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Mercoledì 17 dicembre 2020 la divisione Wellness di TeamSystem ha dato vita ad un evento eccezionale nel suo genere: una tavola rotonda in cui vari relatori si sono alternati per delineare un quadro reale e rappresentativo della situazione che sta attraversando il mondo del fitness e offrire la propria opinione in merito a quelli che saranno i nuovi scenari del mercato.

Un evento che ha coinvolto imprenditori del settore di svariate realtà sportive, più o meno grandi, da Gallarate a Teramo, passando per Jesolo e Prato. Con una modalità totalmente digital, e quindi in totale sicurezza, i nostri ospiti ci hanno fornito la loro chiave di lettura del delicato momento e ci hanno raccontato come hanno affrontato l’ultimo anno condividendo strategie e soluzioni di successo.

L’obiettivo infatti era quello, non tanto di descrivere le difficoltà che purtroppo ormai conosciamo tutti molto bene, bensì proporre dei modelli e delle iniziative di successo in grado di trasformare le difficoltà in opportunità.

Obiettivo centrato in pieno e, chi meglio di chi il settore realmente lo vive quotidianamente per raccontarci tutto questo? All’evento hanno partecipato, offrendoci la loro testimonianza: Donatella “Lilli” Forte del gruppo GIS Impianti di Milano, Stefania Burato di Cuerpo Fit di Jesolo, Claudio Montagner di Life Village Gallarate, Roberto Di Marco Five Village di Nereto e Martin Sicuro, Rossano Raffaelli di Serendip di Prato e Gabriele Corzani gestore di 5 club del gruppo Around Sport zona Cesena.

Sotto la conduzione di un coinvolgente Pietro Schettino (Responsabile Commerciale e Business Trainer di Academy di TeamSystem Wellness) e con alcuni interventi anche da parte di Francesco Belà (Project Manager di Academy di TeamSystem Wellness) e del team della Business Unit del Wellness di TeamSystem con Roberto Di Giacomo (Marketing & Digital), Fausto Zorzi (Responsabile Commerciale) e Andrea Amato (Customer Care), si sono susseguite le testimonianze dei nostri ospiti, per una durata di circa 3 ore, attraverso una serie di domande e considerazioni.

Notevoli gli spunti ed idee che ripercorriamo insieme nei prossimi 4 articoli dove troviamo i passaggi più significativi che ci accompagneranno da oggi fino ad inizio 2021.

Pietro: Quali sono state le prime impressioni avute nei giorni post chiusura, febbraio/marzo 2020, e le prime reazioni a caldo?

Lilli Forte: la nostra realtà è quella degli impianti natatori. Abbiamo anche delle palestre all’interno delle nostre strutture, ma l’ambito maggiormente impattato dalla situazione direi che è quello natatorio. A differenza delle palestre, dove si può “inventare” un’alternativa, l’acqua quando è chiusa non c’è niente da fare. Le prime reazioni che abbiamo avuto sono state all’inizio di tranquillità, perché pensavamo che la cosa sarebbe stata più breve; non ci siamo subito allarmati. Quando abbiamo capito che le cose invece andavano per le lunghe abbiamo dovuto reagire, non potevamo subire questa situazione e quindi abbiamo iniziato a cercare di fare il possibile per ridurre i costi.

Come prima azione abbiamo abbattuto i costi di gestione, quindi le utenze, l’acqua ecc. Come secondo punto abbiamo deciso di migliorare l’aspetto strutturale, quindi occuparci della manutenzione di ciò che era stato lasciato indietro durante l’apertura degli impianti, utilizzando un po’ anche il nostro personale con l’obiettivo di coinvolgerlo e tenerlo vicino e supportandolo anche economicamente.

Infine abbiamo avuto un occhio di riguardo per le nuove tecnologie: informandomi, anche attraverso i webinar proposti da TeamSystem, ho iniziato a capire l’importanza di buttarsi sempre di più nel mondo del digitale e cogliere queste grandi opportunità che danno questi strumenti.

Stefania Burato: All’opposto di Donatella, il mio è un centro fitness, quindi quello che abbiamo pensato di fare fin da subito è rimanere vicini ai nostri iscritti. A marzo abbiamo studiato a una soluzione pratica da mettere in atto immediatamente e ci siamo messi all’opera registrando parecchi allenamenti. Fortunatamente eravamo già abituati a lavorare con il digitale quindi abbiamo sfruttato ancora di più le app.

Questo primo inizio ci ha aperto le idee e ci ha fatto virare verso un servizio più completo che desse anche un supporto mentale e alimentare ai nostri iscritti con delle collaborazioni importanti con life coach e nutrizionisti. L’idea alla base era quella di fornire un supporto in una fase in cui i nostri iscritti potevano avere delle difficoltà oggettive a perseguire uno stile di vita sano e quindi il nostro ruolo di coach diventava proprio questo. In questo progetto è stato coinvolto tutto lo staff, ci siamo messi tutti in gioco.

Gabriele Corzani: Quando ci hanno chiuso, io personalmente ho pensato “questa è una grandissima opportunità”, ma lo dico per davvero, non lo dico per circostanza. E’ un’opportunità per far manutenzione ad una parte dei nostri impianti che sono aperti 12 mesi all’anno per tutto il giorno. Quindi ci siamo subito buttati nella ristrutturazione degli spogliatoi.

Anche noi poi abbiamo provato a tenere ingaggiati i nostri utenti perché siamo convinti che il covid si combatta anche attraverso uno stile di vita sano, benchè ci abbiano chiusi. E poi ci siamo subito buttati sulla modernizzazione dei nostri impianti e sul risparmio energetico in modo da limitare le uscite sostenendo i nostri bilanci.

 

Pietro: Dove avete trovato la forza e il coraggio per ripartire?

Roberto Di Marco: Diciamo che io la forza non l’ho mai persa e quello che ho fatto per mantenerla è stato proprio non cambiare le mie abitudini, mi spiego meglio: Il concept è “problema=opportunità”. Nella vita ci sono sempre ostacoli, quindi occorre avere fiducia e consapevolezza che tutto passa. Questo atteggiamento positivo è stato secondo me vincente. Dietro a un problema, c’è sempre una soluzione da analizzare in funzione dei suoi effetti. Quello che conta è non rimanere fermi.

Rossano Raffaelli: Non voglio essere presuntuoso, ma direi che la forza si trova prima di tutto in sè stessi. Anche questi eventi sono stati per me una sfida, è stato importante rimanere ben concentrati sugli obiettivi sui motivi per cui abbiamo aperto tanti anni fa. Il nostro nome, Serendip, significa “trovare qualcosa mentre si cerca altro” e quindi la sfida è stata: dove vado a cercare altro in questo momento? Io mi sono aggrappato allo sport, a come sono uscito da altre situazioni, ai motivi per cui abbiamo intrapreso questa attività. Dietro c’è anche un obbligo morale nei confronti della famiglia, degli iscritti, dei propri dipendenti.

Lilli Forte: Anche io, come molti dei miei colleghi a questa tavola rotonda, arrivo dal mondo dello sport, anche io sono un’agonista e noi atleti sappiamo come la gara non si abbandona mai. Questa è la mia prima forza: non ci si ferma mai, neanche nelle difficoltà. Alle volte è dalle difficoltà che escono le energie migliori.

Stefania Burato: La passione per il nostro lavoro è stato il motore principale. Per noi il traguardo era non buttare via 20 anni di lavoro e non abbandonare i nostri iscritti. Pertanto abbiamo abbracciato tutti quegli interventi necessari per perseguire questo. La nostra mission è stata determinante per andare avanti.

Francesco Belà: Un elemento essenziale, che sia da nord a sud, centri grandi o centri piccoli, palestre o piscine, è sicuramente lo staff. Uno staff che è rimasto unito, è rimasto ingaggiato, si è messo in gioco con attività nuove. Il risultato che i nostri imprenditori stanno testimoniando con il supporto del loro staff, è un risultato che è stato ottenuto non oggi, ma attraverso anni di valori, mission aziendale che si è inserita nel mood dei collaboratori come senso di appartenenza. Nel periodo peggiore questa si è dimostrata una forza incredibile, lo staff ha fatto la differenza.

Fausto Zorzi: Io intervengo semplicemente per ringraziarvi tutti veramente perché mi sto davvero divertendo tanto. Tutti avete sottolineato il tema della passione come motore per le vostre attività. Voi forse non siete consapevoli di una cosa: tutta la passione che voi ci mettete, non la trasmettete solo ai vostri clienti, ma la state trasmettendo in maniera importante anche a noi che siamo i vostri fornitori. Siete la nostra benzina, per fortuna ci confrontiamo con gente come voi che ci date la forza di andare avanti anche attraverso le difficoltà. Grazie per quello che state facendo e continuate così!

 

Pietro: Per quanto riguarda la visione della vostra realtà e del vostro business: quale è quella che avete in vista della prossima stagione?

Claudio Montagner: Intanto diciamo subito che quello che avverrà non lo sappiamo ancora perché c’è un’aria di incertezza molto grande, però concordo con i miei colleghi che questa è un’opportunità per fare dei grandi passi in avanti. La nostra struttura, a Gallarate, è organizzata per essere un’isola di benessere e salute: abbiamo la palestra, la piscina, l’area termale e all’interno siamo organizzati per boutique. Non c’è l’abbonamento omnicomprensivo, ma esiste il concetto di pay-per-use e ci sono le boutique per la pole dance, quella dello yoga ecc.

Un passo che non abbiamo mai fatto è stato quello di cambiare la formula dei nostri abbonamenti. In questi mesi di riapertura, da giugno a settembre, abbiamo notato come ci sia una resistenza da parte della clientela a fare abbonamenti di lunga durata: ma questo è normale se consideriamo il clima di incertezza. Quindi è questo il momento per ripensare alla formula dell’abbonamento che deve essere su misura di quello che desidera il cliente.

Un altro aspetto fondamentale la liquidità: personalmente ho visto aziende fallire non perché i loro bilanci fossero negativi, ma per mancanza di cassa. Quindi: fate cassa, portate a casa liquidità perché i mesi in cui riapriremo, per quanto abbiamo ridotti i costi, i ricavi saranno sempre inferiori ai costi. Quindi qualsiasi cambiamento avremo bisogno di implementare abbiamo bisogno di risorse, di sicurezza da trasmettere ai collaboratori e ai soci stessi.

Rossano Raffaelli: L’elemento liquidità, già citato da Claudio, anche per me è fondamentale. Soprattutto per sperimentare strade nuove. La nostra sperimentazione, tanto per fare un esempio, ci ha dimostrato che le persone fanno attività sportiva volentieri anche all’aperto. Anche in una stagione come quella in cui ci troviamo, dove le temperature non sono affatto favorevoli, i nostri iscritti vogliono allenarsi all’aperto. Questo mi porta a pensare che in futuro ci saranno nuovi concept: nuovi abbonamenti per clienti che hanno esigenze nuove. Immagino eventi che ci portino verso le persone in formule diverse rispetto a prima, penso che avremo nuove modalità di approccio. In questo la digitalizzazione ci aiuterà, ma non va dimenticato l’aspetto emozionale che risulterà fondamentale.

Lilli Forte: Penso che la nostra strategia aziendale di ripartenza sarà improntata sulla qualità del servizio. Questo soprattutto per ricatturare i clienti che magari si stanno allontanando, faremo in modo che lo staff abbia l’opportunità di crescere con nuove strategie di digitalizzazione per migliorare sempre la qualità offerta al cliente. Vero che anche l’offerta dovrà cambiare, però anche ridurre troppo la durata degli abbonamenti non mi sembra una soluzione perché ci pone nella condizione di doverci sempre affannare per tenere il cliente, mentre gli abbonamenti di lunga durata ci danno un po’ più di tranquillità da questo punto di vista. Penso quindi che per il momento questa strategia non mi appartenga, forse non ci ho ancora riflettuto abbastanza. Credo invece di sfruttare l’effetto sorpresa, far si che il cliente arrivi nell’impianto e trovi cose nuove. Stiamo lavorando, ad esempio, nella costruzione dei campi di paddle.

Appuntamento al 28 dicembre con il prossimo articolo tratto da TalkS Digital Wellness Edition 2020 dove si affronteranno i temi di riduzione dei costi, mantenimento contatto con i clienti e riorganizzazione il lavoro in ottica di stagione 2021/2022.

 

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