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Ottobre 2020, i contagi in tutta Italia continuano ad aumentare, cosa fare?

Gestione palestra periodo covid

Dopo il periodo di lockdown che abbiamo vissuto tra marzo e maggio siamo tutti impauriti dal virus che non accenna a sparire ed anche di possibili nuove strette.

Leggiamo sui giornali le informazioni, non sempre contestualizzate, di chiusure di vari settori tra cui le palestre, piscine e centri sportivi.

Proviamo a fare un viaggio, con concretezza e razionalità, per capire realmente quali sono le possibilità e gli strumenti che le strutture sportive oggi possono mettere in campo per ridurre il rischio di contagio e per tracciare eventuali focolai.

1) La sanificazione
Per prima cosa notiamo come tutte le strutture hanno attuato dalla riapertura importanti protocolli di igienizzazione e sanificazione delle strutture. E’ bene ricordarsi che la pulizia nei centri sportivi è tra i focus costanti di titolari e gestori, anche in epoca pre-covid. Luoghi aperti dalle 14 alle 24 ore al giorno e con un continuo cambio di utenti necessita sempre di pulizia continuativa. Facciamo notare come la pulizia delle palestre e piscine sia tra l’altro tra le ricerche più frequenti che gli utenti fanno sui motori di ricerca quando devono valutare la struttura prima di iscriversi. Quindi l’organizzazione per una sanificazione e pulizia degli ambienti è stata già rodata da tempo e con il coronavirus ulteriormente potenziata.

2) Attenzione al contingentamento degli spazi
Per evitare assembramenti e mantenere spazi liberi adeguati sono stati ridotti i numeri di partecipanti ai corsi ed alle attività libere. La maggior parte delle attività inoltre sono diventate a prenotazione per permettere di accedere alle strutture sapendo in anticipo se c’è lo spazio per allenarsi in sicurezza.

3) Controllo della temperatura
Anche se non obbligatorio la maggior parte delle strutture sportive, sia quelle con gli sport indoor che all’aperto hanno optato per verificare la temperatura degli utenti prima dell’accesso ai centri. C’è chi lo fa con termoscanner automatici, anche collegati ai varchi, i quali, oltre alla rilevazione della temperatura possono anche verificare la presenza della mascherina. Altri operatori del settore hanno optato invece per una rilevazione, prima degli accessi alle strutture, con termometri portatili.

4) Riduzione dei contatti
Per ridurre le occasioni di contatto c’è stato un forte incremento nel fornire strumenti di self service ai propri utenti come APP e aree riservate del sito web. Di fatto si è portata la segreteria nelle tasche e nei computer dei propri iscritti per permettere loro, in autonomia, di verificare la propria posizione (scadenze e documentazione), rinnovare l’iscrizione e l’abbonamento e pagare la propria rata o quella dei figli, oltre alla prenotazione online delle lezioni e degli spazi.

5) Il controllo accessi
Il controllo dei varchi con lettori automatici è oggi uno strumento fondamentale per esser sicuri in modo oggettivo di chi accede alla struttura sportiva e non lasciare alla scelta soggettiva di chi controlla se far entrare o meno una persona. In questo modo c’è il rispetto rigoroso degli orari previsti per l’ingresso, ed anche l’uscita se il controllo si estende anche ad essa, oltre che poter tracciare e memorizzare, come previsto dalla norma in vigore, le persone che accedono all’impianto e poterle rintracciare se necessario. Il tutto con dispositivi contactless come tessere e bracciali di prossimità o con l’APP dal proprio cellulare.

6) Meno contatti nello spogliatoio
Una delle ulteriori innovazioni che hanno avuto una spinta importante in Italia, dopo essere già uno standard in tutta Europa, sono le serrature automatiche per gli armadietti degli spogliatoi. Si tratta di serrature che possono esser chiuse con l’uso dello stesso bracciale o tessera di ingresso al tornello o anche con il proprio smartphone. Tutti dispositivi contactless per limitare il più possibile i contatti.

7) Mettere in sicurezza il trainer
Nella sala pesi si è visto un incremento di un trend già in crescita negli ultimi 5 anni, quello delle APP con le schede di allenamento. Grazie a strumenti sempre più centrati sull’utente è possibile per il trainer fornire la scheda di allenamento direttamente nell’APP del suo cliente e lo stesso ha la possibilità anche di indicare gli esercizi che sta eseguendo. In questo modo il trainer è aggiornato in tempo reale sull’andamento del piano che ha consegnato al suo cliente e può interagire con una chat direttamente con lo sportivo, evitando passaggi di schede cartacee conservate magari in schedari comuni, oltretutto non in regola con il GDPR sul trattamento dei dati.

E che succede se c’è qualche caso di coronavirus tra i frequentanti la palestra e piscina?

E’ un’ opzione da valutare e che i medici che seguono gli impianti sportivi possono aiutare a gestire.
Con il numero di persone asintomatiche in aumento non è da escludere infatti il caso di possibili positivi che sono venuti in contatto con altri utenti a loro insaputa.
Come comportarsi in questi casi? Fermo restando il pieno rispetto delle normative statali e locali in atto scendiamo un po’ sul pratico con dei suggerimenti operativi.

L’utente Federico mi segnala che è risultato positivo ad un tampone e proprio ieri alle 10.30 è entrato in palestra per fare un corso di indoor cycling. Dopo aver avvisato le autorità locali e seguire tutte le loro indicazioni vediamo come fare per poter rintracciare e comunicare agli utenti che potrebbero esser stati in contatto con Federico e come mettere in sicurezza anche gli altri utenti per ridurre la possibile diffusione del contagio.
Ho il controllo accessi e cerco quindi tutte le persone che sono entrate nella stessa fascia oraria di Federico e che lo stesso potrebbe aver incontrato nello spogliatoio. Oltre a queste sicuramente cerco anche le persone che hanno fatto il corso di indoor cycling. Ecco che con due ricerche molto semplici da fare nel proprio gestionale riesco a trovare e contattare, telefonicamente, via SMS o via email gli utenti per informarli di quanto accaduto. Suggerimento in questo caso è di utilizzare anche lo strumento della telefonata per poter avere un approccio il più possibile chiaro e rassicurante verso gli interessati.
E’ possibile inserire un blocco ai tornelli a queste persone per evitare il loro ingresso per i successivi 14 giorni se si vuole introdurre un tempo di sicurezza. Valutare poi con il proprio medico competente la necessità o meno di una certificazione per il rientro nella struttura. Questi giorni di interruzione potranno esser aggiunti automaticamente all’abbonamento dell’utente che quindi non perderà nessun giorno della propria sottoscrizione.

Quanto sopra illustrato è un esempio ma serve per chiarire quanto un centro sportivo può esser molto più sicuro di altri luoghi aperti al pubblico e dove non riesco a tracciare con questa precisione i flussi ed evitare l’accesso ai possibili positivi asintomatici o ancora nella fase di incubazione.

Alleniamoci quindi in sicurezza, mantenendo le distanze e le indicazioni degli istruttori e dello staff dei centri sportivi ed affrontiamo con la massima attenzione e serenità questo periodo complesso ma non impossibile da superare con la collaborazione di tutti. E’ importante in questo percorso di convivenza con il virus che ci sia una forte responsabilizzazione di tutti perché solo comunicando eventuali contagi o possibili tali è possibile informare e permettere agli interessati di farsi controllare e ridurre la diffusione del virus.

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Quanto indicato in questo articolo è a titolo esemplificativo.
Far riferimento alle norme in vigore sia a livello nazionale che locale.

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