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Non proprio un fulmine a ciel sereno, ma sicuramente nessuno si sarebbe aspettato che il Covid-19 si sarebbe abbattuto con tanta ferocia sul mercato del fitness travolgendo un business solido e in continua crescita che prima di allora non si era mai trovato a fronteggiare una crisi simile.

Con le prime chiusure finalizzate al contenimento del contagio, già a fine febbraio, è partita un’escalation che ha visto proprietari di palestre, piscine e centri sportivi costretti a bloccare da un giorno all’altro la loro attività per un tempo non definito.

Dopo un primo momento di sconforto e incertezza, i più lungimiranti si sono rimboccati le maniche e hanno proposto ai propri utenti degli strumenti alternativi per mantenere il servizio anche in questa situazione di emergenza arginando l’impatto negativo della chiusura. I più bravi hanno addirittura trasformato la catastrofe in un’opportunità di accrescimento del proprio pacchetto clienti e di ampliamento della propria offerta.

Adesso che, in lontananza, si inizia a intravedere la luce in fondo al tunnel, nello specifico parliamo di una luce che illumina macchinari, banconi di reception e spogliatoi nuovamente in uso, la domanda che molti si pongono è questa:

quale sarà il prossimo futuro del fitness?

Non è ancora del tutto chiaro quale sarà la data ufficiale della riapertura, ma ciò che è evidente per tutti è che da questa crisi il fitness ne uscirà profondamente mutato. Si aprirà un nuovo scenario dove le abitudine dei fruitori, consolidate negli ultimi decenni, verranno modificate radicalmente e le imprese legate alla pratica sportiva dovranno fare i conti da un lato con norme statali finalizzate al potenziamento della sicurezza sanitaria, dall’altro con le mutate richieste della clientela.

Anche se non ci sono ancora direttive precise che regolamenteranno l’attività sportiva all’interno delle strutture dedicate è facile intuire come il distanziamento sociale, sarà una delle linee guida fondamentali.

Se in teoria, stare ad almeno un metro di distanza gli uni dagli altri, sembra una prescrizione semplice da seguire non è così scontato poter garantire questo vincolo all’interno dei centri sportivi.

Una soluzione potrebbe essere quella di limitare il numero degli accessi consentiti contemporaneamente, in modo da garantire l’adeguato spazio di movimento per gli utenti ed evitare affollamenti potenzialmente pericolosi.

Per fare ciò sarebbe sufficiente un contatore collegato con il controllo accessi in entrata e uscita: ogni volta che viene registrato un ingresso il contatore incrementerà il numero dei presenti e, allo stesso modo, ad ogni lettura in uscita il numero decrementerà. Una funzione già gestita dai  software di gestione e controllo accessi per palestre e piscine che permetterebbe di avere sempre monitorato il numero degli utenti all’interno di un’area definita, che sia la sala pesi o lo spogliatoio. I software più evoluti possono anche controllare automaticamente il massimo numero di presenti impedendo ingressi oltre la capienza definita per la struttura.

Nei centri con più sale lo stesso concetto potrebbe essere esteso ad ognuna delle sale, in modo da controllare non solo la presenza globale all’interno dell’intera struttura, ma anche l’occupazione delle singole aree (sala attrezzi, sala corsi, piscina, box di crossfit, area benessere ecc).

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Certo, se da un lato questo garantirebbe una maggior sicurezza per gli utenti e andrebbe incontro a nuove probabili restrizioni legislative, occorre porre la massima attenzione sulla massimizzazione degli spazi.

Assumendo che, l’affollamento dei centri sportivi negli orari di punta sarà qualcosa che non vedremo più per molto tempo, è essenziale garantire ai clienti l’opportunità di accedere al centro in sicurezza anche se a turni scaglionati.

La soluzione che appare più idonea per offrire un buon servizio alla propria clientela senza eccedere sul numero dei presenti è l’accesso su prenotazione.

Fino a prima dell’emergenza Coronavirus sarebbe stato impensabile proporre ai propri utenti di prenotarsi la sessione di allenamento presso il proprio centro sportivo, ma, come abbiamo detto, profondi mutamenti ci attendono nella cosiddetta Fase 2.

Dopo le restrizioni sociali messe in atto per contenere la diffusione del virus e una rinnovata sensibilità verso l’autoprotezione da parte dell’intera popolazione, l’opportunità di prenotarsi la propria ora di sala attrezzi in palestra o di nuoto libero in piscina, diverrà un servizio molto apprezzato da chi ci tiene al proprio allenamento senza rinunciare alla sicurezza.

In modo molto semplice la prenotazione potrebbe essere gestita telefonicamente, dobbiamo però considerare che ciò comporterebbe un sovraccarico importante per la reception che, oltre a rispondere al telefono, dovrà anche organizzare dei calendari giornalieri per raccogliere e incastrare le singole prenotazioni.

Un metodo sicuramente più funzionale, sia per chi opera in reception che per il cliente, è la prenotazione via web o app. In questo modo il cliente può autonomamente gestire la propria prenotazione secondo gli orari di disponibilità e la prenotazione presa online si sincronizza con il calendario della reception snellendo il lavoro e semplificando i processi. Una gestione sicuramente innovativa che verrà molto apprezzata dagli utenti e aiuterà a potenziare al massimo l’utilizzo delle varie sale.
In questo modo è possibile anche gestire le prenotazioni dei propri utenti sia per i corsi in presenza presso la struttura che online. Ad esempio se ho un corso con 10 persone al massimo in sala posso anche ampliare il pubblico a 20/30/100 persone, non mettiamoci troppi limiti, e gli eccedenti i primi 10 seguiranno il corso da casa o parco.

Altro aspetto da considerare in vista delle riaperture in fase 2 sarà la rivalutazione degli spazi esterni, dove è possibile. L’esperienza del Covid-19 ci ha insegnato che l’attività sportiva può essere svolta anche in ambienti non convenzionali, lo dimostra il fatto che buona parte della popolazione ha continuato ad allenarsi entro le mura domestiche grazie al supporto dei video e le dirette del personale specializzato. Quindi perché non farlo in aree verdi esterne ai centri sportivi che consentano sia di mantenere le giuste distanze di sicurezza che di respirare aria fresca e pulita? Parchi, giardini e cortili diverranno nel prossimo futuro aree estremamente utili da considerare per lo svolgimento della pratica sportiva in piccoli gruppi. Non che l’idea di praticare sport all’aperto sia una recente invenzione, la novità riguarderà però la regolamentazione degli spazi. Che si tratti di suolo pubblico o privato, laddove si parla di un’attività strutturata guidata da un professionista, occorrerà estendere il concetto di controllo accessi per registrare le presenze anche in mobilità. Si renderà quindi necessario prevedere di dotarsi di lettori mobili da poter utilizzare indipendentemente dal vincolo spaziale oppure utilizzare metodi alternativi come l’appello fatto tramite app per lo staff.

Come la fenice che risorge dalle proprie ceneri, anche il fitness dovrà presto raccogliere i pezzi per ripartire alla grande; in un mondo nuovo, un’epoca nuova dove al centro rimane il cliente con le sue necessità e dove la tecnologia risulta funzionale a supportare e facilitare la gestione della quotidianità.

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