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PCT: la redazione degli atti da parte dell’avvocato, da un processo consolidato alle funzionalità evolute

PCT: la redazione degli atti da parte dell’avvocato, da un processo consolidato alle funzionalità evolute

Il processo civile telematico “obbligatorio” ha compiuto molta strada ed ormai possiamo affermare che tutti conosciamo quali siano le regole basilari per la redazione dell’atto processuale, soffermiamoci allora su altre e più evolute funzionalità che potranno contribuire a rendere il tuo atto processuale più dinamico e meglio leggibile dal Giudice.
Scopriamole insieme!

Regole consolidate

Tutti sappiamo che l’atto va redatto in forma di PDF (anche se sul punto la stessa giurisprudenza si è mostrata molto tollerante di fronte ad errori nella scelta del formato), che deve essere privo di elementi attivi e che non deve essere frutto di scansione; a tal proposito è opportuno ribadire che quando viene effettuata un’iscrizione a ruolo telematica per un atto notificato in forma cartacea, il cosiddetto “atto principale” da depositare non sarà il vero e proprio originale (che dovrà essere attestato conforme ex art. 16 decies d.l. 179/12 e dovrà essere inserito tra gli allegati della busta informatica) ma sarà il documento informatico nativo dal quale è stata poi tratta la stampa portata alla notifica a mezzo Ufficiale Giudiziario.

Un passo avanti: funzionalità evolute

Fatta questa doverosa premessa mi piace soffermarmi su altre e più evolute funzionalità che potranno contribuire a rendere il tuo atto processuale più dinamico e meglio leggibile dal Giudice. Mi riferisco in primo luogo alla possibilità di inserire collegamenti ipertestuali tra atto e documenti, una tecnica molto semplice da utilizzare e presente in tutti i software di videoscrittura in commercio.

Collegamenti ipertestuali: in cosa consiste questa tecnica e come si applica?

È molto semplice per la verità; è sufficiente che venga creata una cartella all’interno della quale verranno posti l’atto da depositare e i documenti da produrre. Dopodiché, sfruttando gli appositi comandi del software di videoscrittura (es. word per windows, write per LibreOffice) si potrà stabilire una relazione tra atto e documento in modo che cliccando in un’apposita area del primo (ad esempio, sul testo “doc. 1”) si possa immediatamente aprire il documento prodotto.

La copia di cortesia? Uno strumento superato!

Questa funzionalità risulterà molto comoda per la successiva lettura dell’atto da parte tua e da parte del magistrato, soprattutto in quegli uffici giudiziari dove la consolle del giudice è integrata con un doppio schermo o un tablet. L’atto potrà essere così esaminato congiuntamente ai documenti, rendendo così (cosa che ti farà senz’altro piacere) la copia di cortesia uno strumento superato. In alcuni uffici giudiziari questo è già realtà e molti giudici non chiedono più la suddetta “odiata cortesia” laddove l’atto sia fornito di link ai documenti.

Strategie per una migliore lettura di atti complessi

Altra buona funzionalità da sfruttare nella redazione di atti di una certa complessità e perciò non brevi, come può essere ad esempio la comparsa conclusionale, è l’utilizzo del sommario e dei segnalibri. Anche in tal caso l’operazione, che può essere effettuata attraverso qualsiasi software di videoscrittura, renderà l’atto più facilmente leggibile da te e dal magistrato; adottando tali strumenti sarà infatti possibile esaminare le diverse parti da cui è composto l’atto senza doverlo scorrere tutto. Sarà sufficiente aprire l’area dei segnalibri e scegliere la parte che si desidera esaminare, ad esempio le conclusioni oppure la trattazione in diritto.

"Atto digitale", consentito? Di più, consigliato!

Utilizzando tali strumenti, tutti consentiti e anzi consigliati dalla stessa magistratura e dagli organi ministeriali proposti allo sviluppo del PCT, il tuo atto risulterà certamente più adeguato alle funzionalità “digitali” offerte dal PCT.


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