma investimenti in questi settori:
- sicurezza informatica (“Cybersecurity”) – Gli investimenti aziendali finanziabili col Voucher Doppia Transizione possono essere relativi a strumenti e servizi per proteggere dati, reti, sistemi informatici e infrastrutture aziendali: analisi delle vulnerabilità, sistemi di monitoraggio, protezione degli accessi, gestione delle identità, continuità operativa e sicurezza cloud. Su questi investimenti si segnala un altro strumento di finanziamento interessante e del quale abbiamo già parlato nei giorni scorsi e che si chiama Voucher in Cloud & Cybersecurity.
- Intelligenza Artificiale – Gli investimenti aziendali finanziabili col Voucher Doppia Transizione possono essere relativi anche a strumenti e servizi di Intelligenza Artificiale destinati ad esempio, all’automazione dei processi, all’analisi dei dati, all’assistenza agli utenti, alla manutenzione predittiva o al supporto delle decisioni aziendali.
- Cloud computing – Gli investimenti aziendali finanziabili col Voucher Doppia Transizione possono essere relativi anche a strumenti e servizi per trasferire applicazioni, dati e processi aziendali su infrastrutture cloud, purché l’intervento abbia un’effettiva valenza innovativa e non si limiti alla normale fornitura di servizi informatici.
Tra le altre categorie di spese finanziabili si segnalano quelle relative a ERP, CRM, Big Data e Analytics. In particolare, per i software gestionali ed ERP la tua azienda dovrà verificare se il bando della Camera di Commercio alla quale presenterà la domanda considera ammissibili licenze, personalizzazioni, integrazioni, consulenza e costi di implementazione.
Il Voucher Doppia Transizione può finanziare anche tecnologie e servizi diretti a calcolare e ridurre consumi ed emissioni, migliorare le prestazioni ambientali, adottare e/o implementare modelli ESG.