Come controllare la capacità finanziaria aziendale

12.02.2026 - Tempo di lettura: 4'
Come controllare la capacità finanziaria aziendale

Per accedere a una agevolazione di natura finanziaria i bandi e gli avvisi pubblici chiedono normalmente che siano verificati alcuni indici di solvibilità e solidità aziendali.

È molto importante conoscerli bene e saperli calcolare e monitorare all’interno dell’azienda.

Partiamo da alcuni aspetti definitori: cosa si intende per solvibilità e solidità aziendale? I due termini sono sinonimi?

La solvibilità è la capacità dell’azienda di far fronte agli impegni di natura finanziaria che ha assunto nel corso del tempo.

La solidità, invece, è la capacità dell’azienda di porre in essere degli investimenti con le risorse finanziarie di cui dispone.

I due termini non sono quindi sinonimi.

La solvibilità aziendale e il suo monitoraggio

La solvibilità aziendale è la prima grandezza che un’azienda deve avere sotto controllo.

Un’azienda non solvibile, infatti, non è in grado di assolvere agli impegni finanziari assunti e deve capire il motivo di questa sua condizione, che è spia di una crisi che potrebbe essere anche grave.

Ma come si fa a capire se un’azienda è solvibile o no?

In primo luogo, con il calcolo dei margini di solvibilità che è dato dalla differenzia tra la somma delle disponibilità finanziarie e delle disponibilità liquide meno i debiti a breve termine.

Alcuni studiosi e una parte degli addetti ai lavori, più precisamente, distinguono:

  • il margine liquidità secondaria = (Disponibilità finanziarie + Disponibilità liquide) – Debiti a breve termine
  • il margine di liquidità primaria = Disponibilità liquide – Debiti a breve termine

La distinzione è dovuta soprattutto alla volontà di depurare il risultato di questo indice della possibile difficoltà di trasformare in tempi brevi le disponibilità finanziarie (somme in time deposit, conto titoli, ecc.) in liquidità immediatamente spendibile.

Se questi margini sono positivi significa che l’azienda è in grado di adempiere agli impegni finanziari di breve periodo con risorse liquide o finanziarie già disponibili.

Nel caso in cui, invece, questi margini dovessero essere negativi l’azienda avrebbe uno squilibrio da sanare per non risultare inadempiente nei confronti dei vari stakeholders (fornitori, dipendenti, Erario, ecc.).

La solidità aziendale e il suo monitoraggio

La solidità è una caratteristica dell’azienda che ne evidenzia la capacità di finanziare gli investimenti.

Si differenza dalla solvibilità per effetto della variabile temporale.

Infatti, mentre la solvibilità si riferisce normalmente ad un’analisi di breve periodo (massimo 12 mesi), la solidità si riferisce al medio lungo periodo (ovvero oltre i 12 mesi ed entro i 60 per il medio periodo, oltre i 60 mesi per il lungo periodo).

Il calcolo degli indici di solidità aziendale è un passaggio fondamentale dell’analisi finanziaria aziendale, centrale nella gestione ordinaria per avere chiaro quello che è l’andamento aziendale complessivo. Ed è altrettanto importante nel caso dell’analisi di prefattibilità per la finanza agevolata.

I principali indicatori di solidità sono i seguenti:

  • autocopertura delle immobilizzazioni = (Capitale proprio/Totale immobilizzazioni) * 100
  • copertura globale delle immobilizzazioni = (Capitale permanente / Totale immobilizzazioni) * 100
  • indice di disponibilità = Attivo corrente/Debiti a breve termine) * 100

L’interpretazione del risultato di ciascuno di questi indicatori può essere schematizzato come da tabella sottostante:

Risultato indicatore Interpretazione
Indice < 1 Azienda non solida
Indice = 1 Azienda perfettamente solida
Indice > 1 Azienda ottimamente solida

Perché solvibilità e solidità vengono calcolati nell’ambito della presentazione di un progetto di finanza agevolata

Il calcolo e il controllo degli indicatori di solvibilità e solidità sono attività importanti per qualsiasi azienda, a prescindere dalle dimensioni e dalla tipologia di attività svolta.

Ciò a maggior ragione dal 2019, anno in cui è stato introdotto il Codice della Crisi di Impresa e dell’Insolvenza, che ha previsto l’obbligo per tutte le imprese di tenere un assetto contabile, amministrativo e organizzativo adeguato alle dimensioni e alla natura dell’impresa.

Nell’ambito dei progetti di finanza agevolata queste attività assumono ancora maggiore importanza in quanto l’ente di riferimento che gestisce il bando e le risorse finanziarie stanziate – che sia internazionale, nazionale o locale – si pone sempre come obiettivi minimi quelli di:

  • erogare risorse finanziarie solo ad aziende realmente meritevoli e che non si trovano in situazioni patologiche del ciclo di vita imprenditoriale;
  • nel caso in cui le risorse siano erogate sotto forma di finanziamenti agevolati, valutare se vi sia o meno la capacità finanziaria di restituire queste somme. Qualora si riscontrasse preventivamente una possibile incapacità finanziaria – evidenziata dagli indicatori di solidità e solvibilità – l’ente boccerà la domanda dell’impresa, anche qualora il progetto presentato sia valido dagli altri punti di vista (formale, oggettivo e tecnico).
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