Prestazioni alberghiere: corrispettivo o fattura? – Parte II

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Prestazioni alberghiere: corrispettivo o fattura? – Parte II
03/04/2020 | Leonardo Pietrobon - Dottore Commercialista | fatturazione-elettronica| gestione-hotel| corrispettivi-telematici

Certificazione delle prestazioni e trasmissione telematica dei documenti fiscali nelle imprese turistiche: corrispettivi, fatture e fatture differite.

a cura di Leonardo Pietrobon - Dottore Commercialista

 

Prestazioni alberghiere: corrispettivo o fattura? – Parte II

 

Nel precedente intervento è stato stabilito che una struttura alberghiera, a fronte dell’esecuzione della propria prestazione di servizi e in base all’articolo 22 D.P.R. n. 633/1972, deve valutare due aspetti:

  1. il momento di effettuazione dell’operazione ai fini Iva;
  2. la modalità di certificazione dell’operazione.

Con riferimento al primo elemento, anche sulla base delle indizioni fornite dall’Agenzia delle entrate con la risposta all’istanza di interpello n. 12/2020 è stato ribadita la regola generale, di cui all’articolo 6 D.P.R. n. 633/1972, secondo la quale l’operazione di considera realizzata ai fini iva con il pagamento del corrispettivo, senza che possa assumere rilevanza il momento di ultimazione della prestazione.

Tuttavia, si ricorda che lo stesso articolo 6 D.P.R. n. 633/1972 consente di anticipare il momento di rilevanza dell’operazione rispetto al pagamento, nel caso in cui volontariamente il prestatore – la struttura alberghiera nel caso di specie – decidesse di emettere la fattura inerente, ad esempio, il servizio di pernottamento. In particolare, la citata disposizione normativa prevede che le prestazioni di servizi “si considerano effettuate all'atto del pagamento del corrispettivo [...] e se anteriormente all’ effettuazione dell’operazione sia emessa fattura, o sia pagato in tutto o in parte il corrispettivo, l'operazione si considera effettuata, limitatamente all'importo fatturato o pagato, alla data della fattura o a quella del pagamento

Tale considerazione permette, quindi, di affrontare il secondo elemento di cui sopra, ossia la modalità di certificazione dell’operazione.

L’articolo 22 D.P.R. n. 633/1972, con il comma 2 consente alle strutture alberghiere di poter certificare le proprie prestazioni alternativamente:

  • mediante l’emissione del documento commerciale;
  • o, in alternativa, mediante l’emissione della fattura.

L’emissione del documento commerciale è, in base a quanto stabilito dallo stesso articolo 22, preclusa nel caso in cui il cliente della struttura alberghiera chieda l’emissione della fattura. Si ricorda, infatti, che l’esordio della citata disposizione normativa recita che “l'emissione della fattura non è obbligatoria, se non è richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell'operazione (…)”.

Sulla base di quanto sopra argomentato, si può quindi concludere che per le strutture alberghiere:

  1. l’articolo 22 consente di certificare l’operazione mediante emissione del documento commerciale;
  2. l’emissione del documento commerciale non è ammessa nel caso in cui il cliente chieda la produzione della fattura;
  3. la struttura alberghiera può decidere di certificare tutte le operazioni mediante emissione della fattura.

Sotto il profilo pratico, si ricorda che:

  • secondo quanto stabilito dal co. 4 dell’articolo 21 D.P.R. n. 633/1972, post modifica D.L. n. 118/2019, sono concessi dodici giorni di tempo per l’emissione della fattura. Infatti, dal 1° luglio 2019, è consentito emettere le fatture entro 12 giorni – rispetto ai dieci previsti dalla precedente formulazione della norma – dalla data di effettuazione delle operazioni, determinata ai sensi dell’art. 6 del DPR 633/72;
  • il D.L. n. 34/2019, analogamente a quanto previsto in tema di fatturazione, stabilisce che i soggetti che effettuano operazioni al dettaglio, di cui all’articolo 22 D.P.R. n. 633/1972, e che sono tenuti alla memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi giornalieri – ex articolo 2 D.Lgs. n. 127/2015- possono inviare i dati entro il dodicesimo giorno successivo dal momento di effettuazione dell’operazione, determinato ancora ai sensi dell’articolo 6 D.P.R. n. 633/1972.

A questo si deve aggiungere la possibilità di emettere, sia per le cessioni di beni che per le prestazioni di servizi e quindi anche per quelle alberghiere, la c.d. fattura differita. A tal proposito, si ricorda che la fattura elettronica “differita” può essere inviata al Sistema di Interscambio entro il termine ultimo del giorno 15 del mese successivo rispetto a quello di effettuazione delle operazioni. In tal caso, sotto il profilo operativo si ricorda che, come previsto dall’articolo 21, comma 4, lett. a), del D.P.R. 633/72, è possibile emettere fatture differite per le prestazioni di servizi, in cui venga richiamato un documento, come la c.d. “fattura proforma” il bonifico bancario, la ricevuta di pagamento, o altra documenti, contenente la descrizione dell’operazione, la data di effettuazione e gli identificativi delle parti contraenti, idoneo a supportare il differimento dell’emissione della fattura elettronica.

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