Prestazioni alberghiere: corrispettivo o fattura? – Parte I

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Prestazioni alberghiere: corrispettivo o fattura? – Parte I
26/03/2020 | Leonardo Pietrobon - Dottore Commercialista | fatturazione-elettronica| gestione-hotel| corrispettivi-telematici

Corrispettivi telematici e non obbligatorietà di emissione della fattura: come orientarsi nelle imprese turistiche?

a cura di Leonardo Pietrobon - Dottore Commercialista

 

Prestazioni alberghiere: corrispettivo o fattura? – Parte I

 

L’articolo 2 D.Lgs. 127/2015, così come modificato dall’articolo 17 D.L. 119/2018, ha introdotto l’obbligo di memorizzare elettronicamente e inviare telematicamente i corrispettivi all’Agenzia delle entrate per i commercianti al minuto e i soggetti ad essi assimilati.

Sotto il profilo soggettivo si ricorda che l’obbligo in commento è previsto per i soggetti che effettuano le operazioni di cui all’articolo 22 D.P.R. 633/1972, quali:

  1. le cessioni di beni da parte di commercianti al minuto in locali aperti al pubblico, spacci interni, per corrispondenza, a domicilio e in forma ambulante;
  2. le prestazioni alberghiere, somministrazioni di alimenti e bevande effettuate in pubblici esercizi (bar, ristoranti) e nelle mense aziendali;
  3. le prestazioni di servizi rese nell’esercizio di imprese in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell’abitazione dei clienti.

Tuttavia, l’articolo 22 D.P.R. 633/1972, rubricato “commercio al minuto e attività assimilate” non disciplina in senso stretto l’emissione del documento commerciale, bensì prevede la non obbligatorietà di emissione della fattura, se non richiesta dal cliente, per alcune tipologie di operazioni, quali:

Comma

Operazioni

1

per le cessioni di beni effettuate da commercianti al minuto autorizzati in locali aperti al pubblico, in spacci interni, mediante apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante;

2

per le prestazioni alberghiere e le somministrazioni di alimenti e bevande effettuate dai pubblici esercizi, nelle mense aziendali o mediante apparecchi di distribuzione automatica;

3

per le prestazioni di trasporto di persone nonché di veicoli e bagagli al seguito;

4

per le prestazioni di servizi rese nell’esercizio di imprese in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell’abitazione dei clienti;

5

per le prestazioni di custodia e amministrazione di titoli e per gli altri servizi resi da aziende o istituti di credito e da società finanziarie o fiduciarie;

6

per le operazioni esenti indicate ai nn. da 1) a 5) e ai nn. 7), 8), 9), 16) e 22) dell’articolo 10;

6-bis

per l’attività di organizzazione di escursioni, visite della città, giri turistici ed eventi similari, effettuata dalle agenzie di viaggi e turismo;

6-ter

per le prestazioni di servizi di telecomunicazione, di servizi di teleradiodiffusione e di servizi elettronici resi a committenti che agiscono al di fuori dell’esercizio d’impresa, arte o professione;

6-quater

per le prestazioni di gestione del servizio delle lampade votive nei cimiteri.

 

Dalla lettura del sopra citato articolo 22 D.P.R. n. 633/1972 emerge che anche le attività del settore turistico-alberghiero rientrano in questa elencazione. I commi 2 e 6-bis dello stesso articolo 22 D.P.R. n. 633/1972 prevedono espressamente le prestazioni alberghiere e le attività di organizzazione di eventi turistici da parte di agenzie di viaggio.

Di conseguenza, sulla base di tale formulazione la struttura alberghiera, a fronte dell’esecuzione della prestazione, deve considerare due aspetti:

  1. il momento di rilevanza dell’operazione, di cui all’articolo 6 D.P.R. n. 633/1972;
  2. la certificazione dell’operazione.

Con riferimento al primo aspetto, si ricorda che il momento di rilevanza delle operazioni, secondo quanto stabilito dal già citato articolo 6, è distinto tra:

  • cessioni di beni;
  • e prestazioni di servizi.

Con riferimento alle prestazioni di servizi, il comma 3 dell’articolo 6 prevede che le stesse “si considerano effettuate all'atto del pagamento del corrispettivo. Quelle indicate nell'articolo 3, terzo comma, primo periodo, si considerano effettuate al momento in cui sono rese, ovvero, se di carattere periodico o continuativo, nel mese successivo a quello in cui sono rese”. 

Di conseguenza la regola generale per le prestazioni di servizi, alle quali appartengono anche le prestazioni alberghiere, è quella in base alla quale il momento di rilevanza coincide con il momento del pagamento, senza che vi sia alcuna rilevanza al momento di ultimazione della prestazione.

A conferma di tale principio si segnala l’indicazione della stessa Agenzia delle Entrate con la risposta all’istanza di interpello n. 12/2020, con la quale ha ribadito che nell'ambito delle prestazioni di servizi, il momento di effettuazione dell'operazione coincide, in linea generale, con la data di pagamento del corrispettivo (ad esempio del soggiorno), a nulla rilevando il fatto che la stessa sia stata già ultimata che, nel caso delle strutture alberghiere, coincide, ad esempio, con l’ultimazione del pernottamento nella struttura alberghiera.

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