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Superbonus

Superbonus: Ecobonus e Sismabonus 110%

L’impianto di riscaldamento esistente e funzionante per legittimare l’intervento di efficientamento energetico agevolabile

Sergio Pellegrino Direttore Centro Studi Tributari Euroconference

La fruizione dell’agevolazione per gli interventi di efficientamento energetico, sia che si tratti dell’ecobonus “tradizionale” che di quello “potenziato” con il superbonus, è condizionata alla circostanza che l’edificio sia dotato di un impianto di riscaldamento esistente.

Il requisito era stato evidenziato dall’Agenzia delle Entrate sin dalla circolare 36/E del 31 maggio 2007, che, nel delineare le caratteristiche degli edifici interessati dall’agevolazione, precisa appunto che questi devono “essere già dotati di impianto di riscaldamento, presente anche negli ambienti oggetto dell’intervento, per quanto concerne tutti gli interventi agevolabili, ad eccezione della installazione dei pannelli solari”.

L’impianto di riscaldamento deve essere esistente, e in linea generale funzionante, al momento dell’inizio dei lavori.

Nella prassi dell’amministrazione finanziaria non rinveniamo indicazioni puntuali su come la prova debba essere fornita, di modo che si può pensare di conservare evidenza della presenza dell’impianto di riscaldamento attraverso foto o magari un’attestazione da parte di un tecnico o dell’impresa che effettua i lavori.

Tenendo conto però del fatto che, se il contribuente intende agevolare gli interventi di efficientamento energetico con il superbonus ha la necessità di dimostrare il miglioramento di due classi energetiche, deve avere un’Ape all’inizio dei lavori, oltre che al loro completamento, e dunque in questo modo l’evidenza della presenza dell’impianto è garantita.

La presenza negli ambienti interessati dall’intervento

Come precisato dalla circolare 36/E/2007, la detrazione può essere riconosciuta soltanto nel caso in cui l’impianto di riscaldamento sia presente negli ambienti interessati dagli interventi.

Quindi, se ad esempio la soffitta non è riscaldata, le spese per la coibentazione di quel locale non potranno essere agevolate, ovvero, se c’è un camino soltanto nella zona giorno, solo gli interventi che interessano quell’area potranno beneficiare dell’agevolazione.

Di conseguenza, nel caso in cui il  riscaldamento sia presente soltanto in parte delle unità immobiliari, la relativa detrazione spetta in modo proporzionale.

Nella circolare 21/E del 2010 (punto 3.4), l’Agenzia delle Entrate ha analizzato il caso di un edificio formato da più unità immobiliari, di cui solo alcune provviste di riscaldamento preesistente.

La detrazione per l’istallazione di un impianto di riscaldamento centralizzato è stata riconosciuta non sull’intera spesa sostenuta per l’intervento, ma solo per la parte riferibile alle unità già “riscaldate”, considerando i millesimi come criterio di ripartizione (al netto quindi della parte imputabile alle unità prive di riscaldamento).

 Superbonus 110%

La definizione di impianto termico

La definizione di impianto termico, contenuta nella lettera i-tricies) dell’articolo 2 del D.Lgs.  192/2005, è stata recentemente modificata dall’articolo 3 del D.Lgs. 48/2020.

La nuova definizione è la seguente:

“impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale e assimilate”.

In considerazione del fatto che i sistemi di produzione, distribuzione, cumulo e utilizzazione sono definiti dalla norma “eventuali”, possono essere annoverati tra gli impianti di riscaldamento anche quelli localizzati, come stufe, camini o split e senza alcuna potenza particolare richiesta.

La norma previgente, invece, richiedeva per queste tipologie di apparecchi il fatto che la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare fosse almeno di 5 kWh.

Enea si è soffermata a commentare la novità con la FAQ n. 4 pubblicata nel mese di ottobre 2020 nella quale viene affermato che “si desume che ai fini della verifica della condizione richiesta per l’ecobonus e il superbonus, l’impianto di climatizzazione invernale deve essere fisso, può essere alimentato con qualsiasi vettore energetico e non ha limiti sulla potenza minima inferiore”.

Questi quindi le caratteristiche che deve avere l’impianto termico sono le seguenti:

  • deve essere fisso;
  • può essere alimentato con qualsiasi combustibile;
  • non è richiesta una potenza minima;
  • nel caso in cui non sia funzionante deve essere riattivabile con un intervento di manutenzione anche straordinaria.

Gli interventi sulle unità collabenti

Per consentire di fruire dell’agevolazione dell’intervento di efficientamento energetico, l’unità immobiliare deve essere dotata di un impianto di riscaldamento funzionante.

L’eccezione a questa regola generale è quella delle unità collabenti, per le quali deve essere dimostrata l’esistenza dell’impianto di riscaldamento, ma non il suo funzionamento.

Come evidenziato dall’Agenzia delle Entrate nella risoluzione 215/E/2009, è richiesta comunque la dimostrazione che l’impianto abbia le caratteristiche tecniche previste e sia situato negli ambienti nei quali sono effettuati interventi di riqualificazione energetica.

Vi è la possibilità di considerare ristrutturazione edilizia, e quindi agevolabile anche dal punto di vista degli interventi di efficientamento energetico, l’intervento di ricostruzione di edifici allo stato di rudere o che non esistono più.

Per beneficiare dell’agevolazione va comunque dimostrata in qualche modo anche l’esistenza dell’impianto di riscaldamento: prova che, in questi casi, non sarà generalmente agevole.


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di Sergio Pellegrino – Direttore Centro Studi Tributari Euroconference
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