Agevolazioni fiscali e finanziarie sull’acquisto di software e hardware

Nel 2026 le piccole e medie imprese, i professionisti e i lavoratori autonomi potranno ottenere delle importanti agevolazioni sull’acquisto di hardware e software.
È un chiaro segnale di politica economica e fiscale: il legislatore comunitario e quello nazionale hanno messo al centro della loro azione i temi della transizione digitale, con particolare riferimento ai temi della ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica, del cloud computing e della cyber security, entrambi strategici per lo sviluppo dell’economia europea e italiana.
Abbiamo recentemente trattato il tema del voucher cloud, una nuova agevolazione introdotta nel 2026, ma ce ne sono anche altre, derivanti dalla legislazione degli anni precedenti.
Ecco una panoramica utile per imprese e professionisti che quest’anno hanno in programma di investire su hardware e software nel 2026.
Il Voucher Cloud del Ministero delle Imprese e del Made in Italy
In un recente approfondimento abbiamo trattato una novità assoluta del 2026: il voucher cloud.
Un contributo a fondo perduto per le piccole e medie imprese e per gli autonomi che vogliono investire in soluzioni hardware e software in ambito cyber security e cloud computing.
L’agevolazione è prevista nel 50% del piano di spesa presentato fino ad un massimo di 20.000,00 euro per singolo piano.
Le spese agevolabili sono quelle collegati alle spese per hardware e software rientranti nell’ elenco contenuto nell’articolo 5 del decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) del 18 luglio 2025:
- soluzioni hardware cybersecurity, quali: firewall; firewall di nuova generazione (NGFW); router/switch; dispositivi di prevenzione delle intrusioni (IPS);
- soluzioni software cybersecurity, quali: antivirus e antimalware; software di monitoraggio delle reti; soluzioni di crittografia dei dati; sistemi di gestione delle informazioni e degli eventi di sicurezza (SIEM); software di gestione delle vulnerabilità;
- servizi cloud infrastrutturali (IaaS) e di piattaforma (PaaS), quali: virtual machine; servizi di storage & backup; network & security (inclusi connettività VPN e servizi DDoS), database;
- servizi Cloud SaaS, quali: software di contabilità; soluzioni per la gestione delle risorse umane (HRM); sistemi di gestione produttività/Workflow (ERP), incluse soluzioni di produttività aziendale integrate con funzionalità di intelligenza artificiale; software per la gestione di contenuti digitali (CMS) ed e-commerce; strumenti per gestire le interazioni con i clienti (CRM) che includono, tra gli altri, i servizi di collaborazione e centralino virtuale (UCC e PABX);
- servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo dei servizi, inclusi i servizi professionali, fatta eccezione per i servizi di formazione. Tali servizi sono ammissibili nella misura massima del 30% del complessivo piano di spesa e devono essere connessi ad uno o più degli altri servizi individuati nel presente elenco.
Dal prossimo 4 marzo sarà aperta la finestra utile per i fornitori di questi servizi che dovranno iscriversi in un apposito elenco gestito dal MIMIT.
Successivamente, lo stesso MIMIT emanerà un decreto con le istruzioni per presentare domanda, con avvio previsto nel mese di maggio di quest’anno.
Il patent box
Le aziende che investono in attività di ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica collegata al software hanno un’altra opportunità importante che è quella relativa al patent box.
Con il patent box è possibile ottenere una extra deduzione fiscale che le aziende possono ottenere sulle spese di investimento in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica.
Immaginiamo, a titolo di esempio, il caso di un’azienda che sviluppi un software, in parte internamente, in parte grazie al supporto di una software house.
Nel momento in cui il software è oggetto di una privativa industriale, per mezzo di registrazione alla SIAE del codice sorgente per esempio, l’azienda avrebbe titolo per poter fruire di questa agevolazione fiscale, abbattendo la base imponibile sulla quale calcolerà le imposte sul reddito da pagare.
Facciamo un esempio pratico.
Si immagini il caso di un’azienda che ha avuto l’idea di creare e sviluppare internamente un software che consente di porre in essere una sentiment analysis sui clienti target del proprio business.
L’azienda ha un progetto triennale che prevede:
- l’impiego di numero 6 dipendenti, operanti nella business unit IT, che nel corso dell’anno si dovranno occupare del progetto, per almeno la metà delle loro ore lavoro;
- l’incarico a una software house che supporti l’azienda nella fase di sviluppo del software e per altre forniture ad esso collegato;
- l’incarico a due ingegneri esterni per il monitoraggio e la rendicontazione del progetto.
Immaginiamo che, per semplicità, il costo del progetto ammonti a 300.000,00 euro complessivi, quindi mediamente 100.000,00 euro all’anno.
Con il patent box l’azienda potrà risparmiare fino a 31.000,00 euro all’anno di imposte nel caso in cui operi come società di capitali (S.r.l. o S.p.A.). Ciò in quanto potrebbe maggiorare fiscalmente questi costi fino al 110% ottenendo risparmi fino al 28% di questa maggiorazione.
È un’opportunità straordinaria di risparmio fiscale che, peraltro, può essere estesa dal software ad altri asset immateriali oggetto di privativa industriale come brevetti, disegni, invenzioni e modelli.
Novità iper ammortamento dal 2026
La Legge di Bilancio per il 2026 – Legge numero 199/2025 – ha previsto il ritorno dell’iper ammortamento, una misura di agevolazione fiscale sugli investimenti in beni strumentali nuovi ed aventi determinate caratteristiche, la cui intensità varia a seconda dell’importo e della tipologia di investimento.
Attraverso l’iper ammortamento è possibile agevolare sia l’investimento in software che quello in hardware.
Tecnicamente si tratta di una variazione in diminuzione della base imponibile su cui si pagano le imposte dirette IRPEF e/o IRES e IRAP.
Soggetti beneficiari sono i soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.
Il relativo costo di acquisizione, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, è maggiorato – delle misure che sono riportate nella tabella sotto – in relazione agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
| Percentuale di maggiorazione | Importo dell’investimento |
| 180% | fino a 2,5 milioni di euro |
| 100% | tra 2,5 e 10 milioni di euro |
| 50% | tra 10 e 20 milioni di euro |
Le maggiorazioni di cui alle tabelle sopra sono riconosciute per gli investimenti in:
- beni materiali e immateriali strumentali nuovi compresi, rispettivamente, negli elenchi di cui agli allegati III-bis e III-ter annessi alla presente legge, interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura;
- beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, destinata all’autoconsumo anche a distanza ai sensi dell’articolo 30, comma 1, lettera a), numero 2), del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta.
I beni devono essere prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo.
Il beneficio è cumulabile con ulteriori agevolazioni finanziate con risorse nazionali ed europee che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che il sostegno non copra le medesime quote di costo dei singoli investimenti del progetto di innovazione e non porti al superamento del costo sostenuto.
La relativa base di calcolo è assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per i medesimi costi ammissibili.
Gli altri strumenti messi a disposizione dal PNRR
Sugli investimenti in hardware e software è possibile avvalersi anche degli ultimi incentivi in arrivo dalla fase finale del PNRR che, salvo proroghe, sarà attivo fino al prossimo 30 giugno 2026.
Nel corso del primo semestre del 2026 si attende, in particolare, la riapertura delle finestre utili per presentare domanda per alcuni bandi e avvisi che prevedono strumenti di finanza agevolata che hanno riscosso grande interesse quali:
- Scoperta imprenditoriale;
- STEP;
- Accordi per l’innovazione.