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BIM

Building Information Modeling

Il BIM e i vantaggi dal punto di vista legale nell’applicazione agli appalti privati: riflessioni

La forza del BIM, come è noto, sta nella condivisione delle informazioni tra tutti i soggetti che intervengono nella realizzazione dell’opera, consentendo di creare un modello condiviso su cui gli operatori coinvolti nella commessa possono intervenire contestualmente, individuando sin da subito le eventuali interferenze che l’intervento di ognuno può avere su quello degli altri, senza dover attendere, quindi, la conclusione del lavoro altrui.

A differenza delle tradizionali metodologie, infatti, con l’approccio BIM, i dati generati già a partire dalla progettazione preliminare possono essere condivisi tra tutti gli operatori tipicamente coinvolti nella realizzazione della commessa.

Tale condivisione delle informazioni relative all’opera sin dal momento in cui questa viene pensata e per tutta la sua vita consente indubbi vantaggi anche nella fase di gestione e di manutenzione.

Il BIM permette, grazie al modello condiviso a disposizione degli operatori, di meglio individuare le interferenze, non solo in fase di progettazione ma anche in fase di gestione e di manutenzione dove vi sia la necessità dell’intervento di più soggetti contestualmente.

Ne deriva che, davanti ad opere complesse e dagli elevati costi di manutenzione, potrebbe risultare conveniente implementare un modello con l’approccio BIM anche per la sola gestione e manutenzione.

Ed invero, difronte ai costi iniziali per l’implementazione del BIM, sia in termini di strumenti che di personale, i benefici che potrebbero derivarne quanto al risparmio nel corso del tempo, potrebbero rivelarsi di gran lunga superiori rispetto all’applicazione dei metodi tradizionali, in cui i dati continuano a rimanere diffusi e non ordinati in un unico ambiente di condivisione (ACdat o CDE che dir si voglia) come nel caso del BIM.

Quindi pensare al BIM, non solo per le opere di nuova realizzazione ma anche per manufatti già esistenti, potrebbe nei prossimi anni rivelarsi come la scelta più indicata per la gestione ordinata dei dati, oltre che conveniente in termini di risparmio di tempo e denaro con significativi risvolti anche per quanto attiene alla massa dei dati “burocratici” dell’appalto e ciò non solo per il settore delle opere pubbliche ma anche per il settore privato.

Il legislatore nazionale con riferimento ai contratti pubblici, ha reso obbligatorio con l’art. 6 del D.M. 560/2017, sin da quest’anno, l’utilizzo dell’approccio BIM per gli appalti relativi alla realizzazione di opere complesse il cui importo sia pari o superiore a 100 milioni di euro.

Tale obbligatorietà, andrà man mano ad estendersi agli affidamenti di valore progressivamente inferiore sino al 2025, quando i metodi e gli strumenti elettronici di cui all’ art. 23 del D.lgs. 50/2016 (leggi BIM) diverranno obbligatori anche per le opere di importo a base di gara inferiore a 1 milione di euro.

Ciò significa che quelle imprese, studi di progettazione ed altri operatori che sino ad oggi partecipavano alle commesse pubbliche, anche di piccole e medie dimensioni, per forza di cosa dovranno adeguarsi e adottare strumenti che consentano loro di lavorare adottando l’approccio BIM se vorranno continuare a lavorare nel settore delle opere pubbliche.

Indubbio che l’investimento fatto per il settore delle opere pubbliche, poi, potrà dagli operatori privati essere fatto fruttare anche nel settore privato.

Questo cosa mai può significare dal punto di vista legale?

Si è visto che l’esperienza, soprattutto estera, di una corretta implementazione di un approccio BIM ha consentito di rilevare statisticamente anche una significativa diminuzione del contenzioso.

La dottrina ha rilevato che l’operare da parte dei soggetti coinvolti su di un modello condiviso che sin da subito offra la possibilità di mettere in evidenza le possibili interferenze, verificare in tempo reale i costi di realizzazione o di manutenzione dell’opera, consente al committente di poter intervenire tempestivamente contenendo i costi di eventuali errori di progettazione o di esecuzione. Per di più consente, sempre in tempo pressoché reale, di verificare il rispetto delle obbligazioni contrattuali. Ne deriva che ciò permette non solo al committente, ma anche agli altri soggetti coinvolti nella realizzazione, gestione o manutenzione dell’opera di offrire al proprio legale informazioni (digitalizzate) precise ed aggiornate.

Questo si traduce per il procuratore in una più efficace possibilità di tutela degli interessi del proprio cliente grazie ad una migliore e più completa disponibilità di informazioni, appunto grazie alla digitalizzazione delle informazioni, con le quali soddisfare all’onere probatorio.

Come già osservato da parte della dottrina, limitare l’uso del BIM alla sola progettazione senza sfruttarlo a pieno ricollegandovi anche informazioni economico giuridiche, potrebbe risultare riduttivo financo non consentire di perseguire quel risparmio e più in generale quei vantaggi che si è visto poter ottenere gestendo tutti i dati, siano essi tecnici, economici o giuridico/legali, collegati alla realizzazione ed alla gestione e manutenzione di un’opera.

La digitalizzazione a cui oggi è arrivato il settore delle costruzioni consente, infatti, di associare ai dati tecnici anche informazioni economiche e giuridico/legali.

Indubbi i vantaggi per il reperimento delle informazioni necessarie alla difesa e tutela dei diritti da parte dei legali siano essi dalla parte dei committenti o degli appaltatori.

Poter reperire tali informazioni accedendo al modello o meglio, all’ambiente di condivisione dei dati appositamente creato per la gestione del modello da parte di tutti i soggetti intervenienti, se correttamente disciplinato contrattualmente, potrebbe ridurre al minimo l’eventualità del contenzioso consentendo di individuare le situazioni di conflittualità, anche potenziale, sul nascere.

Ed infatti, l’art. 2 del D.M. 560 /2017 definisce “ambiente di condivisione dei dati, un ambiente digitale di raccolta organizzata e condivisione di dati relativi ad un'opera e strutturati in informazioni relative a modelli ed elaborati digitali prevalentemente riconducibili ad essi, basato su un'infrastruttura informatica la cui condivisione è regolata da precisi sistemi di sicurezza per l'accesso, di tracciabilità e successione storica delle variazioni apportate ai contenuti informativi, di conservazione nel tempo e relativa accessibilità del patrimonio informativo contenuto, di definizione delle responsabilità nell'elaborazione dei contenuti informativi e di tutela della proprietà intellettuale”

Ciò significa che nell’ambiente di condivisione dei dati sono reperibili tutte le informazioni necessarie ai legali in caso di contenzioso.

Evidentemente, ciò, se applicato al settore immobiliare privato, sia nella fase di costruzione che di gestione e manutenzione di un’opera può tradursi, secondo la comune esperienza, in un risparmio sia di tempo che di denaro, poiché laddove vi sono strumenti che creano chiarezza, minore sarà l’interpretabilità e maggiore la possibilità per gli attori coinvolti di ricercare per tempo anche soluzioni bonarie. Ed invero risolvere i problemi sul nascere consente che gli stessi non si aggravino col passare del tempo, specie se non emergono in modo tempestivo. E l’approccio BIM mira proprio a far sì che eventuali problematiche emergano sin da subito evitandone il loro cristallizzarsi o, peggio, il loro aggravarsi col passare del tempo e che il contenzioso in sede giudiziale contribuisce solitamente ad allungare in modo antieconmico.

Naturalmente perché il BIM risulti efficace occorre che sia stato implementato correttamente non solo dal punto di vista tecnico ma anche legale, disciplinando compiutamente i ruoli dei vari attori che intervengono nella realizzazione della commessa, le relative responsabilità dei singoli e i rimedi per poter ovviare alla conflittualità ed ai danni che potrebbero cagionarsi nel caso in cui, nonostante il BIM, comunque si creino delle situazioni problematiche. Situazioni, che se previste a priori e tradotte contrattualmente nel modo corretto, renderanno massimi i benefici dell’approccio BIM da parte  di tutti coloro che decideranno di valersene.

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