Cos’è e come funziona un Security Operations Center

05.01.2026 - Tempo di lettura: 5'
Cos’è e come funziona un Security Operations Center

Negli ultimi anni il panorama delle minacce informatiche è diventato sempre più sofisticato costringendo le imprese a ripensare le strategie per difendersi. In questo contesto il Security Operations Center (SOC) diventa il cuore della sicurezza aziendale attraverso la prevenzione, l’analisi, il rilevamento e la risposta tempestiva alle minacce informatiche. Scopriamo cos’è un SOC, come funziona, quali sono i suoi principali componenti e l’importanza del monitoraggio continuo per garantire una difesa efficace contro attacchi sempre più mirati.

Security Operations Center: cos’è

Un Security Operations Center è un centro di comando composto da un team di professionisti qualificati, che si impegnano attraverso il monitoraggio continuo, l’analisi, il rilevamento e una risposta tempestiva alle anomalie, a garantire la sicurezza dei sistemi informativi utilizzati da un’azienda all’interno delle proprie infrastrutture IT: siti, server, reti, app, database, data center, dispositivi endpoint. Lo scopo di un SOC è salvaguardare le strutture digitali di un’organizzazione e assicurare continuità operativa, identificando le minacce informatiche il più presto possibile e minimizzando l’impatto sulla produttività.

Un SOC funziona 24 ore su 24, assicurando il monitoraggio costante dell’intera rete aziendale e consentendo di rilevare in tempo reale attività insolite, anomalie e violazioni e di rispondere alle minacce tempestivamente.
Davanti a attacchi informatici basati sull’adozione di tecnologie moderne come l’AI (Intelligenza Artificiale) e perciò sempre più efficienti, mirati e difficili da rilevare, il SOC si rivela un prezioso alleato in grado di anticipare le mosse degli avversari grazie agli aggiornamenti continui sulle nuove vulnerabilità e gli attacchi informatici più sofisticati. A beneficiarne è la resilienza operativa digitale, ovvero la capacità di un’organizzazione di prevenire, resistere, adattarsi e riprendersi in modo efficace da interruzioni operative causate da incidenti come gli attacchi informatici. I vantaggi sono molteplici:

  • rilevamento delle minacce più rapido ed efficace;
  • risposta più tempestiva ed economica;
  • politiche di sicurezza migliorate;
  • consolidamento della reputazione aziendale;
  • maggiore fiducia dei clienti;
  • garanzia di conformità alle normative sulla privacy di settore (GDPR, ISO o NIS2) che richiedono espressamente l’adozione di misure di sicurezza tecniche e organizzative adeguate, come il monitoraggio continuo e la capacità di gestione degli incidenti.

Componenti e architettura di un SOC

I principali ruoli all’interno di un team SOC sono quelli di:

  • analisti della sicurezza, che rilevano le minacce, le classificano assegnando loro delle priorità e identificano gli utenti e le infrastrutture interessate dall’incidente;
  • SOC manager, che ha il compito di coordinare e supervisionare tutte le operazioni di sicurezza;
  • rilevatori di minacce, figure specializzate nel rilevamento e nel contenimento delle minacce più avanzate e delle loro varianti.

Le funzioni di un SOC includono procedure di rilevamento, gestione e risposta agli incidenti attraverso tecnologie automatizzate o manuali come:

  • soluzioni SIEM (Security Information and Event Management), strumento centrale del SOC che raccoglie e analizza dati da molteplici fonti, correlandoli tra loro per identificare attività sospette come tentativi di accesso non autorizzati ai server;
  • sistemi di Threat intelligence, feed esterni o interni che forniscono informazioni su nuove minacce e vulnerabilità specifiche;
  • sistemi di automazione, orchestrazione e risposta alla sicurezza (SOAR), un software che consente ai team SOC di integrare e coordinare strumenti di sicurezza in un unico ambiente, automatizzare le attività ripetitive e semplificare le operazioni di risposta agli incidenti.

Security Operations Center: come funziona

Ma cosa fa un SOC? Le attività del SOC si possono racchiudere nei seguenti processi.

  • Monitoraggio continuo 24 ore su 24 della sicurezza dell’intera infrastruttura aziendale: il team usa strumenti capaci di scansionare la rete (server, software di sistema, workload cloud, dispositivi, traffico) alla ricerca di qualsiasi attività sospetta.
  • Rilevamento delle anomalie e gestione degli alert. Ogni volta che viene rilevata una minaccia, entra in azione un sistema di alert, che avvisa automaticamente il SOC. Ma non tutti gli avvisi generati sono uguali: per questo il team dovrà controllare e verificare ogni alert per evitare falsi allarmismi che rischiano di far perdere tempo o di interrompere inutilmente il flusso di lavoro.
  • Analisi e classificazione degli eventi. Una volta identificate e distinte le minacce reali dalle false segnalazioni, il team SOC si impegna a capire quanto siano aggressive e a individuare il tipo di minaccia, classificandole in base alla gravità.
  • Risposta e mitigazione degli incidenti. Il SOC si attiva per contenere i danni isolando le aree compromesse, bloccando gli accessi, sospendendo tutte le app o le attività colpite, eliminando i file infetti o danneggiati e rimuovendo il vettore dell’attacco tramite antivirus o antimalware. Seguirà un’indagine interna per capire la causa principale dell’incidente e il suo impatto.
  • Ripristino e reportistica. Dopo la mitigazione dell’incidente e l’eliminazione della minaccia, il SOC deve rimettere in funzione l’intero sistema riportandolo allo stato precedente all’incidente e ripristinando tutte le attività. Successivamente il SOC si impegna a redigere report dettagliati su cosa è accaduto, quando, chi è stato coinvolto, impatto, misure adottate.

SOC interno vs SOC esterno: pro e contro

Esistono diversi modelli di SOC che si possono riassumere in tre categorie principali.

  • SOC interni: l’organizzazione affida il controllo e la gestione della cybersecurity al personale interno. In questo modo avrà un maggiore controllo sul team SOC, ma a fronte di costi più elevati (per infrastrutture tecnologiche, licenze, formazione del personale).
  • SOC esterni: invece di assumere professionisti della sicurezza interni, l’azienda si affida a fornitori di servizi di terze parti, che garantiscono l’accesso a risorse qualificate e a tecnologie più avanzate a costi contenuti.
  • SOC ibridi: combinano risorse interne e esterne garantendo il giusto equilibrio tra governance interna (compliance normativa, garanzia della continuità operativa, Risk Management) e supporto esterno per gli aspetti più tecnici.

TeamSystem Cybersecurity come alternativa o supporto

Soluzioni come TeamSystem Cybersecurity, il software pensato per analizzare, prevenire rischi di attacchi e proteggere e-mail, siti web e infrastrutture digitali dalle minacce informatiche più sofisticate, sono la risposta ideale per affiancare o sostituire un SOC interno. La piattaforma è infatti in grado di offrire alle aziende un supporto specializzato nella gestione della sicurezza e per una protezione completa e costante, anche in assenza di un reparto IT strutturato.

Grazie a strumenti avanzati basati sull’Intelligenza Artificiale, la piattaforma fornisce analisi precise e aggiornamenti costanti, aiutando le aziende a prevenire minacce informatiche e a mantenere elevati standard di sicurezza come richiesto dalla normativa vigente.

I vantaggi includono:

  • monitoraggio continuo e analisi delle vulnerabilità, grazie a strumenti e tecnologie AI-driven che anticipano i rischi e risolvono le criticità prima che diventino minacce reali;
  • protezione personalizzata, grazie a un sistema che analizza minacce e rischi, fornendo soluzioni ad hoc e sempre aggiornate;
  • semplicità d’uso, una soluzione intuitiva, facilmente accessibile, anche senza competenze tecniche, e con raccomandazioni personalizzate.
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