Rottamazione quinquies 2026, tolleranza parziale per la scadenza del 31 luglio

Autore: Redazione
 - Ultimo aggiornamento: 22.07.2026
Tempo di lettura: 2'
Rottamazione quinquies 2026, tolleranza parziale per la scadenza del 31 luglio

La rottamazione quinquies perde la tolleranza generalizzata di cinque giorni. Per la scadenza del 31 luglio 2026 il margine extra si applicherà solo in caso di pagamento in un’unica soluzione

La rottamazione quinquies si avvia verso la prima scadenza.

Il prossimo 31 luglio 2026 è fissato il termine per il versamento della prima o unica rata dovuta, sulla base della scelta effettuata nella domanda di adesione e tenuto conto di quanto indicato nella Comunicazione delle somme dovute trasmessa dall’Agenzia delle Entrate Riscossione.

La gestione dei pagamenti della nuova definizione agevolata richiede particolare attenzione, alla luce delle regole stringenti in materia di decadenza.

Sul primo appuntamento è necessario focalizzare l’attenzione sul cambio di rotta in materia di tolleranza: i cinque giorni extra rispetto alla scadenza non si applicheranno più in maniera generalizzata.

Rottamazione quinquies, doppio binario sulla tolleranza

La legge di conversione del Decreto Fiscale n. 38/2026 ha introdotto una tolleranza parziale in caso di tardivo versamento delle rate della rottamazione quinquies.

Il termine di cinque giorni, che continua a caratterizzare i pagamenti dell’edizione quater della definizione agevolata, si applicherà solo per la prima e unica rata dovuta e per l’ultima quota del piano di dilazione concesso.

Guardando nello specifico all’imminente appuntamento del 31 luglio 2026, il rinvio del pagamento fino al 5 agosto sarà quindi concesso solo a chi ha scelto di saldare il conto della rottamazione quinquies in un’unica quota.

In tal senso vale la pena ricordare che, nella domanda di adesione alla rottamazione quinquies, è stato possibile optare per il versamento unico o per la dilazione fino a un massimo di 54 rate. Il valore minimo di ciascuna di queste non può però essere più basso di 100 euro, con la conseguenza che esclusivamente in caso di debiti netti pari o superiori a 5.400 euro è di fatto garantita la rateazione piena.

Chi ha scelto la rateizzazione non gode però di alcuna flessibilità rispetto alle scadenze bimestrali, non essendo applicabile la tolleranza di cinque giorni: il mancato versamento entro il 31 luglio assumerà quindi rilievo ai fini della decadenza dal beneficio.

La gestione delle rate alla luce delle regole sulla decadenza

Per i piani rateali, la decadenza definitiva scatta soltanto con l’omesso o insufficiente pagamento di due rate, anche non consecutive.

All’atto pratico quindi, chi ometterà o tarderà il versamento della prima rata del 31 luglio non decadrà automaticamente dalla rottamazione quinquies, ma sarà centrale rispettare la successiva scadenza fissata al 30 settembre.

In sostanza, le regole prevista dalla Legge di Bilancio 2026 consentono al contribuente di restare indietro di una sola delle rate concesse.

Dal punto di vista pratico, è importante evidenziare che – come chiarito nelle FAQ dell’Agenzia delle Entrate Riscossione – i versamenti saranno imputati in ordine cronologico.

In sostanza, se si salta una scadenza il pagamento successivo non andrà a coprire la rata corrente, ma verrà utilizzato dal sistema per sanare il “buco” precedente.

La tolleranza di cinque giorni torna per il pagamento dell’ultima rata

Conoscere a pieno le regole relative alla decadenza è fondamentale per evitare errori di valutazione.

È quindi importante fissare bene in mente che la tolleranza di cinque giorni non è una regola generalizzata per tutte le scadenze.

Come specificato dall’Agenzia delle Entrate Riscossione, tale flessibilità si applicherà anche all’ultima quota del piano di rateizzazione.

Poter contare su questi cinque giorni aggiuntivi per la chiusura del piano rappresenta un margine di sicurezza aggiuntivo, per evitare la decadenza definitiva a causa di un lieve ritardo proprio quando si è ormai in prossimità del traguardo.

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